Allungamento del pene: Milano è la capitale della ‘penoplastica’

Cresce il numero degli uomini ossessionati dalle dimensioni sessuali che si rivolgono ai chirurghi italiani per aumentarne la ‘taglia’

L’argomento è delicato, “a volte è taciuto come un tabù, più spesso banalizzato o considerato futile, ma così non è”, precisa Alessandro Littara, fondatore e responsabile del Centro di medicina sessuale di Milano, che racconta all’Adnkronos Salute quanti uomini si rivolgano alla penoplastica per inseguire il mito delle ‘dimensioni perfette’ e stupire la partner, ma soprattutto gli amici.

Una media di 20-30 interventi al mese viene eseguita nella struttura milanese, un record annuale vicino alle 300 operazioni, con un trend in crescita del 20-25% da un anno all’altro che rende questa una ‘moda’ senza frontiere che ha contagiato anche i Paesi emergenti e poiché l’economia cresce e i costumi cambiano, ciò che prima sembrava superfluo, adesso diventa indispensabile. 

“Si tratta di un tema che coinvolge direttamente non solo la sfera sessuale di una persona”, osserva l’esperto, “ma di riflesso la sua stessa vita di relazione, con pesanti ricadute a livello sociale” e nonostante i costi dell’intervento, con prezzi di mercato che vanno dai 3 ai 7 mila euro, “la tendenza all’aumento delle richieste non si è fermata nemmeno con la crisi economica. Su questo fronte siamo considerati un punto di riferimento mondiale”, garantisce il chirurgo.

Una chirurgia, quella dei ‘ritocchi intimi’, in cui l’Italia fa scuola nel mondo e Milano è diventata la capitale, soprattutto adesso che per i prossimi due giorni ospiterà un ‘Master Course in Penoplasty’, “primo nel suo genere”.
Lattara spiega che le ragioni del boom sono diverse: “Per esempio, in Cina le dimensioni maschili sono fisiologicamente inferiori, ma la domanda di ‘ritocchi’ sta iniziando a salire ora. In India invece la richiesta sta diventando sempre più evidente”, forse perché “il benessere economico si diffonde, ‘modella’ le esigenze e ne fa nascere di nuove”.

I motivi della crescita di domanda, anche in Paesi un tempo ‘insospettabili’, sono “la progressiva occidentalizzazione dei costumi” e “un ruolo sempre più forte della donna”, che anche in culture tradizionalmente maschiliste comincia a far sentire l’uomo “sotto pressione” o addirittura “sotto esame”, mentre in Italia, dove “siamo ormai intorno ai 2 mila interventi all’anno”, la prima molla che spinge i maschi al ritocco intimo è “la cosiddetta ‘sindrome dello spogliatoio’, cioè il bisogno di sentirsi e di mostrarsi performanti non solo con la partner, ma anche e soprattutto nel gruppo dei pari”. 

Nel nostro Paese, l’uomo che sogna il ‘ritocco’ “ha in media 30-50 anni e nella maggior parte dei casi è sposato o ha una relazione stabile”, ricorda ancora lo specialista e tra chi ha un problema anatomico reale e chi un blocco psicologico, molti sono anche coloro che pensano di trasformarsi in latin lover guadagnando centimetri in lunghezza o diametro, arrivando con richieste ben precise, del tipo: “Lo vorrei come quell’attore”.

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