Perché l'Olanda non vuole accogliere i migranti della Sea Watch

Il governo olandese risponde picche alla richiesta di Di Maio: disposti "a mostrare solidarietà" solo se si raggiunge una "soluzione strutturale". In ogni caso, bisogna respingere i migranti che "non hanno diritto alla protezione internazionale"

Foto ANSA

La responsabilità dei 47 migranti della Sea Watch 3 è dell'Olanda, "a meno che, come capitato con la Lifeline la Sea Watch 3 non stia sventolando illegalmente quella bandiera. In tal caso dovremo procedere al sequestro. Ma intanto l’Olanda accolga i 47 migranti a bordo, in nome dell’Europa!". E' quanto aveva scritto ieri su Facebook il vicepremier Luigi Di Maio, chiedendo ai Paesi Bassi di fare la loro parte e accogliere le persone a bordo della Sea Watch 3. Ma la risposta del governo olandese non si è fatta attendere.

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I Paesi Bassi sono disposti "a mostrare solidarietà" solo se si raggiunge una "soluzione strutturale" che consenta "in seguito allo sbarco" di "rifiutare e rispedire indietro immediatamente dopo l'arrivo alla frontiera esterna europea" i migranti che "non hanno diritto alla protezione internazionale". Cosi il governo olandese, in una dichiarazione inviata oggi all'Adnkronos, spiega il suo "no" "alla richiesta italiana di prendere in carico i migranti della della Sea Watch, che batte bandiera olandese.

"I Paesi Bassi sono a favore di una soluzione strutturale tramite la quale, immediatamente in seguito allo sbarco, venga fatta distinzione tra coloro i quali hanno diritto alla protezione internazionale e coloro che non ne hanno diritto - prosegue la dichiarazione - Solo nel caso in cui una tale soluzione strutturale sia effettivamente applicata, i Paesi bassi sono disposti a mostrare solidarietà e contribuire allo sbarco e, per gli aventi diritto alla protezione, al ricollocamento".

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L'Olanda: "Non siamo obbligati ad accogliere i migranti della Sea Watch"

Nella dichiarazione si ribadisce poi che il governo dell'Aja non ritiene di avere responsabilità nei confronti della Sea Watch: "I Paesi Bassi, in quanto Stato di bandiera, non sono obbligati" a prendere parte a quelle che vengono definite "misure ad hoc con riguardo allo sbarco" a cui l'Aja si rifiuta comunque di partecipare in assenza di "una concreta prospettiva" della soluzione strutturale auspicata. "E' compito del capitano della Sea Watch 3 trovare un porto sicuro nelle vicinanze per sbarcare i 47 migranti da lui presi a bordo", conclude.

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Sea Watch, Di Maio: "Se può stare in mare è grazie alla bandiera olandese"

La pensa in modo molto diverso il vicepremier Di Maio, che ieri nel suo messaggio su facebook aveva affermato "che la responsabilità sulla nave è dell’Olanda e che l’equipaggio è soggetto alla sua sovranità. Se può stare in mare e può sfidare l’Italia ogni giorno, è proprio grazie alla bandiera che gli ha fornito il Governo olandese. O si prende la responsabilità o ritira la bandiera così la Ong smetterà di disobbedire agli ordini della guardia costiera libica".

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