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"Morire di parto in Italia è inaccettabile"

Dopo le tragedie degli ultimi giorni parla il ministro della Sanità: "E' un tema tragico che mi tocca particolarmente, purtroppo si muore ancora di parto, ma è inaccettabile che ciò avvenga per inefficienza o carenze di sicurezza", dice Beatrice Lorenzin. "Le strutture affidabili sono quelle che registrano oltre 500 parti all'anno" spiega il ministro

"E' un tema tragico che mi tocca particolarmente, purtroppo si muore ancora di parto, ma è inaccettabile che ciò avvenga per inefficienza o carenze di sicurezza": lo afferma il ministro della Sanità Beatrice Lorenzin, che, in un'intervista all'Unità, ricorda di aver inviato gli ispettori nei tre ospedali sotto accusa: "Sono a lavoro sui singoli casi diversi l'uno dall'altro" accaduti sotto le feste "e stiamo aspettando le relazioni caso per caso, avremo presto una valutazione in base agli esami autoptici e anche sull'efficienza delle strutture sanitarie coinvolte, come di ciò che è avvenuto prima che queste donne arrivassero in ospedale".

"Le ultime statistiche Ocse - ricorda Lorenzin - rivelano che partorire in Italia è relativamente sicuro in linea generale". Secondo la rivista Lancet del 2010 l'Italia è un paese con una bassa mortalità materna: 10 decessi ogni 100mila nati vivi. Il Belpaese è quindi in linea con i valori medio-bassi degli altri paesi europei, come Francia e Gran bretagna. Sicuramente ci sono zone critiche dove serve un impegno rigoroso di tutti i soggetti istituzionali". 

Lorenzin sottolinea che "le strutture affidabili sono quelle che registrano oltre 500 parti all'anno", e il ministro aggiunge che "l'ottimo ovviamente è in quelle strutture che hanno tutto. E' un indice di affidabilità, anche perché nei casi in cui si dovesse verificare qualche complicazione si è pronti ad intervenire subito, senza dover trasferire la paziente in gestazione in una struttura più attrezzata rispetto a quella in cui si è già ricoverati. Pensi ad alcuni punti nascita che stiamo chiudendo che fanno poco più di 100 parti l'anno, non possono garantire di certo l'asssisenza necessaria".

GIOVANNA - Giovanna Lazzari, 30 anni, commessa, è morta l’altro ieri all’ospedale Civile di Brescia: incinta di otto mesi, si è presentata al pronto soccorso la sera prima accusando febbre alta e gastroenterite ma le sue condizioni si sono improvvisamente aggravate la mattina dopo tanto da spingere i medici a procedere ad un cesareo. Il feto però era già morto e la giovane, trasferita in rianimazione, è deceduta poche ore più tardi.

MARTA - Si indaga per fare chiarezza anche sul caso di Marta Lazzarin, 35 anni, blogger di viaggi, morta martedì all’ospedale di Bassano del Grappa durante il travaglio, a poche ore dal decesso del bimbo che portava in grembo. La donna, al settimo mese di una gravidanza senza problemi, era giunta al pronto soccorso con febbre e dolori addominali: gli esami avrebbero accertato la perforazione del sacco amniotico.

ANNA - Dramma anche a San Bonifacio (Verona), dove Anna Massignan, 34 anni, medico di base a Lonigo, ha perso la vita durante un cesareo d’urgenza alla vigilia di Natale.La giovane aveva avuto un incidente, scivolando dalle scale della propria abitazione: dopo il ricovero e le iniziali dimissioni, le sue condizioni di salute si erano aggravate richiedendo un nuovo ricovero.

ANGELA - Al Sant’Anna di Torino nella notte tra sabato e domenica scorsi Angela Nesta, 39 anni, era morta di parto insieme alla bimba che portava in grembo per alcune complicazioni intervenute tre giorni dopo il ricovero.

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Commenti (1)

  • Avatar di e
    e

    Sono certo tutte tragedie quelle degli ultimi giorni, ma non si può pretendere che sia inaccettabile morire di parto. Di parto purtroppo si può morire, come si può morire per una sepsi dopo un banale tagliettino al dito. E per quanto possa in qualche modo confortare trovare qualcuno a dare la colpa, non sempre questo qualcuno lo si trova. E poi, affidabili i punti nascita con più di 500 parti l'anno? Una delle donne è morta al Sant'Anna di Torino, l'ospedale con forse più parti d'Europa, un'altra a Brescia, tra i primi dieci in Italia. Purtroppo, allo stato attuale delle cose, la morte è l'unica cosa certa della vita, a cui non possiamo far altro che rassegnarci....

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