Davide Bifolco, chiesti tre anni per il carabiniere: caos in aula

La rabbia dei familiari è sfociata in invettive contro il pm e un agente presente nell'aula. Il padre della vittima è stato allontanato mentre urlava: "Questo processo non si deve fare"

Tensione dentro e fuori dall'aula del tribunale di Napoli dove si sta celebrando il processo con rito abbreviato per la morte di Davide Bifolco, il ragazzo ucciso a Napoli da un colpo di pistola esploso da un carabiniere durante un inseguimento.

Il caos è è iniziato quando il pm Manuela Persico ha chiesto la condanna a 3 anni e 4 mesi a carico del carabiniere (il massimo previsto per l’omicidio colposo con rito abbreviato), pena ritenuta troppo bassa dai familiari di Bifolco.

A quel punto c'è stato subbuglio tra i parenti di Davide che è sfociata in invettive, non solo contro il magistrato, ma anche contro un agente presente nell'aula. Il giudice Ludovica Mancini ha così sospeso per circa mezz'ora l'udienza, allontanando tutti.

Il padre della vittima è stato allontanato dall'aula mentre urlava: "Questo processo non si deve fare". La sentenza è slittata al prossimo primo ottobre.

Intanto al Centro direzionale, sotto uno degli ingressi della cittadella giudiziaria, si sono radunate decine di persone, tra parenti e conoscenti del ragazzo, ma anche aderenti ai centri sociali. La morte violenta di Davide provocò, già nell'immediato, una serie di reazioni da parte soprattutto degli abitanti del quartiere che, in più occasioni, scesero in piazza per chiedere giustizia.

Le indagini preliminari della Procura si sono concluse lo scorso 5 marzo. L'ipotesi di reato formulata a carico del militare è di "omicidio colposo per imperizia nel maneggiare le armi".

Secondo la Procura il carabinieri avrebbe dunque fatto partire accidentalmente il colpo di pistola che ha spezzato la vita di Davide.

La tragedia è avvenuta lo scorso 5 settembre nel quartiere Traiano di Napoli. Davide Bifolco è stato trafitto da un colpo di pistola mentre viaggiava su uno scooter con altri due ragazzi.

"Eravamo in tre, il motorino era senza assicurazione ed eravamo senza casco - ha ammesso all'indomani della tragedia uno dei ragazzi che con Davide - L'auto dei carabinieri ci ha tamponato e fatti cadere, il ragazzo che guidava è scappato, io sono rimasto a terra e Davide si è alzato. Il carabiniere gli ha sparato direttamente alle spalle, non ha sparato in alto - ha ricordato - un solo colpo e l'ha ucciso. E con lui a terra, li ho sentiti ridere".

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