Da Berlino a Sesto San Giovanni: così è stato ucciso Anis Amri, il "combattente dell'Isis"

Alle 3.15 di notte la sparatoria durante un normale controllo di polizia. L'autore dell'attentato al mercatino di Natale è stato ucciso. Ferito un agente di polizia. Il Questore di Milano: "Non ha mai gridato Allah Akbar". Ancora tante, troppe le domande senza risposta. L'ipotesi: "Appoggi o coperture presso la comunità islamica"

MILANO - Mentre il Questore di Milano, Antonio De Iesu, stava riferendo alla stampa in merito alla dinamica dell'uccisione di Anis Amri, l'agenzia Amaq, legata all'Isis, ha confermato che l'uomo ucciso a Sesto San Giovanni era effettivamente l'autore della strage del mercatino di Natale: "L'assalitore di Berlino - si legge su Amaq - ha sferrato un nuovo attacco contro una pattuglia di polizia ed è stato ucciso in uno scambio a fuoco".

I PUNTI INTERROGATIVI - Ma ora che c'è la certezza che la persona uccisa alle 3.15 alle porte di Milano è il terrorista ricercato in tutta Europa, sono tante, troppe le domande senza risposta. Perchè raggiungere con tanta fretta Sesto San Giovanni? Doveva incontrare qualcuno? Poteva contare su contatti, appoggi o coperture da parte di complici? Gli inquirenti milanesi sono al lavoro ma la mente di tutti è già corsa al fatto che proprio a Sesto San Giovanni vive una nutrita comunità islamica. Il sospetto è che qualcuno avrebbe potuto nasconderlo per poi magari aiutarlo a espatriare in un secondo momento, una volta calmate le acque. Tutte ipotesi che, per il momento, non trovano ancora riscontri investigativi e che dovranno essere minuziosamente verificate nelle prossime ore. 

LA CRONACA - Lo scontro a fuoco è avvenuto 15 minuti dopo le 3 di notte, a seguito di un normale controllo della polizia a Sesto San Giovanni. L'uomo è stato identificato grazie alle impronte digitali e sulla base dei tratti somatici. Dai primi accertamenti è emerso che Amri è arrivato in Italia dalla Francia, passando da Chambery, in Alta Savoia, e da lì ha raggiunto Torino. Dopodichè ha preso un treno per Milano ed è arrivato in Stazione Centrale intorno all'1.15 di questa notte. Da lì ha poi raggiunto Sesto San Giovanni, paese alle porte del capoluogo lombardo, non è chiaro se a piedi e con altri mezzi. Quando gli agenti della volante, Cristian Movio e Luca Scatà: gli hanno chiesto i documenti l'uomo ha estratto dallo zainetto uno pistola calibro 22. I poliziotti hanno reagito e colpito mortalmente l'uomo. L'agente Movio è stato ferito alla spalla ed è stato ricoverato in codice giallo all'ospedale San Gerardo di Monza, dove è stato operato. 

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LE INDAGINI - Potrebbe avere avuto appoggi o coperture presso la comunità islamica di Sesto San Giovanni Amis Amri, il killer di Berlino rimasto ucciso questa notte al termine di un conflitto a fuoco con una pattuglia della polizia che lo aveva fermato per un controllo. E' questa l'ipotesi al vaglio degli inquirenti dell'antiterrorismo della Digos di Milano che da questa mattina stanno conducendo una serie di verifiche investigative sulle ultime ore di vita del tunisino e sui suoi ultimi spostamenti.

"UNA SCHEGGIA IMPAZZITA" - Pochi dubbi, invece, sul profilo di Anis Amri: "Era una scheggia impazzita" ha spiegato alla stampa il Questore di Milano, Antonio De Iesu: "Se fosse stato lasciato libero di portare avanti la sua latitanza non si esclude che avrebbe potuto fare altri attentati". Dalla perquisizione dopo la sparatoria è emerso che "Amri non aveva altre armi, nè telefoni. Aveva solo un piccolo coltellino e qualche centinaio di euro, pochi effetti personali e nessun elemento per poter stabilire altri collegamenti", ind pratica "un fantasma". Prima di sparare alla spalla al capopattuglia della volante - ha quindi spiegato il Questore di Milano, Antonio De Iesu - Amri "non ha gridato Allah è grande, ma ha insultato gli agenti".

IL FERMO? CASUALE - La decisione di fermare Anis Amri a Sesto San Giovanni "è frutto di una straordinaria attività di controllo e prevenzione sul territorio. So che sembra assurdo, ma è così". Per il Questore Antonio De Iesu, "Amri era un magrebino come tanti, gli agenti non avevano nè intuito nè sospettato che potesse essere il ricercato. Era solo e non aveva comportamenti sospetti". Da parte dell'intelligence ha aggiunto De Iesu "non sono arrivati indicazioni, nessuno ci ha anticipato che l'attentatore di Berlino potesse essere a Sesto".

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