"Rotto? Noi te lo ripariamo": bufera a Roma sul cartellone sessista

Dopo un solo giorno di esposizione l'immagine ha fatto il giro dei social. L'azienda a RomaToday: "Mossa ingenua, sarà subito rimosso"

Sta facendo molto rumore sui social un cartellone pubblicitario esposto in via Appia, a Roma, e ripreso da Selvaggia Lucarelli sulla sua pagina Facebook.

L’immagine pubblicizza un negozio che ripara iPhone, e che ha scelto, probabilmente per aumentare la sua visibilità, un'immagine molto più 'attraente' rispetto alla classica croce in stile 'pronto soccorso'. E che compare a pochissimo tempo dall'annuncio dal provvedimento del sindaco Marino che intimava di abolire le pubblicità sessiste.

Sicuramente la sua comparsa sui social ha fatto parecchio scalpore. Solo sulla pagina della Lucarelli, dopo circa un'ora dalla pubblicazione, aveva realizzato più di 3.000 like e quasi 300 condivisioni.

Commenti dei fan per lo più indignati. In tanti criticano il livello di sessismo italiano e la etichettano come una 'vergogna'. Ma forse non sono così indignati come ci si aspetterebbe. Perché, oltre alle tantissime faccine gialle divertite, che compaiono con maggiore frequenza, ci sono anche diverse risposte ironiche e divertite, fino alle richieste di 'cercasi jihadisti volontari'. 

Eppure, non manca anche chi accusa di ipocrisia coloro che si scandalizzano, perché "sono decenni che si usano allusioni sessuali in pubblicità, e voi vi scandalizzate?". Diversi commenti, poi, soprattutto di donne, si complimentano con la strategia pubblicitaria: dal "nessuno avrebbe mai parlato di loro se non fosse stato così" al "in fondo questa è pubblicità". 

Insomma, sembra lontano il 23 marzo scorso, giorno in cui il sindaco Marino aveva emanato l'ordinanza contro le pubblicità sessiste: niente spazi pubblicitari per chi utilizza il corpo della donna o lancia messaggi sessisti, associando l'immagine della donna all'idea di oggetto o di commercio.

Il responsabile della pubblicità della Infoware, ha affermato "di aver esposto questo cartellone quasi ingenuamente; la nostra voleva solo essere una tattica pubblicitaria, non avevamo pensato che la reazione sarebbe stata questa. Di solito le pubblicità durano 15 giorni, ma noi abbiamo chiesto che il cartellone venga rimosso stasera, dopo 24 ore".

Qualche minuto fa, sulla pagina Facebook della ditta, è comparso un messaggio di scuse: "Mi scuso, per quello che voleva essere soltanto un messaggio pubblicitario. Mi scuso nuovamente, abbiamo chiesto la rimozione".

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