A una svolta il mistero del tallio: tre morti, tracce del veleno-killer in una tisana

Gli infusi 'incriminati' sarebbero stati trovati nella casa degli anziani coniugi Palma-Pedon, entrambi ricoverati da metà novembre per avvelenamento e parenti delle vittime. La sostanza è stata rinvenuta in alcune erbe da infuso non confezionate

Foto tratta da Wikipedia.en

Potrebbe essere a una svolta il caso degli avvelenamenti da tallio che ha causato tre vittime in Brianza e ne ha mandate in ospedale altre cinque. Secondo quanto riportato da 'MonzaToday', gli esperti dell’istituto zooprofilattico di Torino avrebbero trovato tracce della sostanza in un’erba utilizzata per le tisane. Gli infusi 'incriminati' sarebbero stati trovati nella casa di Alessio Palma e Maria Lina Pedon a Nova Milanese.

Si tratta dei suoceri di Domenico Del Zotto, marito di Patrizia, la donna di 62 anni morta a inizio ottobre  in seguito alla misteriosa intossicazione. Alla morte di Patrizia Del Zotto erano poi seguite quelle degli anziani genitori, ovvero il papà, Giovanni Battista Del Zotto, ex partigiano, 94 anni, già malato di leucemia, e la madre Maria Gioia Pittana di 87 anni. In seguito erano rimaste avvelenate altre cinque persone, tra cui il marito di Patrizia Del Zotto, Enrico Ronchi, dimesso lo scorso 1° dicembre, e la badante della famiglia. E in ospedale sono finiti pure l’83enne Alessio Palma (le cui condizioni, secondo l’ultimo bollettino medico sarebbero stabili) e la moglie Maria Lina Pedon, trasferita sabato scorso al reparto di cardiochirurgia del San Gerardo di Monza in cardiochirurgia per un mixoma atriale che non ha nessuna relazione con il tallio.

Tracce di tallio nelle erbe per tisane, un nuovo giallo

Proprio nell’abitazione degli anziani coniugi Palma-Pedon, sarebbe stata trovata la sostanza che ha avvelenato le due famiglie.  Si tratterebbe, il condizionale è d'obbligo, di una miscela sfusa per preparare le tisane, "che veniva custodita in una terrina all’interno della casa dei due anziani ultraottantenni". 

Le erbe "contaminate" sono state trovate a casa della coppia, all'interno di un contenitore privo di indicazioni relative alla marca e alla provenienza: gli accertamenti sulla composizione e sull'eventuale presenza di tallio nella tisana sono stati effettuati dai tecnici dell'Agenzia Tutela Salute per la provincia di Monza e Brianza. Le erbe sono state attenzionate nel corso dell'ultimo sopralluogo effettuato dai carabinieri.

Non era dunque un prodotto confezionato: resta ora da capire come sia possibile che un prodotto così pericoloso sia finito nelle erbe per gli infusi. 

Cos'è il tallio

Il tallio, elemento contenuto anche negli escrementi di piccione, è un metallo grigio e malleabile, estremamente pericoloso per la salute. Si tratta di un veleno che colpisce raramente in Italia, ma una volta entrato nell'organismo è molto difficile da eliminare, come ha spiegato Carlo Locatelli, direttore del Centro Nazionale di Informazione Tossicologica della Fondazione Maugeri di Pavia. 

Si tratta infatti di un veleno molto potente, tossico sia per inalazione che per ingestione, difficile da diagnosticare e trattare, anche se esistono dei farmaci che lo 'estraggono' dall'organismo. "E' una molecola molto piccola - spiega - una volta che entra nei tessuti si diffonde velocemente, ed è difficile da eliminare. Ci sono dei trattamenti ma molto lenti, l'organismo deve reggere all'avvelenamento. In alcuni casi servono diversi mesi di cure perché il livello torni alla normalità, abbiamo avuto dei casi in cui sono stati necessari cinque mesi di trattamenti".  

I danni principali causati dal veleno sono a carico del sistema nervoso, ma può dare anche problemi cardiaci. I sintomi immediati sono di tipo gastrointestinale. La dose letale varia a seconda di chi lo ingerisce.

"Questo elemento ha un assorbimento gastrico molto rapido - conferma Paolo Maurizio Soave, del Centro Antiveleni del policlinico Gemelli di Roma - e danneggia tutti gli organi, dal rene al pancreas al cuore ai polmoni. La tossicologia è fatta da due elementi, la persona e la sostanza tossica incriminata. Il tallio a certe dosi è  tossico, ma chiaro che la tossicità si incrementa sulla base di patologie e condizioni preesistenti. In generale un giovane può sopportare di più il veleno, mentre per un anziano la dose letale  più bassa".

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