Intolleranza, xenofobia e sessismo: ecco "la piramide dell'odio in Italia"

L'Italia è il Paese più omofobo dell'Ue, il secondo più islamofobo d'Europa ed ha ancora un enorme problema con il sessismo: il rapporto della Commissione Parlamentare J-Cox fotografa una nazione in preda alla paura del "diverso"

Foto ANSA/ GUIDO MONTANI /DBA

La maggioranza degli italiani pensa che gli immigrati residenti nel nostro Paese siano il 30% della popolazione, anziché l’8%, e che i musulmani siano il 20%, quando sono il 4%. Il 56,4% ritiene che "un quartiere si degrada quando ci sono molti immigrati" e il 52,6 che "l’aumento degli immigrati favorisce il diffondersi del terrorismo e della criminalità". Sono alcuni dei numeri citati nel rapporto della commissione parlamentare "Jo Cox" sui fenomeni di odio, intolleranza, xenofobia, e razzismo in Italia.

La commissione, presieduta da Laura Boldrini e composta da un deputato per ciascun gruppo politico (nonché da rappresentanti del Consiglio d’Europa, delle Nazioni Unite, dell’ISTAT,  e di altri centri di ricerca), è stata istituita nel maggio del 2016 ed ha lavorato per 14 mesi; la relazione è stata approvata dalla Camera il 6 luglio scorso.

"La relazione (citiamo testualmente dal testo, ndr) dimostra l'esistenza di una piramide dell’odio alla cui base si pongono stereotipi, rappresentazioni false o fuorvianti, insulti, linguaggio ostile ‘normalizzato’  o banalizzato e, ai livelli superiori, le discriminazioni e quindi il linguaggio e i crimini di odio".  Il quadro generale che ne emerge (almeno secondo chi ha condotto l’indagine) è quello di un Paese che troppo spesso cede agli stereotipi nei confronti del "diverso" e che ha ancora preoccupanti rigurgiti di sessismo.  

La percezione dei migranti

Qualche altro dato. Il 48,7% degli intervistati ritiene che, in condizione di scarsità di lavoro, i datori di lavoro dovrebbero dare la precedenza agli italiani; il 35% pensa che gli immigrati tolgano lavoro agli italiani. E ancora: il 65% degli italiani (contro il 21% dei tedeschi) pensa che i rifugiati siano un peso perché godono dei benefits sociali e del lavoro degli abitanti, mentre il 59% in Germania pensa che rendano il Paese più forte con il lavoro e i loro talenti (solo il 31% in Italia).

Quasi una donna su tre ha subito violenze fisiche o sessuali

Se guardiamo alla discriminazione di genere le cose non vanno certo meglio. Il 20% degli intervistati pensa che gli uomini siano dirigenti di impresa e leader politici migliori delle donne; il 32,9% non ritiene necessario aumentare il numero di donne che ricoprono cariche pubbliche e addirittura il 49,7% ritiene che l’uomo debba provvedere alle necessità economiche della famiglia e che gli uomini siano meno adatti ad occuparsi delle faccende domestiche. 

Insomma, il sessismo è un retaggio culturale ben lontano dall’estinguersi. Lo dimostra un sondaggio condotto sulle donne vittime di violenza. I risultati sono impressionanti.

Il 31,5% delle donne tra i 16 e i 70 anni ha subito almeno una volta una violenza fisica o sessuale, per lo più da un partner o ex partner. Le italiane subiscono più violenze sessuali, le straniere più violenze fisiche di altro tipo ed anche più violenze psicologiche. Il 16,1% ha subito stalking.

L’Italia è il Paese più omofobo dell’Ue

Il popolo Lgbt non se la passa meglio. Il lavoro della commissione fotografa infatti un Paese ancora in buona parte omofobo. Qualche numero: un italiano su quattro considera ancora l’omosessualità come una malattia; uno su cinque ritiene poco o per niente accettabile avere un collega, un superiore o un amico omosessuale. Il 24,8% ha perplessità sul fatto che persone con orientamento omosessuale rivestano una carica politica. Questa percentuale sale al 28,1% nel caso di un medico e al 41,4% nel caso di insegnante di scuola elementare.

"Secondo un’indagine della agenzia FRA - si legge nella relazione - l’Italia è, nella percezione delle persone omosessuali e transessuali, il Paese più omofobo nella UE, sia che si consideri l’incitamento all’odio e al disprezzo da parte dei politici sia che si consideri l’abitudine di utilizzare un linguaggio o ensivo da parte della popolazione". 

Odio riferito ai motivi religiosi

Secondo una indagine internazionale (PEW) citata nella ricerca, l’Italia è il secondo paese più islamofobo d’Europa. L'odio religioso si combina con quello contro i migranti, ma ha anche una sua consistenza autonoma. Lo dimostra, ad esempio, il persistere di pregiudizi antisemiti che anzi sono in aumento, condivisi da un italiano su cinque, mentre sul web si moltiplicano i siti antisemiti. La ricerca VOX sui tweet pone gli ebrei al sesto posto tra le categorie più colpite da tweet negativi. Più in basso dei mussulmani, che, al quarto posto, sono diventati il gruppo religioso considerato con maggiore ostilità.
 

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