Diventare madre dopo aver sconfitto il cancro: ora si può

Uno studio italiano riconosciuto fra le più importanti novità del 2015 dall’Associazione americana di oncologia ha trovato il modo per impedire la menopausa precoce indotta dalla chemioterapia

Fino ad oggi, per le donne che avevano affrontato e superato un tumore era quasi impossibile pensare di diventare mamme in seguito, consapevoli del fatto che le chemioterapie provocavano infertilità e menopausa precoce. L’unica soluzione possibile era quella di congelare gli ovuli e procedere con l’inseminazione artificiale una volta guarite, con tutte le ripercussioni fisiche e psicologiche comportate da tale procedimento. 

Adesso, però, la notizia che per la sua portata è stata anche inclusa dall’Associazione americana di oncologia fra le maggiori novità del 2015 nella cura ai tumori e pubblicata sul New England Journal of Medicine, arriva per restituire il sorriso a coloro che avevano perso la speranza, mostrando che è possibile rimare incinte dopo le cure effettuate per sconfiggere un cancro al seno.

"È sempre meno raro che le pazienti giovani si ritrovino a fare i conti con la neoplasia prima di avere avuto un figlio. Visto che le probabilità di guarire oggi sono elevate è fondamentale garantire loro il ritorno a una vita piena” ha dichiarato Lucia Del Mastro, direttore dell’Unità Sviluppo Terapie Innovative al San Martino-Istituto Tumori di Genova che ha aggiunto come "la nuova sperimentazione dimostri che sia possibile proteggere la funzione ovarica dagli effetti tossici della chemioterapia somministrando alle pazienti dei farmaci che mettono le ovaie 'a riposo' durante i trattamenti in modo che non vengano danneggiate.

"Al momento, nonostante le richieste inoltrate alle autorità di competenza, questi farmaci purtroppo non sono però rimborsabili per questa indicazione" puntualizza l'esperta che spera che "i dati pubblicati a favore di questa strategia modifichino le attuali restrizioni per il loro utilizzo".

Lo studio italiano guidato da Del Mastro aveva arruolato, tra il 2003 e il 2008, 281 donne in pre-menopausa con un tumore del seno candidate a chemioterapia, a metà delle quali era stata somministrata in aggiunta ai farmaci anticancro anche la triptorelina per salvaguardare la funzione delle ovaie.

I risultati, pubblicati nel 2011, avevano dimostrato che la cura era efficace e sicura: "Ora, abbiamo fatto un passo in più e verificato se effettivamente questo si traduceva in maggiori probabilità di avere bambini" conclude la dottoressa e, in effetti, gli esiti restituiscono il dato che il numero di gravidanze in ex pazienti curate con questi farmaci è doppio rispetto a quello che si è verificato nelle donne trattate con sola chemioterapia. 

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