Piove e Pompei crolla ancora: mancano gli operai per la manutenzione

I sindacati denunciano: senza quella, i restauri e gli interventi straordinari sono inutili. Dal 2010, quando sono andati in pensione gli operai in organico nella Soprintendenza senza che fossero sostituiti, i crolli si sono susseguiti

Quando inizia la "stagione delle piogge", Pompei trema. Perché ogni evento atmosferico, ogni temporale, rischia di produrre nuovi crolli.

Dopo quelli di quel piovoso marzo 2014, quando in tre giorni si ebbero tre crolli, nei giorni scorsi un altro pezzo di Pompei è venuto giù. Si tratta, come ha spiegato in una nota la Soprintendenza Archeologica di Pompei, di "una piccola parte del muro di contenimento del giardino" della Casa di Severus (Regio VIII, insula 2, civico 30), lungo il costone roccioso meridionale degli Scavi. Colpa, ancora una volta, "delle forti piogge dei giorni scorsi che hanno impregnato il terreno". La zona "è già parte del programma di messa in sicurezza della Regio VIII previsto dal Grande Progetto Pompei".

Ma tutto questo non basta. Perché manca, semplicemente, la manutenzione ordinaria. "Senza quello possiamo anche sviluppare mille 'grandi progetti'", sospira sarcastico Paolo Cesarano, segretario Uil Pa di Napoli. Il riferimento è appunto a quel Grande Progetto Pompei, finanziato dall'Europa con 105 milioni di euro. "I progetti ci sono ma molti non sono nemmeno partiti e se non lo saranno entro dicembre 2015 i fondi messi a disposizione dall'Europa andranno persi per sempre", racconta Cesarano a Today.it, ilquale punta poi il dito contro "la mancanza di un impegno serio da parte del Ministero"

Gli fa eco Maria Rosa Rosa, della segreteria nazionale del sindacato confederale per i Beni Culturali. "Noi non abbiamo mai mancato di denunciarlo. Gli Scavi sono sempre a rischio, sono un'aerea archeologica di duemila anni scoperta da appena 300, esposta costantemente alle intemperie e agli agenti atmosferici: è inevitabile che qualche crollo ci sia", ragiona, ma il problema vero è la mancanza di manutenzione ordinaria. "Servono operai, squadre che escano tutti i giorni e compiano interventi". Ma la Soprintendenza continua ad assumere e fare bandi per altre professionalità.

"Hanno assunto architetti, tecnici, archeologi, persino avvocati, una marea di consulenti, tutto tranne che operai, che  invece sono gli unici che potrebbero davvero servire. Hanno assunto solo tre operai fabbri per i cancelli, ma nessun restauratore, nessun mosaicista. Non capisco quale logica politica ci sia dietro queste scelte", afferma la sindacalista, "anche perché prima non era così". Quel "prima" si riferisce a qualche anno fa, quando iniziarono le tristi sequele di crolli, a partire dal quello della cosiddetta "Casa dei Gladiatori", la palestra degli atleti dell'antica città romana, distrutta nel novembre 2010 a causa delle forti piogge che provocarono lo smottamento di un terrapieno a ridosso della costruzione. Da allora non c'è stato anno senza che si siano registrati nuovi crolli.

"Prima crolli non ce n'erano - ribadisce l'esponente Uil - sono coincisi con l'inizio dei pensionamenti degli operai, che a causa del blocco del turn over non sono stati rimpiazzati con le assunzioni. Quegli operai erano nell'organico della Soprintendenza e quando c'erano loro non succedeva niente". Da quando sono iniziati i pensionamenti, invece sono calati gli interventi di manutenzione ordinaria. "Si continuano a fare quelli di manutenzione straordinaria, che serve tantissimo, ma non è abbastanza. È inutile fare i restauri, se poi non c'è manutenzione costante. Vale per le case moderne, figuriamoci per un sito come Pompei". 

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Commenti (1)

  • a pompei mancano gli operai al lavoro,ma non a prendere lo stipendio

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