Malattia di Lyme, attenzione alle zecche: ecco tutti i sintomi

Balzata alle cronache per aver colpito la cantante Avril Lavigne, per il 'New York Times' è la patologia che "negli Usa si diffonde più rapidamente dopo l'AIDS" a causa delle punture dalle zecche

Ne ha parlato tra le lacrime Avril Lavigne: al pubblico di 'Good Morning' in onda sull'emittente americana Abc la pop star canadese ha raccontato il disagio e la sofferenza dovuti alla malattia di Lyme, rispetto alla quale si sa ancora troppo poco pur essendo piuttosto grave.

Il suo caso ha attirato moltissimo l'attenzione mediatica, sia per la vicenda umana che per la patologia in sé di cui si sente parlare di rado pur non essendo affatto rara, definita dal 'New York Times' come "la malattia infettiva che negli Usa si diffonde più rapidamente dopo l'AIDS". 

Casi di infezione in tutto il mondo. La malattia prende il nome da un piccolo centro del Connecticut, chiamato “Old Lyme” dove, nel 1975, si verificarono numerosi casi di infezione che interessarono la maggior parte della popolazione. Da allora sono stati identificati altri episodi negli Stati Uniti come anche in Europa, in Russia, in Cina e in Giappone. L'esordio si verifica generalmente in estate e all'inizio dell'autunno, in concomitanza con l’aumento delle piccolissime zecche del gruppo Ixodes ricinus che, oltre ad infestare gli animali che vivono nei boschi, dai piccoli topini fino ai più ingombranti cervi, attaccano occasionalmente anche la cute dell'uomo che può essere colpito senza rendersene conto date le piccole dimensioni degli insetti.

I rischi per l'uomo. Il rischio per l’uomo sopraggiunge quando la zecca infetta riesce a stare attaccata per oltre 36 ore. Il virus può diffondersi ai linfonodi determinando un'adenopatia regionale oppure disseminarsi nel sangue finendo col colpire gli organi interni. L'eritema, almeno nel 75 per cento dei casi, risulta esser comunque il primo segnale clinico della presenza della malattia di Lyme e compare nell’arco di tempo compreso tra i 3 e i 32 giorni dopo il morso della zecca. Nel 50 per cento dei pazienti non trattati si sviluppano anche lesioni cutanee.

I sintomi. Malessere, astenia, febbre, brividi, linfoadenopatia, faringite edematosa, congiuntivite, artralgie, mialgie, dolori dorsali, anoressia, faringodinia, nausea e vomito sono quelli più frequenti. In alcuni pazienti è facile anche il riscontro di irritazione meningea, come cefalea insopportabile, rachialgie, dolore nucale o rigidità. L’infezione tardiva disseminata si verifica da settimane a mesi dopo il morso della zecca e comprende interessamento del SNC (meningite ed encefalite acuta, nevrite cranica, radicolonevrite e neuropatia periferica), del cuore (mio-pericardite e blocchi atrio-ventricolari), del sistema muscolo-scheletrico (artrite) e dell’occhio, condizioni che, tuttavia, restano sempre abbastanza rare.

Molti i casi anche in Italia. In Italia il primo caso di malattia di Lyme è stato identificato in Liguria nel 1983. Negli anni seguenti molti altri casi sono stati segnalati in tutte le altre regioni, con esclusione di Valle d’Aosta e Basilicata. I casi sono stati complessivamente poco più di 1300 nel periodo dal 1983 al 1996 e sebbene la scoperta della presenza del morbo di Lyme in Italia sia stata abbastanza precoce, ad oggi non esiste un quadro unitario della epidemiologia sul territorio nazionale.

Esami e prevenzione. Molti aspetti della malattia di Lyme rispondono agli antibiotici, ma il tempo necessario per la risoluzione completa può andare molto oltre il periodo di trattamento e la terapia della forma precoce è la più efficace. Per diagnosticare la presenza del morbo è sufficiente un esame del sangue, mentre un esame fisico può rilevare problemi congiunti al cuore e al cervello nelle persone con la fase avanzata della malattia, anche se per questi casi, purtroppo, non esiste al momento un trattamento efficace in grado di curare la sindrome. 
Come spesso accade, quindi, la miglior cura è la prevenzione: quando ci si concede una passeggiata all’aria aperta è consigliabile utilizzare uno spray repellente contro gli insetti, da spruzzare sui i vestiti e sulla pelle in tutte le parti scoperte (non sul viso).

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