Italiani, quanti zitelloni! Il 40 per cento è single

Trentino, Sardegna e Campania sono le regioni con il più alto tasso di celibi e nubili, che scansano i legami sentimentali per far spazio alla carriera e agli interessi professionali

Al supermercato basta un cestino, in lavanderia è sufficiente un gettone, al bar ci si adegua allo sgabello del bancone e il letto è un’immensità a due piazze: i single, le metà spaiate di potenziali coppie, soddisfano porzioni di vita in cui l’evenienza di condividere la routine con un'altra persona è buon auspicio per i devoti all’amore e pericolosa minaccia per gli impenitenti scapoloni.

Stando ai dati di un rapporto stilato dal Centro documentazione e studi comuni italiani della fondazione Ifel (Istituto per la finanza e le economie locali dell’Anci), un cospicuo 40 per cento di questo campionario solitario è diffuso nelle città italiane, sia per la crisi economica che rende difficile mantenere un nucleo familiare, sia per la progressiva emancipazione della donna, ponendosi perfettamente in linea con le altre democrazie occidentali, dove confezioni monodose di alimenti e arredamenti d’interni stanno ritagliando spazi sempre più ampi nelle varie produzioni.

Trentino Alto Adige (46,3%) e Sardegna (44,6%) sono le regioni col più alto tasso di non sposati, seguite da Campania (43,4%), Lazio, Valle d'Aosta, Calabria, Sicilia e da alcuni comuni lombardi, veneti e pugliesi, dove i valori sono pari o superiori alla media nazionale. 
Le città con oltre 250.000 abitanti sono i teatri metropolitani in cui vanno in scena nubilati e celibati, accanto ai legami ufficiali che si attestano intorno al 49,3%. 

All’Abruzzo e, più in generale, alle regioni del centro-sud spetta, al contrario, il premio per un radicato tradizionalismo che rispetta il matrimonio: Umbria (51%), Molise (50,9%), Marche e Basilicata e Puglia sono terre in cui ancora oggi il legame di coppia assume la sacralità del vincolo, soprattutto Piemonte e Toscana che registrano numeri altissimi di fatidici sì. 

Inoltre, secondo un sondaggio condotto da Speed Vacanze, mbizioni professionali e interessi personali sono i motivi per cui il 57 % degli s-coppiati italiani ammettono di preferire l’assenza di legami, attribuendo ai rapporti duraturi e solidi l’impossibilità di ambire a ruoli importanti che richiedono trasferimenti o vincoli imprenditoriali.
Meno categorica, invece, è la posizione del 43% degli intervistati, per i quali l’indipendenza sentimentale può solo in parte influire sulle scelte lavorative, dato che anche nell’ambito di una relazione, purché forte e matura, si potrebbero raggiungere gli stessi risultati.