Frode fiscale: Profumo rinviato a giudizio

L'ex ad Unicredit è accusato di fraudolenta dichiarazione dei redditi. Con lui, altri 16 manager del gruppo e 3 di Barclays. Avrebbero escluso dal reddito imponibile "una quota pari al 95% dei proventi"

Alessandro Profumo è stato rinviato a giudizio per fraudolenta dichiarazione dei redditi aggravata dall'ostacolo alle indagini. 

Insieme all'attuale presidente del Monte dei Paschi di Siena ed ex amministratore delegato Unicredit sono state raggiunte dal provvedimento altre 19 persone

Profumo a processo - Il processo inizierà il primo ottobre davanti alla seconda sezione del tribunale di Milano. Insieme a Profumo saranno processati altri 16 manager Unicredit e 3 Barclays.

Le accuse - A loro la procura contesta di "avere, con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, in concorso e previo accordo tra loro" e "al fine di evadere le imposte sui redditi e cagionando un danno patrimoniale di rilevante gravità, costruito una struttura complessa e artificiosa, predeterminata in ogni sua articolazione, così da non comportare alcun rischio economico o finanziario, unicamente volta a generare, sotto il profilo della rappresentazione contabile, proventi nella forma di interessi, che artatamente invece prospettavano dividendi ai fini della imponibilità fiscale, prevista solo nella misura del 5% del loro ammontare lordo".



Inoltre gli indagati avrebbero "falsamente rappresentato nelle scritture contabili dapprima e nelle dichiarazioni dei redditi poi, in conseguenza, la natura fiscale dei proventi conseguiti da Unicredit Corporate Banking Spa, Unicredit Banca Spa, Unicredit Banca di Roma Spa qualificandoli come dividendi invece che come interessi attivi, così conseguendo un'indebita esclusione dal reddito imponibile di una quota pari al 95% di tali proventi".



Per farlo, avrebbero "adoperato mezzi fraudolenti idonei a ostacolare il relativo accertamento, valendosi di società e trust appositamente costituiti all'estero, fiscalmente residenti in Regno Unito e in Lussemburgo, attraverso cui venivano emessi, esclusivamente al fine di realizzare gli accordi fraudolenti fra le parti, titoli di capitale in concreto non negoziabili al di fuori di tale loro specifico rapporto, oltre che privi della componente di rischio tipica degli strumenti azionari, poiché le parti coinvolte nell'operazione conoscevano ab origine l'ammontare dei proventi che l'emittente avrebbe conseguito e distribuito formalmente a titolo di dividendo.

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