Roma, rintracciati alcuni migranti della Diciotti: "Prelevati a forza e già rilasciati"

I richiedenti asilo si erano allontanati dal centro di accoglienza di Rocca di Papa. L'associazione Baobab: "Operazione spot assolutamente inutile". Salvini: "Altro che poverini in fuga"

Alcuni dei migranti arrivati in Italia sulla nave Diciotti e poi "fuggiti" dal centro di accoglienza di Rocca di Papa sono stati rintracciati a Roma, nei pressi della stazione Tiburtina. A riferirlo il ministro dell'Interno Matteo Salvini, che su Facebook ha condiviso un post dell'associazione Baobab Experience in cui si legge che "4 blindati, un bus e sette macchine della digos, sono arrivate al nostro presidio" e "agenti in tenuta antisommossa hanno caricato di forza 16 ragazzi sul bus mentre questi erano in fila per essere visitati dallo staff sanitario di Medici Senza Frontiere".

In realtà sarebbero 17 i migranti prelevati dagli agenti e sedici di loro, secondo le ultime notizie, erano effettivamente sulla nave Diciotti. I migranti però sarebbero stati già tutti rilasciati. "Sono stati tutti rilasciati a dimostrazione che questa è stata un'operazione spot - dice all'Adnkronos Andrea Costa, uno degli attivisti di Baobab experience - del ministero dell'Interno, assolutamente inutile, Erano e sono cittadini liberi. Noi continueremo ad adoperarci per la libertà di transito di tutti e tutte".

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"I migranti della Diciotti sono passati di qui"

Gli attivisti del resto avevano subito ammesso che "donne, uomini, bambini e minori non accompagnati migranti della nave Diciotti sono passati in questi giorni dal campo informale di Baobab Experience. Non abbiamo niente da nascondere e, come ci ricorda la Caritas, non stiamo parlando né di fuggitivi né di ricercati". 

Salvini: "Pretendono di circolare senza rendere conto di nulla"

Per Salvini però è la conferma che i migranti della Diciotti "rifiutano l’aiuto e pretendono di circolare senza documenti e senza rendere conto di nulla". Insomma, "la storia degli 'scheletrini che scappano dalla guerra" è una farsa. Mentre è pura fantasia l’ipotesi che io li abbia sequestrati: gli unici sequestrati sono gli italiani, vittime dell’immigrazione clandestina. Immigrazione che continueremo a combattere". 

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Msf: "Violato il diritto alle cure mediche"

Per Medici senza Frontiere quanto accaduto è invece un’inaccettabile violazione del diritto alle cure mediche. "Stavamo svolgendo la nostra normale attività di assistenza quando sono arrivati degli agenti di polizia chiedendoci informazioni sui pazienti nonostante la confidenzialità medica. Ma noi non chiediamo alle persone chi sono e da dove vengono, la nostra unica priorità è garantire loro l’assistenza e le cure di cui possono aver bisogno" dichiara Giovanni Perna, operatore umanitario di MSF presente questa mattina durante l’operazione della polizia. 

Secondo Msf  corso dell’operazione, la polizia ha anche violato la confidenzialità medica scattando una foto alla scheda sanitaria di un paziente senza il suo consenso.

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