Vaccini, ultimatum e polemiche: intanto il morbillo uccide il 400% in più

L'Italia è con Romania e Ucraina il paese che presenta le epidemie più consistenti di morbillo. A Torino ultimatum alle famiglie no-vax: asili vietati ai bimbi non vaccinati

Il Comune di Torino ha inviato 250 lettere alle famiglie che ancora non hanno provveduto a vaccinare i propri figli. I bambini, che frequentano le scuole materne statali, se non si rispetterà l'obbligo di vaccinazione previsto dal decreto Lorenzin, verranno allontanati dai rispettivi istituti.

Nonostante il sindaco Appendino - come ricorda Torino Today - abbia sempre detto di non avere nessuna intenzione di mandare i vigili a scuola per impedire ai piccoli non vaccinati di frequentare, le missive ai genitori inadempienti sono state inviate, sebbene le stesse siano state messe a punto dal direttore dei servizi educativi Aldo Garbarini.

Eppure una sentenza del Tar di Brescia lascia alle famiglie una scappatoia legale: i giudici amministrativi hanno previsto la sospensione del provvedimento per i genitori che desiderano informarsi presso le aziende ospedaliere. In questo caso, fino alla data dell'appuntamento fissato con le Asl, l'obbligo di vaccino è sospeso. Dunque, a un anno dalla legge Lorenzin, la situazione è tutt'ora in fase di stallo. Del resto siamo in Italia, inoltre la questione è piuttosto spinosa.

L'Italia è con Romania e Ucraina il paese che presenta le epidemie più consistenti di morbillo.

Come ricorda l'Istituto Pasteur i vaccini restano uno strumento indispensabile per prevenire le malattie: l'immunizzazione rappresenta una delle scoperte mediche di maggior successo ed economicamente vantaggiose che nella storia dell'umanità ha salvato più vite.

Negli ultimi 50 anni, i vaccini hanno salvato più di 500 milioni di persone. Dal oggi e fino al 29 aprile 2018 l'Organizzazione mondiale della Sanità lancia la Settimana dell'immunizzazione che, con il messaggio 'Prevenire, proteggere, immunizzare', vuole aumentare la consapevolezza dell'importanza della vaccinazione come diritto individuale e responsabilità condivisa per prevenire le malattie infettive.

Vaccini: il morbillo uccide il 400% in più

Il morbillo resta una delle principali cause di morte tra i più piccoli. Nel 2017, in Europa, il morbillo ha ucciso 35 persone e ne ha colpite 21.315, cioè il 400% in più rispetto al 2016, in cui invece era stato segnato un 'record' al ribasso con 5273 casi.

Tra i primi tre paesi teatro di epidemie di morbillo ci sono Romania (5562), Italia (5006) e Ucraina (4767). Nel nostro Paese, solo nei primi mesi del 2018 (dal primo gennaio al 28 febbraio), 16 Regioni hanno segnalato 411 casi di morbillo, di cui 188 nel mese di gennaio e 223 nel mese di febbraio, inclusi 2 decessi. Oltre l'80% dei casi si è verificato in 4 Regioni: Sicilia (177), Lazio (108), Calabria (36) e Toscana (20).

La Regione Sicilia ha riportato l'incidenza più elevata (21 casi/ 100.000 abitanti). Il 91% circa dei casi era non vaccinato al momento del contagio, e un ulteriore 4,5% aveva ricevuto solo una dose. Il 43% ha sviluppato almeno una complicanza, mentre oltre il 60% dei casi è stato ricoverato. Sono decedute per morbillo due persone, non vaccinate, rispettivamente di età 38 e 41 anni, entrambe per insufficienza respiratoria. Nello stesso periodo sono stati segnalati 3 casi di rosolia.

"Vaccinarsi rappresenta un atto di responsabilità collettiva- spiega la professoressa Angela Santoni, direttore scientifico dell'Istituto Pasteur Italia e immunologa all'Università Sapienza di Roma- Nella vita quotidiana anche le malattie più comuni possono avere complicanze serie. Ne è un esempio il morbillo: una malattia che può causare polmonite, encefalite e in un caso su mille può portare anche alla morte".

"Vaccinarsi vuol dire proteggere non solo noi stessi ma anche la collettività. Questo perché quando tutti gli individui sono protetti si impedisce agli agenti patogeni di circolare e infettare anche le persone che, spesso per motivi di salute, non possono essere vaccinate. Per fare un esempio, basta pensare ai bambini leucemici che hanno il sistema immunitario compromesso dalle terapie impiegate per combattere il cancro. Questo potente valore sociale della vaccinazione è noto come immunità di gregge".

In Italia si è registrato un aumento della copertura vaccinale fino al 2010, seguito da un trend in calo. In particolare, le coperture per i vaccini obbligatori si sono mantenute al di sopra della soglia target del 95% dal 2002 al 2013 per poi diminuire fino a circa il 93%. La copertura vaccinale per morbillo, parotite e rosolia (Mpr), per esempio,è aumentata dal 2000 al 2010, fino a raggiungere il 91%, per poi diminuire drasticamente fino all'81,8%. Numeri che restano ancora lontani dal tasso di copertura del 95% raccomandato dall'Oms, in grado di garantire l''immunità di gregge'.

A livello globale tra il 2000 e il 2015 si stima che la vaccinazione abbia prevenuto circa 20,3 milioni di morti, ciononostante, ogni anno 1,5 milioni di bambini muoiono ancora a causa di malattie infettive prevenibili. Se da una parte sempre più bambini hanno accesso ai programmi di immunizzazione, dal 2010 a oggi l'aumento della copertura globale è stata appena dell'1%. La situazione è allarmante anche in Europa dove su 10,7 milioni neonati ogni anno circa 650.000 non ricevono la serie completa delle tre dosi di vaccino contro difterite, tetano e pertosse nel primo anno. 

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