Benvenuti nella terra del biocidio, dove l'immondizia uccide

Trentacinque milioni di tonnellate di rifiuti tossici, un tasso di incidenza delle patologie tumorali al di sopra della media nazionale e l'aspettativa di vita più bassa d'Italia: la Terra dei Fuochi, dove si muore nel silenzio

Un tasso di mortalità per tumore e cancro di gran lunga superiore alla media italiana. Un'aspettativa di vita tremendamente inferiore a quella del resto del Paese. E un ministero, quello della Salute, che troppo spesso si gira a guardare dall'altro lato. Perché guardare quello che accade nella "Terra dei Fuochi", l'aria compresa fra le periferie di Napoli e Caserta, fa davvero male. Un disastro ambientale in atto sta uccidendo la popolazione, che ha dato un nome al mostro: "Biocidio". Rifiuti tossici e illegali sversati ovunque, roghi che rendono l'aria malata e irrespirabile e terreni inquinati che "sporcano" cibi e acqua. "Qui si muore più che nel resto d'Italia" e Antonio Marfella, oncologo della fondazione Pascale di Napoli e presidente dell'Isde, prova a spiegare perché.

Francesco, morto a otto anni di tumore, viveva nella Terra dei Fuochi

Dottore, è vero che nelle zone fra Napoli e Caserta si muore più che in ogni altra parte d'Italia per cancro e tumore? Qual è il ruolo dei rifiuti in tutto ciò?

antonio-marfella-2Che si muoia di cancro e tumore più che in ogni altra parte d'Italia è un dato di fatto, c'è uno studio dell'Osservatorio Comunale che lo dimostra. Così come è indubbio che ci sia stato un aumento dell'incidenza delle patologie oncologiche. Stabilire le cause di questo aumento è ancora difficile, ma si può dire senza dubbio che la presenza di 35 milioni di tonnellate di ogni specie di rifiuti tossici sul territorio non aiutano. Basta pensare che venti anni fa, come incidenza patologica, eravamo in media con il resto del Paese, oggi siamo assolutamente fuori media. E le percentuali sull'incidenza media nazionale sono aumentate esponenzialmente: si va dal 30% in più per il cancro al polmone, al 300% per il cancro al fegato. A confermare tutto ciò, se ancora ce ne fosse bisogno, è utile notare come la Campania sia ultima per i parametri di aspettativa di vita alla nascita.

Lei da sempre porta avanti una battaglia per l'istituzione di un Registro Tumori, a cosa può servire?

Il Registro Tumori in Campania esiste, il problema è che non funziona. Era stato istituito nell'87, ma non produce alcun dato. O meglio continua a produrre i dati di cui si occupava l'ex Asl Napoli 4, mentre è evidente che oggi ci sarebbe bisogno di qualcosa in più. Si era cercato di potenziare questo sistema per riuscire a raccogliere dati certi che permettessero l'avvio di uno studio sulle percentuali di incidenza delle malattie tumorali e sulle possibile cause, ma il potenziamento non è mai avvenuto. Ci sarebbe bisogno di un ampliamento, prevedendo altre sezioni, e solo così forse fra qualche anno potremmo cominciare ad avere qualche dato utile sul quale lavorare. Va considerato, inoltre, come l'Osservatorio Epidemiologico, che è l'ente che dovrebbe curare le ricerche e i dati, non può stare in Regione perché è facile capire che in questo caso chi dovrebbe controllare dipende dal controllato. E non è una situazione positiva. 

"Abbiamo le prove che i rifiuti arrivano illegalmente dalle industrie"

Qual è l'atteggiamento delle istituzioni nazionali davanti a quello che sembra a tutti gli effetti un disastro? E' vero che il ministro della Salute Beatrice Lorenzin l'ha accusata di prendere in giro tutti?

Personalmente non ho mai sentito queste dichiarazioni, anche perché con il ministro Lorenzin non ho mai parlato di persona. Sono sicuro, però, di non prendere in giro nessuno, altrimenti il ministro Cancellieri e l'ex ministro della Salute Balduzzi non avrebbero fatto fare delle analisi sulla "Terra dei Fuochi" dopo un colloquio avuto con noi. E sottolineo anche che non è mai arrivata nessuna smentita nè da tecnici nè da ministri riguardi ai nostri dati che sono tristemente veri. 

La "pattumiera d'Italia": fra disastro ambientale e morti sospette

Dimostrata quindi la correlazione fra patologie e rifiuti tossici, sembra necessario procedere ad una maxi bonifica di tutta l'aria. E' un'operazione possibile? Quanto tempo potrebbe volerci per "ripulire" la zona?

La maxi bonifica è un'operazione possibile e consigliabile. Se cominciassimo adesso, forse, fra trenta anni, potremmo stare un pò meglio. 

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Commenti (7)

  • Avatar anonimo di luis
    luis

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  • carlo te oltre a dir cazzate sei na bandiera che in base a cio che dice l'articolo parli, innanzi tutto napoli è bellissima, ma tutti certo che la conosciamo come discarica d'italia, ma non per questo ci devi far dell'ironismo, anzi mi preocupperei e cercherei di far qualcosa no? sempre a parlare si sol nu qua qua ra qua

    • Avatar anonimo di Carlo Brancaleone
      Carlo Brancaleone

      Si dice fare dell' ironia, non ironismo. Ma anche del resto del tuo commento si capisce poco. Mi dispiace sarà per colpa mia, ma proprio non ti capisco.

  • Avatar anonimo di Mario
    Mario

    chi inquina in questo modo va condannato per genocidio. Questi tizi vanno mandati al tribunale dell'Aja e sbattuti in galera in eterno.

    • lo Stato ci guadagna in tutto questo senò avrebbero gia fatto qualcosa, ma evidentemente mettono alla morte i cittadini stessi si tratta di genocidio da parte di chi ci governa...

      • Avatar anonimo di Antonio
        Antonio

        Si scrive, se no, oppure sennò con due n. Ignorante di un somaro.

  • Avatar anonimo di Carlo Brancaleone
    Carlo Brancaleone

    C'è poco da commentare, il titolo dell'articolo dice già tutto. "Napoli e Caserta la pattumiera d'Italia." Speriamo che presto i napoletami si sveglino e ridiano splendore alla loro città!

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