Così Roma soffoca tra i rifiuti: "L'emergenza finirà entro Capodanno"

Carenza di impianti, poi di mezzi e di personale: un'emergenza che la Capitale sta sopportando da quasi un mese. Il sindaco Raggi tentenna ed evoca complotti, ma i nuovi vertici Ama ammettono il disastro

Cassonetti stracolmi di immondizia nei pressi di via Nomentana, Roma, 1 luglio 2019. ANSA

Roma soffoca tra i rifiuti, tra cassonetti sporchi e strabordanti e sacchetti maleodoranti abbandonati a terra a marcire sotto al sole. La crisi è evidente, reale, e rischia di peggiorare. L'ordine dei medici di Roma ha parlato di un "serio rischio per la salute", lanciando un'allerta sanitaria: per questo, il presidente Antonio Magi ha deciso di scrivere una lettera al sindaco Virginia Raggi, al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, al ministro della Salute Giulia Grillo, e al ministro dell'Ambiente Sergio Costa, invitandoli ad intervenire "sinergicamente prima che la situazione degeneri ulteriormente". "Non creiamo inutili allarmismi", ha risposto piccata la neopresidente di Ama, Luisa Melara.

Crisi rifiuti a Roma: perché c'è così tanta spazzatura in strada?

Il problema, oltre alla carenza di mezzi e di personale, riguarda in primis la carenza di impianti. Ama - la municipalizzata dei rifiuti a Roma - è a caccia di impianti per smaltire 300 tonnellate di rifiuti che ogni giorno restano in strada. In sostanza, come scrive RomaToday, Roma non sa dove portare l'indifferenziato. Produce 18.200 tonnellate a settimana di indifferenziato, e i contratti in corso oltre al Tmb di Rocca Cencia e al tritovagliatore di Ostia dovrebbero garantire una copertura per 19.168 tonnellate, ma l'effettivo erogato corrisponde a 15.590 tonnellate la settimana. Trecento tonnellate di spazzatura al giorno restano così a marcire in strada. Scrive RomaToday:

"Questo perché gli impianti privati che trattano i rifiuti della Capitale hanno ridotto i quantitativi, in mancanza di sbocchi per cdr e scarti che dovrebbero essere smaltiti nel termovalorizzatore di San Vittore nel Lazio (di Acea) e nella discarica di Colleferro. Insomma, la caccia è agli impianti che accolgano al più presto l'immondizia che si accumula ogni giorno sui marciapiedi".

L'emergenza rifiuti a Roma "finirà entro Capodanno"

Il sindaco Raggi parla di sabotaggi sui rifiuti e di una "crisi stabilita a tavolino", chiedendo un intervento del presidente della Regione Lazio: "Gli impianti regionali di smaltimento dei rifiuti devono essere obbligati a ricevere la spazzatura di Roma fino al massimo della loro capienza. Questo può farlo Nicola Zingaretti con un'apposita ordinanza".

I nuovi vertici di Ama, invece, ammettono il disastro che la Capitale sta sopportando da quasi un mese. Quando finirà l’emergenza rifiuti nelle strade di Roma? "Ci siamo dati come tempi entro la fine dell’anno, entro San Silvestro". Lo ha detto il neo amministratore delegato di Ama Paolo Longoni nel corso della commissione Trasparenza, convocata oggi sulla situazione dei rifiuti a Roma.

Emergenza rifiuti a Roma: tutte le segnalazioni

"C’è una emergenza nel servizio, c’è una emergenza organizzativa perché l’organizzazione interna è da migliorare, c’è una emergenza finanziaria perché la società ha problemi di risorse finanziarie. C’è molto che non funziona e che deve essere sistemato", ha aggiunto, sottolineando che "le cause sono remote nel tempo e lentamente si sono accumulate". Proprio a questo proposito, Longoni ha spiegato che "appena ci siamo insediati la prima cosa che abbiamo fatto è stata quella di capire quali impianti erano contrattualizzati e quali i relativi quantitativi di rifiuti trattati. Al momento c’è un deficit di 300 tonnellate al giorno di indifferenziata. Abbiamo chiesto aiuto a tutti".

Dove portare i rifiuti indifferenziati? Roma chiede aiuto alle altre regioni 

Il neo ad ha quindi evidenziato che "oggi il nostro obiettivo è trovare la collocazione lecita a queste quantità in più di rifiuti prodotti perché abbiamo un problema da risolvere oggi. E' inutile ora fare battaglie ideologiche, di prospettiva: inceneritori Sì, inceneritori No, altrimenti i rifiuti rimangono per strada. Stiamo parlando di quantità enormi, 1800 tonnellate a settimana fanno in un mese una montagna alta come il Vesuvio". "Stiamo andando in Regione Lazio, abbiamo un appuntamento alle 15. Dobbiamo capire dove portare i rifiuti di indifferenziata, se ci sono delle Regioni che ci possono aiutare", ha concluso Longoni uscendo insieme al consigliere Massimo Ranieri.

rifiuti roma luglio 2019 ansa2-2

"Così la differenziata porta a porta non serve a nulla"

Quanto alla raccolta differenziata, il neo consigliere di Ama Massimo Ranieri ha affermato che "non abbiamo centri di raccolta, né centri di riuso. Portare la carta a Pomezia diventa un'operazione costosa e inutile. Vanno infrastrutturate la città e Municipi". "La differenziata porta a porta sul 20% di un territorio con i cassonetti sull'80% non serve a nulla perché c'è la migrazione dei rifiuti". Critica anche la situazione sul fronte dei negozi, bar e ristoranti. "Anche sulle utenze non domestiche abbiamo qualche deficienza".

Mancano poi i mezzi e il personale. "Il 55% dei mezzi sono indisponibili, di Csl (i compattatori che svuotano i cassonetti lateralmente ndr) ne abbiamo la metà del necessario. C'è una gara partita nel 2017, c'è l'aggiudicazione definitiva, ma i primi arriveranno a settembre. C'è anche una carenza di personale: ci sono molte prescrizioni, molti non possono lavorare di notte, di giorno, al caldo, al freddo", ha detto Ranieri.

Un quadro disastroso, indegno per una Capitale. E i tempi per venirne a capo sono lunghi, come ammesso oggi dall'Ama.


 

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