Telecronaca dal medioevo, insulti all’arbitro donna: "Uno schifo vederla in campo"

Il telecronista campano Sergio Vessicchio ha insultato l'assistente dell'arbitro prima dell’incontro tra Agropoli e Sant’Agnello, valido per il campionato di eccellenza. Su Facebook ha poi ribadito il proprio pensiero. L’Ordine dei giornalisti della Campania lo ha sospeso

Una donna arbitro? “È uno schifo”. È diventata un caso la telecronaca di un’emittente campana durante una partita di Eccellenza tra Agropoli e Sant’Agnello. Il telecronista di CanalecinqueTv Sergio Vessicchio - non nuovo ad uscite "shock" - si è scagliato infatti contro l'assistente dell'arbitro, Annalisa Moccia. Mentre questa stava effettuando le verifiche alla rete di una delle porte, Vessicchio ha detto: “È uno schifo vedere le donne che vengono a fare gli arbitri in un campionato dove le società spendono centinaia di migliaia di euro. Ed è una barzelletta della Federazione una cosa del genere. L’arbitro è dunque di Castellammare di Stabia, si tratta di Antonio Liotta, coadiuvato da Gianluca Caianiello di Napoli e Annalisa Moccia, della sezione di Nola. Eccola qui, la vedete, una cosa impresentabile per un campo di calcio”.

Il telecronista Sergio Vessicchio insulta arbitro donna: "È uno schifo"

(Dal minuto 17:39 le frasi di Vessicchio durante la telecronaca di Agropoli-Sant’Agnello)

In un post su Facebook (successivamente eliminato), Vessicchio ha scritto: “Ritengo personalmente che far arbitrare le donne nel calcio sia sbagliato per molti motivi, quindi confermo il mio pensiero. Perché tutti questi squallidi moralisti non fanno una battaglia per farle giocare insieme ai maschi? La vera discriminazione è questa”, ha ribadito Vessicchio.

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Vessicchio è stato poi sospeso dell’Ordine dei giornalisti della Campania, come ha annunciato il presidente Ottavio Lucarelli. “Le sue parole causano un grave danno all’immagine dell’Ordine, non soltanto della Campania, ma di tutto l’ordine nazionale”, ha detto Lucarelli alla Radiazza. 

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Intervistato da Radio CRC, Vessicchio ha poi provato a replicare: “Mi rendo conto di avere usato degli attributi forti, per questo chiedo totalmente scusa, anche perché ritengo che le donne abbiano un'intelligenza straordinaria. Il mio attacco era alla Figc e non verso le donne. Chiedo scusa a loro ed ulteriormente ad Annalisa Moccia. La cosa è stata travisata e strumentalizzata a tutti i livelli”. Il telecronista ha poi aggiunto: “Ho sbagliato e ho fatto una stupidaggine. Mi sono espresso male; non sono sessista e le farei governare il mondo. Ero in diretta e non potevo subito riparare. Mi sono accorto subito di aver detto una cavolata e ne pagherò le conseguenze. Le donne arbitro sono statisticamente meglio degli uomini. Non volevo creare nessun pandemonio. Non sono razzista, sono per l'integrazione a 360 gradi. Ho attaccato il sistema e la Federazione, ho sbagliato i modi nell'esprimere il mio pensiero”.

Sulla vicenda è poi intervenuto anche Marcello Nicchi, presidente dell’Aia: “Rimango sconcertato per le inqualificabili e discriminatorie espressioni utilizzate dal giornalista Sergio Vessicchio, telecronista per una TV locale della partita Agropoli-Sant'Angelo, nei confronti della nostra associata Annalisa Moccia, solo perché donna. Ad Annalisa, ed a tutte le nostre associate, va la piena solidarietà mia e di tutto il movimento arbitrale italiano, consapevole dell'importante apporto che quotidianamente danno alla nostra categoria. Ho segnalato l'episodio al Dipartimento delle Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, all'Autorità politica delegata ed alle forze di polizia. Contestualmente come AIA abbiamo conferito incarico ai legali per agire, in tutte le sedi ritenute opportune, a tutela dell'immagine delle associate donne e dell'intera categoria”.

Minacce e insulti sessisti all'arbitro Annalisa Moccia

Lo scorso gennaio, Annalisa Moccia fu oggetto di insulti e minacce di morte da parte di sostenitori della Virtus Ottaviano durante un match contro la Puteolana 1902 allo stadio “Domenico Conte” di Pozzuoli.

“A fine gara una persona non identificata, qualificatasi come Presidente della Società della Virtus Ottaviano – si legge in un comunicato della Figc Campania diffuso dopo la partita - senza autorizzazione entrava nello spogliatoio della terna arbitrale ed insultava la stessa ed in particolare con espressioni maschiliste offendeva l’assistente Annalisa Moccia, definendola incapace, per il suo sesso femminile, a stare sui campi di calcio. Inoltre, come da rapporto della stessa assistente, a seguito della segnatura della rete da parte della squadra avversaria (Puteolana su calcio di rigore), propri sostenitori cominciavano a minacciare di morte la stessa ed a insultarla”. In quell’occasione la Ficg Campana comminò un’ammenda di 500 euro alla formazione ospite.  

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