L'idea del comune anti ludopatia: "Meno tasse per i bar senza videopoker"

Il Consiglio comunale di San Lazzaro, in provincia di Bologna, ha approvato all'unanimità una mozione che impegna la Giunta a riconoscere a tutti gli esercizi che diranno "stop" alle macchinette uno sgravio fiscale

Per il momento è solo una mozione. Ma presto potrebbe diventare "legge". Il Consiglio comunale di San Lazzaro, comune alle porte di Bologna, ha approvato una mozione che prevede sgravi fiscali per i locali pubblici che rinunciano all'istallazione o dismettono apparecchi da gioco detti videopoker. La proposta ha ottenuto 18 sì e nessun voto contrario. 

La mozione, come si spiega in una nota, "chiede alla Giunta di riconoscere, a partire dal gennaio 2014, a tutti i bar, tabaccherie e circoli che decideranno di dismettere gli apparecchi da gioco, di non installarli in caso di nuova apertura o che già oggi non li posseggono, uno sgravio fino al 30% della tassa dei rifiuti".

Tale sgravio fiscale deve essere tale "da risultare per alcuni una compensazione dei mancati incassi e per gli altri un premio per non aver mai contribuito alla diffusione della ludopatia"

Per il sindaco Marco Macciantelli il voto del Consiglio "impegna a impostare una griglia di sgravi, incentivi e premialità, per quanto sarà possibile, in ordine alla fiscalità locale, dalla tassa dei rifiuti all'Imu, a favore di quei proprietari di immobili che intendano rinunciare ad aprire sale giochi o a proseguire questo tipo di attività".

Da un lato il mercato che sviluppa un fatturato, solo in ambito legale, di circa 80 miliardi all'anno, il 4% del Pil, la terza industria dopo Eni e Fiat. Dall'altro lo Stato, il quale, in un contesto di crisi pesantissima come quello che stiamo attraverso, con questo debito pubblico e questa recessione, con questo allentamento delle reti di relazione incassa, ogni anno, almeno otto miliardi di euro da questa attività a livello nazionale. 

Il problema secondo il sindaco di San Lazzaro è serio. "E tuttavia, nonostante tutto, qualcosa si può e si deve fare: occorre essere consapevoli del fatto che, se non si riduce il fenomeno, si aggraveranno le conseguenze di impoverimento di persone con redditi bassi, si accentueranno fenomeni di fragilità o dipendenza psicologica sino a vere proprie patologie".

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