Sesso e disabilità: un tabù che deve cadere per la libertà di scelta

In Toscana una risoluzione che impegna la giunta regionale a garantire un'assistenza sessuale. Poi c'è un film, libri e attivisti che si battono da anni per andare contro i pregiudizi. Intanto in altri paesi è una realtà già da molto tempo

“Bisogna immaginare cosa possa significare il non potersi toccare perché magari le proprie mani non si muovono come dovrebbero, o il non potere avere momenti di intimità per via della propria disabilità. Il proprio corpo, quando non si è autosufficienti, in certi casi è considerato come un peso, e l’intimità è la prima cosa che si perde con la disabilità. In una situazione del genere, quanto a lungo si può sopportare la mancanza di attività sessuale? E quanto influisce questo a livello psicologico? Non è certo una novità che il sesso contribuisca alla felicità di un individuo” a parlare è Max Ulivieri, 42 anni, toscano e affetto da distrofia muscolare. E' stato il primo a parlare di assistenza sessuale ai disabili a livello pubblico in Italia e la petizione lanciata dal suo sito ha fatto il giro del web: "Sarebbe bello se tutti potessero trovare l'amore, certo, ma nel frattempo hanno diritto a vivere la propria sessualità" spiega Max. 

CHE SIGNIFICA ASSISTENTE SESSUALE - La professione dell'assistente sessuale è già riconosciuta in molti paesi in Europa, ma in Italia ancora questo non è successo. L'impegno di Max mostra come nella società civile qualcosa si stia muovendo, grazie anche a chi come lui ha deciso di parlare dell'argomento in prima persona. Lo stesso fa "The special need", un documentario on the road, ma anche un'indagine sentimentale che racconta la normalità della diversità: Enea (affetto da autismo) ha trent'anni, lavora e non ha mai fatto l'amore. 

GUARDA IL TRAILER DI "THE SPECIAL NEED"

Così due amici lo accompagnano in un viaggio che lo porta fuori dai nostri confini: "Abbiamo incontrato due grandi differenze tra Italia e l'estero: una nell'atteggiamento e una nelle leggi. In Italia Enea ha un ritardo cognitivo e quindi viene considerato legislativamente alla stregua di un minore. E' proibito per legge avere un rapporto sessuale con lui e chi si offrisse di farlo potrebbe essere accusato di 'circonvenzione di incapace'. Insomma l'esperienza del sesso è impedita legislativamente" spiega uno dei registi e amico di Enea nel suo viaggio, Carlo Zoratti. 

Gli assistenti sessuali per disabili esistono in Svizzera, Danimarca, Germania, Paesi Bassi e Austria. In Italia molto spesso si confonde questa professione con la prostituzione. Ma chi la conosce sa che non è così: "Purtroppo l’associazione con la prostituzione c'è e ci sarà sempre, non esce dalle teste di chi non sa e giudica. A me non disturba, ma è un pregiudizio che esiste" spiega Lorenzo Fumagalli, assistente sessuale che ha partecipato al laboratorio "Farfalla sulla pelle" promosso dal professor Nicola Cuomo dell'Università di Bologna, per dare risposta ai bisogni di sessualità dei ragazzi con deficit mentali. 

Che ci sia una differenza tra le due cose lo conferma anche Zoratti, che grazie al viaggio intrapreso per "The special need" ha visitato un istituto per l'autoderminazione delle persone disabili, l'ISBB di Trebel, vicino Amburgo: "Qui le persone disabili vengono lasciate libere di scoprire la propria sessualità. Nell'istituto si viene guidati anche a contemplare tutte le possibilità, omosessuali o eterosessuali. Viene creato un contesto per esprimere i propri desideri. Un meccanismo molto complesso ma guidato da esperti, psicologi e assistenti sessuali" spiega Zoratti.

IL SESSO COME PARTE DELL'IDENTITA' - "La sessualità fa parte della nostra identità, permette di metterci in relazione con il mondo, chi non lo pratica perché ha un limite fisico è tagliato fuori, escluso" dice Eleonora Goio che nel suo libro "Vita al rallenty" (Aras Edizioni), racconta la sua storia. Lei disabile lo è diventata e di rinunciare alla sessualità proprio non ci pensa: "Non sono d'accordo con chi pensa che la disabilità possa impedire una vita sessuale normale e soddisfacente. Le persone disabili sono state spesso e per troppo tempo considerate asessuate".

LA TOSCANA E UN PROGETTO DI LEGGE - Da poco qualcosa si è mosso anche nelle istituzioni: è stata approvata una risoluzione che impegna il consiglio regionale della Toscana a garantire l'assistenza sessuale ai disabili. Tutto è partito da una proposta dal consigliere Enzo Brogi, che da tempo si occupa di diritti civili. L'idea è quella di accelerare i tempi anche su scala nazionale: "La materia è di competenza del Governo e senza un inquadramento normativo a livello nazionale le Regioni possono fare poco: è importante che la Toscana, e le altre Regioni, si facciano trovare pronte, oltre a impegnarsi verso il  Governo, con l'obiettivo che anche in Italia esista una figura professionale per l'assistenza sessuale alle persone disabili" ci spiega Brogi. 

La risoluzione impegna la giunta a intraprendere anche percorsi rivolti alla formazione di figure professionali. Ma perché tanto ritardo in Italia? "Per tanti, troppi, motivi. Il più semplice secondo me è quello di avere la cattiva abitudine di pensare che se una questione la nascondi sotto al tappeto e fai finta che non esista, questa sparisce. Invece non è così, anzi…" conclude Brogi. 

Anche a livello nazionale si muove qualcosa: il senatore del Partito Democratico, Sergio Logiudice e altri tredici suoi colleghi hanno presentato a palazzo Madama il disegno di legge “Disposizioni in materia di sessualità assistita per persone con disabilità”. Secondo il provvedimento l'assistente sessuale interverrebbe sia sul piano fisico, aiutando le persone con disabilità a vivere un’esperienza sessuale, sia sul piano psicologico, svolgendo cioè “un’azione di educazione alla sessualità e all’affettività”. 

Il provvedimento ha iniziato da quasi un anno il suo percorso parlamentare quindi ancora ci vorrà tempo perché diventi realtà. Nonostante tutto ancora nell'immaginario collettivo ci sono delle reticenze, anche se si tratta di una questione di libertà di scelta, come spiega Max Ulivieri: "Non capisco le obiezioni di chi si dice contrario all’assistenza sessuale per i disabili: è una decisione che ognuno prende secondo coscienza. Il sesso non è un diritto, ma la libertà di scelta sì”.

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