Dopo il terremoto i danni della burocrazia: Castelluccio senza strada da 7 mesi

Blitz degli agricoltori che rischiano di vedere saltare le semine della prestigiosa lenticchia "per la viabilità ancora compromessa". E' il racconto di una realtà che tenta di reagire, ma rimane bloccata dalle lungaggini burocratiche. Qui in Umbria così come ad Amatrice dove si prepara la grande marcia su Roma del primo aprile

Le proteste degli agricoltori di Castelluccio a Norcia

NORCIA - Tutti uniti per il 1° aprile: "insieme je la famo". E' il grido unanime della popolazioni terremotate, in bilico tra speranze e una realtà che a sette mesi dal terremoto vede dopo un inverno terribile piccoli segnali di rinascita. Troppo poco per chi nelle zone del cratere vive e lavora, e cerca in qualche modo di rialzarsi.

Così a 10 giorni dall'annunciata manifestazione a Roma con cui le popolazioni di Umbria, Marche e Lazio chiederanno al Governo interventi urgenti per la ricostruzione, a Norcia è andata in scenal il blitz degli agricoltori di Castelluccio: decine di trattori in marcia per salvare le semine della prestigiosa lenticchia che “rischiano di saltare per la viabilità ancora compromessa, a quasi sette mesi dalle prime scosse e costringe i produttori ad un vero percorso di guerra per raggiungere l’altipiano”.

"Sono arrivati questa mattina davanti alle mura di Norcia i coltivatori che hanno dovuto lasciare Castelluccio dopo i terremoti del 24 agosto e 30 ottobre perché le soluzioni proposte sono di fatto insostenibili e costringono ad un tragitto di almeno 4 ore per raggiungere i campi da seminare con trattori, aratri, rulli, seminatrici e il seme necessari per garantire la tradizionale fioritura sull’altipiano - denuncia Coldiretti - La semina rappresenta un momento cruciale per la ripresa di Castelluccio, di Norcia e del territorio tutto: con la semina si raccoglierà la lenticchia, che adornerà le tavole degli italiani e nel mondo e si spera riempirà il piatto del cenone del prossimo anno; la semina porterà la fioritura dei campi, uno scenario che richiamerà turisti da ogni dove per immortalare in una fotografia la stupefacente visione del Pian Grande; la semina porterà risorse economiche in un territorio che, dilaniato dal terremoto, e spiazzato da un momento all’altro per l’azzeramento del turismo, ha come unica risorsa di entrata e di reddito l’agricoltura e nient’altro ancora."

terremoto 1 aprile-2

Un primo segnale positivo viene dall'assessore regionale umbro ai trasporti Giuseppe Chianella che ha concordato con Anas la possibilità di un trasporto straordinario dei mezzi attraverso la Galleria di Forca Canapine.

"A partire da giovedì prossimo – ha affermato Chianella - Attraverso un convoglio unico, che sarà accompagnato dai mezzi di Anas e delle forze dell’ordine, la colonna dei trattori potrà dunque viaggiare all’interno della Galleria e transitare sul viadotto (attualmente chiusi perché danneggiati dalle scosse di terremoto) così da raggiungere il bivio per Forca Canapine e dunque Castelluccio. Questa possibilità di attraversamento della Galleria – ha aggiunto Chianella – riduce di quasi cinquanta chilometri il percorso per giungere fino Castelluccio, rispetto al primo percorso che era stato ipotizzato nei giorni scorsi. Sarà consentito il transito per i mezzi che abbiano una larghezza massima di 3,10 metri ed un’altezza massima di 3,70 metri. Entro questo fine settimana saranno anche installate, sempre a Castelluccio, le strutture di ricovero dei mezzi agricoli e delle sementi. Nel frattempo – ha concluso Chianella – stiamo anche verificando ulteriori soluzioni che possano alleviare i disagi dei coltivatori interessati”

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Commenti (1)

  • Mi pare che quando non si sa a chi affibbiare le colpe si usa il capro espiatorio della burocrazia, che fino a prova contraria è organizzata pe funzionare con principi di legalità a garanzia di tutti, e infatti per aggirarla si fanno i famosi lavori in deroga; direi invece che si voglia nascondere il vuoto delle decisioni a livelli più alti, coem al solito promesse tante e fatti...

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