Ferite d’amore: le conseguenze su corpo e cervello dopo la fine di una relazione

Che succede nel corpo e nel cervello quando si soffre per amore? La scienza ha dato delle spiegazioni

Per quanto si possa “amare da morire, ma morire d’amore no”, le pene d’amore fanno male a chiunque, e peggio è per chi prende sotto gamba la situazione convinto che, più di tanto, la questione non lo tocchi.

Il tempo allevia le ferite, senza dubbio, ma finché lo scorrere delle ore, dei giorni, dei mesi non fa il suo corso, mente e spirito restano irrimediabilmente coinvolti nel processo di sofferenza sul quale anche la scienza si è interrogata.

Cosa succede al corpo quando si mette la parola fine ad una relazione sentimentale?

Il profondo dispiacere che deriva dalla fine di una relazione d’amore in cui si era investito mette in azione dei meccanismi collegati alle dinamicheche sono alla base dell’evoluzione della nostra specie.

L’antropologa e psicologa Helen Fisher e la neuroscienziata Lucy Brown hanno sottoposto a risonanza magnetica funzionale un gruppo di 15 volontari di circa 20 anni di età, tutti reduci dalla fine di un rapporto sentimentale durato oltre 20 mesi. Le scienziate hanno così notato una maggiore attività nella VTA, l’area tegmentale ventrale, una zona del cervello nella quale risiedono le emozioni collegate all’innamoramento e al piacere sessuale, ma anche responsabili del senso di soddisfazione che si prova quando si placa la fame, la sete o si assumono droghe.

La VTA presiede anche alla funzione “di ricompensa” che rilascia dopamina e genera quindi un senso di benessere. Ebbene, la conclusione è che all'origine dell'"amore romantico" ci sia un senso di "profonda dipendenza" evidenziata dall'attività di queste regioni cerebrali. In pratica, l'amore innescherebbe meccanismi simili a quelli di una droga, esito che spiegherebbe perché l'amore è così difficile da controllare e perché generi un senso di frustrazione così intenso quando il rapporto si interrompe.

Mal d’amore, le conseguenze sul corpo

Sofferenza psicologica, ma non solo: il mal d’amore si ripercuote anche sul corpo, con una serie di sensazioni che possono andare da un fastidio al centro del torace, al mal di stomaco, insonnia, ansia, inappetenza. I motivi sono dovuti al fatto che il sistema nervoso centrale elabora nello stesso modo il dolore fisico e quello psicologico, per cui il dispiacere amoroso può anche causare un calo immunitario e far aumentare la produzione di ormoni dello stress nocivi per la salute del cuore.

Come si cura il mal d’amore?

Non saranno istantanei come la medicina presa per calmare un brutto mal di testa, ma di certo mettere in atto alcuni accorgimenti serve per correggere lo squilibrio biochimico di alti livelli di ormoni dello stress e bassi livelli di quelli del benessere, primo fra tutti la dopamina.

Dedicarsi ad attività fisiche aerobiche che stimolano la produzione di serotonina e di endorfine, abbassando il cortisolo e regalando sollievo ai disturbi fisici, può essere una la giusta accortezza accompagnata da un taglio netto con tutto ciò che riporta al ricordo dell’amore perduto.

Poi il tempo è galantuomo: a lui il compito di lasciare che la sofferenza si faccia ricordo ed esperienza lontana.  

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