Vive nascosta dopo aver abortito: "Ho subito minacce"

Amelia Bonow, una delle attiviste americane ideatrice dell'hashtag #ShoutYourAbortion a favore delle donne che hanno deciso di interrompere la gravidanza, ha dovuto cambiare casa per sfuggire alle frequenti intimidazioni

Tutto è iniziato con il lancio dell’hashtag #ShoutYourAbortion, un comune denominatore social pensato per le donne che hanno scelto di interrompere una gravidanza, non se ne sono pentite e vogliono condividere la loro esperienza con quante hanno affrontato la stessa scelta. 

Ha avuto origine là la condizione in cui versa ora Amelia Bonow, una delle attiviste americane che, insieme a Lindy West e Kimberly Morrison, ha dato vita a questa iniziativa coraggiosa e forte, pensata in risposta all’approvazione da parte della Camera del disegno di legge 'Defund Planned Parenthood Act' che cancella per un anno i finanziamenti federali alla sede americana della multinazionale dell’aborto.

Perché adesso Amelia Bonow vive nascosta, è stata costretta a lasciare l'appartamento in cui viveva dopo che il suo indirizzo è stato pubblicato on line e ha ricevuto minacce solo per aver rifiutato di far crescere dentro di sé un figlio e di averlo detto senza remore. 

È il Los Angeles Times a raccontare la storia che la donna aveva già reso nota sulla sua pagina Facebook - "Circa una anno fa ho abortito in un centro Planned Parenthood e ricordo questo momento con una grande sensazione di gratitudine" aveva scritto - e nel corso di un'intervista fatta al telefono da una città che non è la sua Seattle e che non vuole nominare, ha ribadito "siamo tutte donne che pensano che stigmatizzare l’aborto sia sbagliato" in riferimento al movimento nato attorno ad un progetto tanto pacifico quanto, evidentemente, scomodo per quelli che difendono l'esistenza umana nel grembo materno e poi lanciano sinistri avvertimenti che nulla c'entrano con il concetto di 'vita' che osannano.

Dopo la dichiarazione della Bonow, il sostegno è stato ampio (60mila retweet) e nonostante sui messaggi minatori mandati da chi si augurava che la sua testa venisse schiacciata indaghino anche la polizia e l'FBI, lei non abbandona la battaglia: "Non saremo messe a tacere da persone come quelle che mi impediscono di stare a casa mia" - ha aggiunto - "Molte donne vogliono vivere in un mondo dove possano tranquillamente dire di aver abortito e di essere in pace con quanto fatto senza che qualcuno dica di volerle uccidere". 

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