Atroce incidente durante l'addestramento: "Il processo è fermo, attendiamo risposte"

Era un giorno di dicembre di quattro anni fa, l'incursore Luciano Pennetta stava facendo il suo lavoro. Il dramma si consumò in pochi istanti in un sommergibile della Marina Militare. Subì un danno permanente di grave entità. Due persone rinviate a giudizio, ma i tempi della giustizia si allungano. "Siamo praticamente fermi all’udienza preliminare" dice a Today il suo avvocato: "Chiediamo risposte, soprattutto in termini di assunzione di responsabilità"

Un atroce incidente. Era il 4 dicembre 2012, e l'incursore Luciano Pennetta, sottocapo della Marina Militare, stava facendo il suo lavoro.

Di stanza alla base del Consubim, Comando Subacqueo Incursori, aveva preso parte a un'esercitazione di addestramento con il sommergibile Gazzana, nelle acque del mar Piccolo, a Taranto. Con Pennetta c'era anche un collega e amico, deceduto nel luglio del 2015 per le conseguenze dell'incidente dopo un lungo calvario. Che cosa accadde quel giorno? Il dramma si consumò in pochi istanti nella garitta del sommergibile che i due avevano raggiunto a più di dieci metri di profondità. 

Un’esercitazione che, negli ambienti militari, viene definita di routine, nonostante la complessità. Nel  corso dell'operazione di svuotamento dell’abitacolo dall’acqua, si verificò un imprevisto che comportò un calo immediato  di pressione, come ricostruì La Nazione il giorno seguente. Si sentirono male in garitta durante le operazioni di prosciugamento: i soccorsi furono immediati. 

Pennetta subì un danno permanente di grave entità, e da allora non è in grado di proseguire la sua attività lavorativa, con pesantissime conseguenze anche nella sfera individuale e familiare.

La Marina Militare sin dal primo giorno dopo l'incidente annunciò un'indagine sulle cause e sulla dinamica di quello che accadde in quella mattina di dicembre. Il processo penale è tutt'ora in corso, e i tempi della giustizia come spesso accade non coincidono con il legittimo desiderio di appurare velocemente fino in fondo la verità su quanto è successo il 4 dicembre 2012. Qualcosa non funzionò nella procedura di rientro dei due incursori: due persone sono state rinviate a giudizio. 

"E' una vicenda emotivamente coinvolgente e professionalmente avvilente", dice a Today Paola Ersilia Cursaro, legale di Luciano Pennetta: "Dopo due anni di indagini svolte dalla Procura di Taranto e il rinvio a giudizio di due degli indagati, ci siamo costituiti parte civile nel processo penale ma, con la sostituzione del giudice, i rinvii, gli scioperi dei colleghi e il cambio del capo di imputazione (da lesioni gravi ad omicidio colposo) siamo ancora praticamente fermi all’udienza preliminare. Così, mentre attendiamo risposte esaustive sulle dinamiche del sinistro, soprattutto in termini di assunzione di responsabilità da parte delle persone coinvolte nelle indagini, del Comando, della Marina Militare e del Ministero della Difesa (intimato nel processo penale come responsabile civile), all’inadempienza dell’Amministrazione datrice si è unita l’inadeguatezza del sistema giudiziario. Basti considerare che dall’ultima udienza, tenutasi presso la Sezione Penale del Tribunale di Taranto ad aprile, sono trascorsi più di quattro mesi senza che sia stata ancora disposta la data del rinvio." 

All'enorme dramma umano e professionale, si sono così aggiunte tante altre difficoltà, come la necessità di anticipare ingenti spese processuali per il procedimento penale in corso al Tribunale di Taranto.

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