Parrucchieri abusivi ma con reddito di cittadinanza e Rei: indagati marito e moglie

La scoperta durante un controllo in un quartiere periferico di Catania. Non solo: nel salone, completamente abusivo, lavoravano sfruttate anche due persone, di cui una minorenne

Prendevano reddito di cittadinanza e Rei ma marito e moglie avevano un salone da parrucchiere completamente abusivo, nel quale facevano lavorare due persone anche fino a 10 ore al giorno pagandole in un caso meno di un euro l’ora e in un altro offrendo soltanto un piatto di pasta al forno o un panino per pranzo.

È l’allucinante situazione scoperta dagli agenti di polizia in un negozio a Catania, nel quartiere periferico di Librino. Gli uomini del commissariato di zona si sono presentati per un controllo nel locale in viale Bummacaro, dove al momento vi erano numerosi clienti. Dagli accertamenti è emerso che i due coniugi, pur avendo percepito erogazioni pubbliche come la carta Rei e il reddito di cittadinanza per migliaia di euro al mese, di fatto esercivano la loro attività professionale in maniera totalmente abusiva e da lungo tempo. Ora sono indagati in stato di libertà in concorso per truffa ai danni dello Stato.

Parrucchieri abusivi e con il reddito di cittadinanza

Non solo: uno dei due è stato inoltre deferito all’autorità giudiziaria per il reato previsto dall’articolo 603 bis del codice penale, che punisce il datore di lavoro che sfrutta il lavoratore approfittando del suo stato di bisogno. Infatti è emerso che i due dipendenti  presenti nel negozio al momento del controllo lavoravano in condizioni veramente proibitive e illegali. Uno dei due lavorava ogni giorno per dieci ore e mezza, domenica e lunedì esclusi, per un compenso di meno di un euro l’ora senza alcun contratto. L’altro invece, addirittura minorenne, lavorava anche lui oltre dieci ore al giorno ma non percepiva alcun compenso: la sua “retribuzione” era una porzione di pasta al forno o un panino per pranzo.

parrucchiere abusivo reddito cittadinanza catania-2

Prende reddito di cittadinanza e disoccupazione, ma lavora in nero: interviene la Finanza 

Sono state riscontrate anche alcune criticità per quanto riguarda la sicurezza e la salubrità del posto di lavoro e per questo verrà informato l’Asp Spresal, l’organo competente, mentre per quanto riguarda la mancanza di autorizzazione e titoli professionali il caso verrà segnalato alla polizia locale di Catania.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Pensioni, c'è una buona notizia sull'età di vecchiaia

  • Estrazioni Lotto oggi e numeri SuperEnalotto di sabato 9 novembre 2019

  • Estrazioni Lotto oggi e numeri SuperEnalotto di martedì 12 novembre 2019

  • Nuovo maxi concorso: oltre 300 posti a tempo indeterminato, si cercano laureati e diplomati

  • Tasse sulla casa, arriva la nuova Imu (e scompare la Tasi): cosa cambia

  • Tasse, chi rischia di pagare di più con la nuova Imu

Torna su
Today è in caricamento