Rom Giugliano, nessun futuro dopo lo sgombero forzato: "Trattati peggio degli animali"

Dopo Torre Maura e Casal Bruciato, ecco un altro focolaio d'odio contro i rom. La denuncia dell'Associazione 21 luglio e di padre Alex Zanotelli. Una vera e propria emergenza umanitaria che divide ancora una volta la politica

"Delinquono è vero, ma sono il gruppo rom migliore che abbia mai visto e ci tengono a mandare i propri figli a scuola". C'è tutta la compessità della vicenda rom nella storia dello sgombero del campo nomadi di Giugliano avvenuto negli stessi giorni dei fatti di Casal Bruciato.

450 persone ai margini da sempre, fin dal loro arrivo in Campania durante la guerra dei Balcani. Poveri tra i poveri, raccoglitori di ferro per lo più, come racconta Enrico Muller, responsabile di CasArcobaleno di Scampia, hinterland napoletano in cui studiano i bambini nati nel campo nomadi giuglianese. "Ci sono anche genitori agli arresti -ammette- perché in qualche modo c'è da portare a casa qualche soldo". Alex Zanotelli, sacerdote comboniano con la sua iconica sciarpa arcobaleno ci tiene però a raccontare l'altra faccia di una vita ai margini: "Hanno vissuto per anni su una discarica con la terra da cui traspiravano fumi tossici. Vivono una via crucis, un calvario, trattati peggio degli animali".

Una via crucis che dura da trent'anni e che lo scorso 10 maggio ha vissuto forse la sua stazione più dura con lo sgombero dell'insediamento abusivo di "Ponte Riccio" come da delibera del comune giuglianese. Quello che l'Associazione 21 Luglio denuncia è che il suddetto sgombero ha creato una vera e propria crisi umanitaria con decine di famiglie costrette a spostarsi, ad allontanarsi da un campo che quanto meno aveva servizi igenici.

"Via da Giugliano" era l'imperativo, ma senza una meta.

rom giugliano sgombero-2

La mattina del 10 maggio 2019 le Forze dell’Ordine hanno attivato l’allontanamento coatto delle famiglie dall’insediamento di via del Viaticale. Secondo le numerose testimonianze raccolte, sia prima che durante le operazioni di sgombero alle persone è stato verbalmente intimato di uscire dal territorio di Giugliano pena la cancellazione anagrafica e l’allontanamento dei minori.

Non avendo altra possibilità le 450 persone rom si sono ricongiunte nella serata dello stesso giorno in un’area nella zona industriale. "Vivono in auto, all’addiaccio, in un’area dismessa della periferia giuglianese" spiega Carlo Stassola, presidente dell'associazione 21 luglio, al terzo giorno di sciopero della fame per protestare contro l'abbandono istituzionale di queste famiglie che -va ricordato- per la maggior parte godono della cittadinanza italiana e contano diversi giovani nati e cresciuti a Giugliano.

"Le 73 famiglie di via del Viaticale, non dispongono di riparo alcuno, sono costrette a dormire all’interno delle autovetture o all’aperto, malgrado le difficili condizioni atmosferiche, non hanno elettricità, sono prive di acqua potabile e servizi igienici".

Tra le principali accuse all'amministrazione campana è quella di non aver dato una sistemazione alternativa a queste famiglie nonostante il comune di Giugliano abbia ricevuto migliaia di euro di finanziamenti da parte dell'Unione Europea. "Verrà fatto un accesso agli atti per capire dove e come sono stati spesi questi soldi" sottolinea Nicola Palma, consigliere comunale del Movimento 5 stelle.

Nella delibera sindacale che dispone lo sgombero si fa accenno al fatto che i servizi sociali comunali si sarebbero presi carico della gestione dell'emergenza abitativa, richiamando ad una delibera di giunta dello scorso 3 Aprile.

In tale delibera si propongono contributi economici "una tantum" da destinare ai rom come aiuto per pagare l'affitto di un'abitazione, e altri aiuti per 150mila euro e 50mila euro da destinare "ad eventuali inserimenti in strutture protette per minori".

rom giugliano conferenza stampa camera-2

Tutto questo -denunciano le associazioni- sarebbe rimasto lettera morta poiché sarebbe stato detto alle famiglie, e solo a voce, che l'amministrazione giuglianese avrebbe provveduto a sovvenzionare con 5mila euro coloro che si presenteranno con un contratto di affitto regolare.

L'emergenza abitativa che abbiamo raccontato fino a qui, per certi versi non dissimile da molte altre storie raccontate da Nord a Sud dell'Italia, è sottotraccia di una narrazione ben più vasta e che tocca da vicino la politica e le elezioni. Come denunciato dalle associazioni gli episodi di odio verso le comunità rom vanno via via rafforzandosi, complice il clima politico.

Senza dover ricordare i fatti di Roma, un esempio ancora una volta arriva dallo sgombero di Giugliano. Questo è il post del confinante comune di Casapessena apparso sull'account istituzionale.

"Si informano i cittadini che in seguito allo sgombero del campo nomadi di Giugliano, avvenuto questa mattina, vi è la probabilità che gli stessi possono raggiungere il nostro paese e quelli limitrofi. Si chiede alla cittadinanza di essere compatta, e prendere le dovute informazioni e precauzioni qualora si trovasse nelle condizioni di locare abitazioni a persone che infrangono la la legge, al fine dunque di contrastare il fenomeno della delinquenza."

casapessena-2

Post poi modificato in:

"Invitiamo la cittadinanza a rimanere in stretto contatto con le forze dell’ordine per segnalare eventuali anomalie che si potrebbero verificare dopo lo smantellamento del campo rom di Giugliano. Come amministrazione abbiamo recepito e divulgato alla nostra comunità l’informativa che abbiamo ricevuto. L’inclusione e la solidarietà sono valori imprescindibili per la nostra amministrazione e su questi abbiamo costruito la nostra azione di governo. Allo stesso tempo la sicurezza e la prevenzione rappresentano delle priorità assolute, anche perché solo gli abitanti di Casapesenna sanno quanto abbiamo faticato per contrastare l’illegalità nel nostro Paese. La nostra comunità ha certamente compreso lo spirito di comunicazione e saprà utilizzarla nella maniera più corretta senza allarmismi e discriminazioni."

Questi i fatti, mentre l'Unione Europea preparava una lettera in cui annunciava l'apertura di una procedura di infrazione a riguardo dell'assegnazione di alloggi popolari nel Lazio. Roma e Giugliano sono solo teatri diversi di una stessa tragedia che racconta di una vita ai margini e che raccoglie, in un modo o nell'altro la rabbia di chi si oppone a soluzioni tampone.

Sono gli stessi cittadini di Giugliano a sconfessare via social l'operato del Comune campano: "Signor Sindaco, ci illumina sulla questione rom? -chiede Carmen tra gli altri- Li ha sfrattati, chiuso l'area ( che non verrà mai bonificata) e fatti spostare a Lago Patria? Occuperanno e cannibalizzeranno un altro campo. Senza acqua, senza bagni...Senza niente? Con una neonata di 10 giorni e 105 bambini???"

Come spiega il consigliere pentastellato Nicola Palma la "Questione Rom" ha molti capitoli, il primo dei quali riguarda il territorio. Quello giuglianese racconta di due mondi diversi -il centro storico sulle colline e la zona del lido- separati da una terra di nessuno teatro di molti progetti falliti e di un paesaggio ferito da un'emergenza rifiuti stoccata in malo modo. 

Ma la questione rom è anche quella a cui fa l'occhiolino la politica: "Non so perché il Movimento 5 stelle abbia dato così ampio spazio alla destra parlando di sgomberi e di privilegi per i soli italiani -si interroga Palma conversando con il cronista di Today- accanto a me oggi avrebbero voluto sedere due parlamentari pentastellati che voi giornalisti chiamate 'dissidenti', un termine che non condivido perché rappresentano l'anima di un movimento maggioritario, quello originario, che guarda al presidente della Camera Roberto Fico". 

Ha sentito Luigi Di Maio? O qualcuno dei portavoce nazionali?
"Di Maio no, nell'ultimo anno no. Ma alcuni parlamentari (Doriana Sarli e Gilda Sportiello) mi hanno chiamato subito interessandosi della questione. A livello locale c'è da capire come siano stati spesi i finanziamenti arrivati dall'unione europea, sarà mia premura fare una richiesta di accesso agli atti in questo senso. E poi c'è da ribadire un concetto, quello di stare vicini ai cittadini, senza bandiere e senza corse in avanti a fini di propaganda elettorale".

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