Rapinata e poi violentata davanti al fidanzato: incubo per una coppia, tre arresti

L'aggressione il 9 giugno scorso in provincia di Como. Le tre persone identificate sono state riconosciute dalle vittime come i loro aggressori

Foto di repertorio

Tre persone sono state arrestate dai carabinieri di Lomazzo, in provincia di Como, con le accuse di rapina e violenza sessuale di gruppo. I fatti risalgono alla tarda serata dello scorso 9 giugno, quando una giovane coppia del posto era stata picchiata, rapinata e costretta a rapporti sessuali nei pressi della stazione ferroviaria di Cadorago.

A due mesi esatti da quei tragici fatti sono scattate le manette. Sotto il coordinamento della procura di Como, i militari hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di due uomini di 26 anni e una donna tre anni più giovane. I due 26enni, irregolari in Italia e senza fissa dimora, sono stati portati nella casa circondariale di Como, mentre la donna, un' italiana classe 1996, è ai domiciliari nella sua abitazione di Cadorago. 

Violenza sessuale di gruppo a Como: la ricostruzione dei fatti

La sera del 9 giugno le due vittime si trovavano in una zona boschiva adiacente alla stazione di Cadorago a quanto sembra per comprare della droga. Ad un tratto sono state avvicinate da due uomini che sotto la minaccia di un coltello con una lama di 15 centimetri gli hanno intimato di consegnare la sostanza stupefacente appena acquistata.

Dopo aver colpito con un pugno al volto il ragazzo, i due malviventi hanno rubato alla coppia i rispettivi telefoni cellulari, nonché un orologio, un braccialetto e un anello appartenenti alla ragazza. Infine, a turno e sempre dietro minacce, i due aggressori hanno costretto la giovane ad avere rapporti sessuali con loro. Il tutto è avvenuto con il concorso della donna, che nel frattempo faceva da palo. Allontanatisi i tre, la coppia ha chiesto aiuto e ha fatto scattare le indagini.

I presunti responsabili sono stati individuati attraverso le immagini delle telecamere di sicurezza della stazione e delle aree limitrofe, l'ascolto di testimoni e il confronto delle immagini estrapolate con i volti di persone rientranti nel patrimonio info-investigativo degli investigatori dell'Arma. Le tre persone identificate sono state riconosciute dalle vittime come i loro aggressori.

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