Papa Francesco vieta la vendita di sigarette nella Città del Vaticano dal 2018

Il portavoce della Santa Sede: "Nessun profitto può essere legittimo se mette a rischio la vita delle persone". Fittipaldi nel suo libro-scandalo sul caso Vatileaks rivelò come nel piccolo stato si vendono circa 10 milioni di sigarette al mese (e costano il 20% in meno che in Italia)

Papa Francesco durante l'udienza generale in piazza San Pietro l'8 novembre 2017 (Foto ANSA/ANGELO CARCONI)

Dal 2018 in Vaticano sarà vietata la vendita di sigarette a dipendenti, religiosi e diplomatici. La decisione, come anticipata dall'agenzia stampa argentina Telam, arriva direttamente da Papa Francesco. Il direttore della sala stampa vaticano conferma sottolineando che "la Santa Sede non vuole cooperare con una pratica che danneggia chiaramente la salute della persone".

Per decisione di papa Francesco, in Vaticano sarà vietata la vendita di sigarette a dipendenti, religiosi e diplomatici all'interno del territorio a partire dal 2018, per non cooperare con una "pratica che danneggia la salute".

"Il Santo Padre - spiega il portavoce vaticano, Greg Burke, confermando una notizia - ha deciso che il Vaticano terminerà la vendita di sigarette ai propri dipendenti a partire dal 2018".

"La Santa Sede non può cooperare con un esercizio che danneggia chiaramente la salute delle persone. Secondo l'organizzazione mondiale della sanità, ogni anno il fumo è la causa di più di sette milioni di morti in tutto il mondo. Le sigarette, vendute ai dipendenti e pensionati del Vaticano ad un prezzo scontato, erano fonte di reddito per la Santa Sede. Tuttavia, nessun profitto può essere legittimo se mette a rischio la vita delle persone".

In Vaticano l'acquisto di alcuni beni, come sigarette e prodotti da fumo, ma anche benzina e profumi, è molto conveniente: tali beni sono soggetti ad una tassazione decisamente leggera. Oltre a non pagare le accise sui tabacchi e Iva, che tra le mura leonine non vengono applicate, si aggiunge lo sconto del 20%.

Secondo quanto rivelò il giornalista Emiliano Fittipaldi nel suo libro-scandalo sul caso Vatileaks all'interno del piccolo stato si vendono circa 10 milioni di sigarette ogni mese. Insomma, un bel business cui il piccolo Stato ha deciso di rinunciare.

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