Volontari italiani nei paesi a rischio: ecco i Corpi civili di pace

Li aveva previsti la legge di Stabilità: alla fine dell'anno partiranno 300 giovani per le zone "a rischio" impiegati in azioni di pace. Voluti da Renzi e dal ministro Poletti, ecco cosa farà chi partirà

Sono serviti 9 milioni di euro ma alla fine il governo ci è riuscito: a fine anno partiranno 300 giovani, i nuovi "corpi civile di pace". Istituiti in via sperimentale dalla legge di Stabilità, un decreto firmato dal ministro del Lavoro Giuliano Poletti ha dato definitivamente il via al progetto. Ma cosa faranno i giovani che partiranno? 

L'emendamento alla legge (n. 147/2013, art. 1 comma 253) era stato proposto dall'onorevole Giulio Mancon (Sel) e prevede l'organizzazione di gruppi di volontari che verranno "inviati all'estero anche per brevi periodi nelle forme stabilite con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il ministro degli affari esteri”. Poletti è soddisfatto:

Questa iniziativa si inserisce tra le azioni che il governo sta realizzando per lo sviluppo della partecipazione attiva dei cittadini alla vita della società, in un Paese che ha una forte cultura del volontariato e dell'associazionismo. L'intento del governo è che questo settore non si a residuale, né un pronto soccorso per i casi in cui lo Stato non ha risorse e il mercato non ci guadagna: piuttosto, l'associazionismo e la partecipazione devono essere incorporati nelle scelte politiche come parte essenziale

Saranno volontari tra i 18 e i 28 anni a partire e verranno impiegati in azioni di pace non governative soprattutto in aree a rischio conflitto o in emergenza sociale o ambientale. Tra il 2015 e il 2016 verranno stanziati 9 milioni di euro per il progetto. Questo tipo di figura esiste già in altri Paesi: Germania, Stati Uniti, Argentina e Albania. I giovani saranno impiegati in aree d'intervento a "sostegno a processi di democratizzazione, supporto alle capacità della comunità, monitoraggio del rispetto dei diritti umani, attività umanitaria, anche con rifugiati e profughi, educazione alla pace e sostegno alla popolazione civile in situazioni di emergenza sociale e ambientale”. 

Ruolo fondamentale avranno gli enti accreditati presso il dipartimento del Servizio civile, con esperienza nel settore e in particolare nei paesi a cui il progetto farà riferimento. Prima della partenza per i volontari è prevista una formazione simile a quella per chi partecipa al servizio civile ma più specifica e focalizzata sui temi che riguardano la sicurezza. Gli enti che si occuperanno della formazione avranno anche il compito di monitorare l'esperienza per poterne poi dare una valutazione completa, assieme a chi ne prenderà parte. 

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