"Simon è morto poco dopo la chiamata ai soccorsi": perché non è stato possibile geolocalizzarla

Il giovane escursionista francese sarebbe morto pochi minuti dopo la chiamata ai soccorsi fatta lo scorso 9 luglio. Il presidente del 118 denuncia: “In Italia assurdo ritardo sulla geolocalizzzione delle chiamate”

Simon Gautier sarebbe morto poco dopo essere precipitato nel burrone. Secondo un primo esame esterno della salma del giovane escursionista francese, il cui cadavere è stato recuperato questa mattina dopo essere stato localizzato ieri in fondo a un crepaccio nei pressi del Pianoro di Ciolandrea, a San Giovanni a Piro (Salerno), a causare la morte del 27enne sarebbe stata la frattura di una gamba, che avrebbe provocato una fuoriuscita di sangue.

Sarà l’esame autoptico a chiarire le cause esatte del decesso mentre la Procura di Vallo della Lucania ha aperto un’inchiesta per accertare eventuali ritardi nella macchina dei soccorsi.

“In Italia ritardo assurdo sulla geolocalizzazione delle chiamate”

Se l'Italia avesse applicato la direttiva Ue recepita nel 2009, Simon Gautier sarebbe stato immediatamente geolocalizzato, soccorso in tempi rapidissimi, e forse con esiti ben diversi”, è la denuncia del presidente nazionale della Società italiana sistema 118 Mario Balzanelli. L’escursionista francese aveva chiamato il 112 dopo aver avuto un incidente ed essersi fratturato entrambe le gambe, ma non era stato in grado di dare indicazioni su dove si trovasse. Balzanelli ripete con forza: il ritardo dell’Italia nei sistemi di geolocalizzazione sul territorio, prevista come obbligatoria dalla legislazione europea, che impone a tutti gli stati membri di garantire la localizzazione di chi chiama i numeri di emergenza per chiedere soccorso, è “insostenibile”. Il caso di Simon Gautier “rende palese l'assurda, insostenibile evidenza secondo cui in Italia le Centrali operative 118 sono ancora prive del sistema di geolocalizzazione delle chiamate d'emergenza, pur essendo esplicitamente previsto dal decreto del ministero dello Sviluppo Economico del 12 novembre 2009".

“L’Italia in ritardo rispetto all’Ue” (nonostante i fondi già ricevuti)

"In Italia, peraltro non è ancora disponibile il sistema tecnologico 'Advanced mobile location' (Aml), grazie al quale, pure in assenza di rete internet, dallo smartphone di chi richieda il soccorso parte immediatamente un sms al 112 che comunica le coordinate Gps corrispondenti esattamente al punto in cui si trova la vittima", afferma Balzanelli, che in proposito cita "Jérôme Pâris, direttore della European Emergency Number Association (Eeena)" secondo il quale "l'Aml dovrebbe essere già attivo in Italia" visto che "ha già ricevuto denaro pubblico europeo per una prima fase di test nel 2016/2017".

"Nonostante l'Europa abbia sancito, in ambito legislativo continentale, che il numero unico dell'emergenza 112 si affianchi parallelamente rispetto ai numeri nazionali dell'Emergenza e non affatto che li sostituisca – dice Balzanelli – il modello italiano implementato di 112, invece, proprio perché irrazionalmente 'sostitutivo' degli altri numeri nazionali di Emergenza, ha di fatto pesantemente rallentato, se non paralizzato l'implementazione della tecnologia di geolocalizzazione sul territorio italiano".

Secondo il presidente del Sis 118, “dieci Paesi su 19 in Europa hanno, al riguardo, a partire dalla Francia, anche per guadagnare tempo sul processo di attivazione, realizzato il modello, previsto per legge a livello europeo, di 112 che si affianca ai numeri di Emergenza già esistenti, modello sicuramente più sostenibile in termini di costi e che assicura risposte operative molto più veloci”. E l’Italia? Il nostro Paese “deve comunque assicurare a qualsiasi individuo si trovi in pericolo imminente di perdere la vita di poter contare sul sistema di soccorso più veloce ed efficace possibile”, come ha dimostrato il caso Gautier, e, dice Balzanelli, “occorre quindi dotare con assoluta celerità tutte le Centrali operative dei vari corpi dell'Emergenza nazionale, a partire da quelle del 118, di un moderno ed efficace sistema di geolocalizzazione del chiamante, attivando parallelamente, in sinergia, il numero unico d'emergenza su tutto il territorio nazionale".

Simon Gautier, le immagini del recupero del corpo 

L’ultima telefonata di Simon Gautier e i soccorsi

Per le chiamate alla centrale operativa del 118 risponde la sede di Potenza. Quella telefonata effettuata da Simon Gautier venerdì 9 agosto per chiedere aiuto è stata sicuramente smistata alla nostra centrale, perché unica, dai Carabinieri di Lagonegro, ma è impossibile geolocalizzarla, è possibile visionare solo il numero di telefono del chiamante", ha spiegato all’Adnkronos la dottoressa di turno, medico di centrale del servizio 118 emergenza urgenza. “Le telefonate che arrivano le prendono in carico gli infermieri di centrale, nella nostra postazione c'è anche un medico di centrale per affiancare le operazioni. Nel caso dell'escursionista – ha sottolineato la dottoressa - la chiamata è stata deviata dai Carabinieri, ma ci viene fornito comunque il numero di telefono di chi richiede aiuto". Quando i carabinieri di Lagonegro hanno preso la telefonata di Gautier, l’hanno deviata al 118 più vicino e le procedure di ricerca sono partite proprio dal potentino. Si era provato a localizzarlo tra Potenza, Matera, Cosenza e Salerno in un raggio di 143 km ma la geolocalizzazione non era ancora possibile: la chiamata aveva agganciato una cella troppo vasta. È stata la Prefettura di Potenza ad attivare il piano persone scomparse, coinvolgendo anche le Prefetture di Salerno e Cosenza.

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