Precaria da sette anni, prof risarcita: è la prima volta in Italia

Un'insegnante di Torino, precaria da sette anni, dovrà essere risarcita con quindici mesi di stipendio. Il giudice ha ordinato di riconoscerle anche gli scatti di anzianità

TORINO - Ha lavorato per più di trentasei mesi senza essere assunta. Ha continuato ad insegnare senza mai avere un contratto vero. E' stata in quella scuola per oltre tre anni senza vedere mai riconosciuti, almeno contrattualmente, i suoi sforzi. Ma oggi ha vinto la sua battaglia. Il tribunale del lavoro di Torino, per la prima volta in Italia, ha attuato l'ultima pronuncia della Corte di giustizia europea, e ha accolto il ricorso di un'insegnante delle scuole medie superiori precaria da sette anni. 

Per la donna, il giudice ha disposto il risarcimento di quindici mesi di stipendio, per un totale di ventiduemila euro, e ha ordinato di riconoscerle gli scatti di anzianità che avrebbe maturato se fosse diventata insegnate di ruolo anziché ripartire da zero ogni anno. 

La decisione del tribunale di Torino, storica, arriva a pochi giorni dalla sentenza della terza sezione della Corte di Giustizia europea, datata ventisei novembre, che ha sentenziato che i contratti a tempo determinato per gli insegnanti italiani sono illeggittimi, perché in contraddizione con la normativa europea. Il giudice europeo aveva stabilito che i precari che hanno superato i trentasei mesi di insegnamento a scuola devono essere assunti oppure risarciti. A Torino è subito diventato realtà. 

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