Gelosia di coppia, come superarla? Strumenti e consigli per liberarsene

Dopo i problemi di comunicazione e il tradimento, la gelosia è il terzo motivo di interruzione delle relazioni: ne abbiamo parlato con lo psicologo e psicoterapeuta Davide Algeri, autore del libro ‘Liberati dalla gelosia’

“Quello che sento dentro è più una malattia… Che non ci riesco, che non capisco proprio”: Vasco Rossi la raccontava così la gelosia, in un ‘tango’ rimasto nella storia della musica italiana come trasposizione sonora di uno dei sentimenti più rischiosi per la serenità di coppia.

Era il 1988 quando il rocker di Zocca metteva in versi i comportamenti di un partner particolarmente tormentato, e oggi, come e forse anche più di allora, visto l’insorgere dei vari social network, chat, strumenti tecnologici istigatori di sospetti, il problema resta lo stesso: “lo stato emotivo di chi vive nella paura di vedersi sottratta la persona amata”, per dirla con la definizione ‘tecnica’ del vocabolario Treccani, può arrivare a logorare una relazione, a stringerla nella morsa della diffidenza ed essere causa della fine di una relazione nata con tutte le buone premesse possibili.

La gelosia, dunque, è una protagonista indiscussa dei rapporti interpersonali contemporanei. Ma quali sono i meccanismi che la causano? E con quali corresponsabilità del geloso e di chi, la gelosia, la subisce materialmente? Ma soprattutto: è possibile liberarsene in modo definitivo? La risposta affermativa è contenuta nel titolo del nuovo libro dello psicologo e psicoterapeuta Davide Algeri 'Liberati dalla gelosia' (Dario Flaccovio Editore), un manuale improntato innanzitutto sulla praticità che mira a fornire consigli rapidi e concreti come una vera e propria guida da consultare al bisogno.

'Liberati dalla gelosia', il manuale pratico per le coppie e non solo 

Pensato per le coppie che desiderano instaurare una relazione più sana e serena basata sulla consapevolezza, ma anche per chi, da single, voglia solo capire come gestire il sentimento, il libro di Algeri, nato dall’esperienza clinica maturata in numerosi anni di lavoro con le coppie, descrive le corrette strategie per arginare la gelosia e depotenziarla, sviluppando qualità personali come la gestione della rabbia, del piacere, dell’autostima e della paura.

Per avere qualche chiarimento sulle dinamiche che innescano dubbi e paure, abbiamo intervistato l’autore del 'manuale pratico per uscire dalla morsa dell’amore possessivo', testo da cui emerge come, alla fine, la paura di restare soli sia il filo sottilissimo che lega in modo determinante chi quella gelosia la prova e chi la subisce.

Partiamo dal titolo del libro: “Liberati dalla gelosia”. E’ più da leggere come un’esortazione, un imperativo, o come il risultato di un processo concluso?  

E’ un imperativo. In effetti quel ‘liberati’ senza accento è un po’ ambivalente, c’è un gioco di parole. L’obiettivo è quello di fornire degli strumenti alla figura del geloso e alla vittima per riuscire a liberarsi dalla gelosia.

In base alla sua esperienza, quanto influisce la gelosia nei rapporti di coppia?

Tanto. Consideri che dopo i problemi di comunicazione e il tradimento, la gelosia è il terzo motivo di interruzione delle relazioni. Per questo ho pensato di parlarne, ma dando un taglio diverso all’argomento, non focalizzandomi solo sul geloso ma anche sulla vittima. Quello che fa la differenza, infatti, è cercare di equilibrare un po’ le responsabilità, nel senso che spesso le si attribuisce tutte al geloso, quando in realtà anche la vittima ha un ruolo attraverso i comportamenti ambivalenti che utilizza. E’ una dinamica che si attiva tra le parti. 

In che termini la persona che subisce la gelosia può in qualche modo alimentarla contribuendo a questo circolo vizioso? 

Sicuramente, in un certo senso, la vittima della gelosia prova piacere ad essere posta in una condizione di superiorità, di convenienza, perché viene bramata, situazione che va a rafforzare la sua sicurezza; al contrario, nel geloso aumenta l’insicurezza. La vittima in queste dinamiche assume una posizione di ambivalenza nei confronti degli amici, degli ex fidanzati, dove definisce e non definisce. Spesso sono persone estroverse che, attenzione, di base non hanno interesse a costruire altre relazione, ma la spontaneità che a volte manifestano in altre relazioni attiva vari pensieri negativi e intrusivi nel geloso.

Sempre in base alla sua esperienza, la gelosia si manifesta di più negli uomini o nelle donne?

In generale sono più gli uomini ad essere gelosi, ma diciamo che è un problema abbastanza democratico. Interessante è la differenza tra i sessi: da alcuni studi è emerso che l’uomo soffre di una gelosia sessuale, nel senso che ancestralmente ha paura che la donna possa legarsi ad altri uomini e procreare. La donna, invece, soffre di una gelosia emotiva, cioè teme che l’uomo possa innamorarsi di un’altra e quindi darle altre risorse. 

Tutto sommato, alla fine, un pizzico di sana gelosia  caratterizza più o meno ogni rapporto di coppia. Ma quali sono i segnali che la rendono ‘preoccupante’?

In effetti un pizzico di gelosia può anche andare bene, per quanto, se si è tendenzialmente tranquilli del partner, non si dovrebbe essere gelosi, atteggiamento questo che può essere scambiato per disinteresse. Sicuramente i segnali ci sono nei casi in cui si crea un forte disagio nella persona che soffre di gelosia che diventa patologica quando è eccessiva e genera una serie di pensieri intrusivi, ossessivi, negativi, fantasie che immaginano come il partner, uscito con un amico o un’amica, stia facendo chissà che cosa e portano rabbia che può sfociare in violenza verbale o fisica. E anche quando il geloso cerca di imporre limiti alla libertà dell’altro, giocando anche sul piano emotivo (“Se ti vedi con quella persona, io ci sto male”). 

Dunque, la gelosia nasce da un’insicurezza sostanziale, personale.

Assolutamente sì. Di base, una delle caratteristiche della geloso è la bassa autostima. Infatti, il geloso pensa che il partner possa trovare qualcuno migliore di lui e possa così abbandonarlo, timore che spesso deriva anche dal legame che si è costruito con le famiglie di origine che ha generato questa ansia nella misura in cui la figura di riferimento si allontanava. 

La gelosia può quindi manifestarsi non solo verso il partner, in un rapporto di coppia. 

La gelosia è rivolta alle figure verso cui si prova una certa affettività, può essere il partner, il fratello, un amico. Nel libro parlo principalmente delle coppie, ma ci sono anche degli accenni anche alla gelosia che si sviluppa nelle fasi evolutive, per esempio da bambini tra fratelli o da adolescenti.

Lei parla del suo libro come “un manuale pratico da consultare al momento del bisogno”. Ma davvero basta un libro a superare la gelosia? Sembra semplicissimo…

I libri di auto-aiuto funzionano nella misura in cui siamo di fronte a un problema che non raggiunge particolari livelli di gravità. Funzionano se si cerca di adottare i suggerimenti proposti, ma se siamo a un livello ossessivo grave, è inevitabile rivolgersi a un professionista perché c’è bisogno di qualcuno che guardi in maniera lucida la situazione. Può essere utile alle persone che avvertono questo sentimento, fanno fatica a gestirlo e vogliano cercare di mettere in atto dei comportamenti che siano più funzionali rispetto a quelli che spontaneamente sentono di mettere in pratica.

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