Via le stufe dalle tende del campo per motivi di sicurezza, i profughi bloccano il traffico

Protestano i profughi ospitati nell'ex base di Conetta, nel veneziano, dopo la decisione della cooperativa che gestisce l'accoglienza di rimuovere alcune strumenti elettrici, come le stufe, dalle tende dove sono alloggiati. "Il ministero intervenga", dicono

Ancora proteste a Conetta, dove i profughi ospitati nell'ex base militare chiedono che qualcuno intervenga e si interessi alla loro situazione.

Già ieri erano scesi in strada dopo la decisione della cooperativa che gestisce l'accoglienza di rimuovere per motivi di sicurezza alcuni strumenti elettrici, come le stufe, all'interno delle tendostrutture dove sono alloggiati. I manifestanti puntano il dito anche contro le condizioni di vita nell'ex base, contro la qualità del cibo e contro la lentezza nell'ottenere i documenti per la richiesta d'asilo, sottolineando poi il freddo e l'umidità che stanno sopportando con l'approssimarsi dell'inverno. In più, lunedì la questura ha notificato la revoca delle misure di accoglienza a un profugo ivoriano per un'aggressione commessa nei mesi scorsi nel campo.

I profughi si sono oggi posizionati in corrispondenza della piazza della frazione di Cona e hanno iniziato un sit-in per chiedere al ministero dell'Interno di prendere provvedimenti. Sul posto è arrivato anche il vicario del prefetto, Sebastiano Centro, per aprire un dialogo. In tanti hanno dichiarato di non voler più fare rientro nel campo. Come nella protesta di ieri, hanno a tratti cercato di bloccare il traffico al grido di "Cona no buono".  

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