Spari in ospedale a Napoli, killer tenta di uccidere un paziente: "Superato ogni limite"

Un uomo con il volto coperto ha esploso alcuni colpi di arma da fuoco a pochi metri dal pronto soccorso del Pellegrini. L'ordine dei medici: "La camorra considera gli ospedali come cosa loro"

Spari all'ospedale Pellegrini, ANSA

Episodio sconvolgente quello avvenuto la notte scorsa nel cortile dell'ospedale dei Pellegrini di Napoli. A pochi metri dal pronto soccorso un uomo con il volto coperto da un casco integrale ha esploso alcuni colpi d'arma da fuoco nei confronti di un 22enne dell'Arenella, che era stato poco prima accompagnato al pronto soccorso da due ragazzi.

I proiettili esplosi dal sicario hanno raggiunto proprio i suoi due accompagnatori, una 16enne ed un altro minorenne, che sono rimasti feriti di striscio ma avrebbero rifiutato le cure dei sanitari. Il 22enne, che è ancora ricoverato nella struttura, non è stato colpito dai proiettili. Il giovane era stato accompagnato in pronto soccorso dopo essere rimasto ferito alle gambe in un conflitto a fuoco. 

Il killer ripreso da un video

Ci sarebbe un video che ritrae l'uomo che ha sparato nel cortile dell'ospedale. Il filmato registrato dall'impianto di videosorveglianza dell'ospedale è stato acquisito dai Carabinieri che stanno indagando sull'accaduto, e dimostra come fossero presenti diverse persone al momento dell'agguato.

Il 22enne ferito, originario del quartiere Arenella e con precedenti per reati contro la persona, è stato curato dai sanitari dell'ospedale e giudicato guaribile in 40 giorni. Ancora da individuare con esattezza il luogo nel quale è avvenuto il ferimento del ragazzo, anche se l'ipotesi più accreditata è che sia avvenuto nei Quartieri Spagnoli a ridosso di via Toledo. Da verificare anche la circostanza, riferita da alcuni sanitari, del ferimento di due ragazzi che hanno accompagnato il 22enne al pronto soccorso, e che agli investigatori non risulta.

L'ordine dei medici: "La camorra considera gli ospedali come cosa loro"

Immediate le reazioni. "La presenza della camorra negli  ospedali napoletani è un fenomeno reale" denuncia del  presidente dell'Ordine dei Medici del capoluogo campano, Silvestro Scotti. "Ci sono diversi elementi - spiega Scotti - che fanno intravedere questa realtà. Per esempio il fatto che in  alcuni Pronto soccorso non è previsto il triage. E questo permette di  dare priorità al personaggio 'potente' senza troppo clamore: si evita  di avere una regola così non è necessario ovviarla. Ma abbiamo anche  testimonianze di ambulanze 'dirottate' con le minacce per far  trasportare il ferito eccellente in una determinata struttura".

L'impressione è che, secondo il presidente dell'Ordine, "certi ambienti delinquenziali considerano l'ospedale 'cosa loro'. Questo deve finire. Lo Stato deve intervenire e presidiare per sottolineare  che gli ospedali sono lo Stato".

"Si è superato ogni limite possibile"

"Ciò che è accaduto questa notte, è il superamento di ogni limite possibile", ha commentato invece il commissario dell'Asl Napoli 1 Centro Ciro Verdoliva a Radio Crc. "Ringrazio tutto lo staff che ha eseguito il proprio lavoro egregiamente, ma ciò che mi chiedo è: dobbiamo arrivare ad essere ridicoli agli occhi di tutti fino a questo punto?"

"La città con la "c" minuscola non deve assolutamente prendere il sopravvento su quella con la "C" maiuscola, non ne possiamo più. Tutto quello che sta accadendo è un vero e proprio teatro di guerra, ed i miei operatori, da professionisti quali sono, si posizionano in prima linea, disarmati. Non è più possibile accettare questo, nonostante il grandissimo lavoro ed il grandissimo sforzo che le forze dell'ordine e la magistratura stanno facendo per consegnare questi fetenti alle autorità".

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