Vibratori e kit di depilazione in premio alle campionesse di squash: "Superato ogni limite"

“Le donne sono rimaste ammutolite”, ha raccontato la portavoce della federazione asturiana di squash. E se al posto dei normali trofei donati ai colleghi uomini ci fossero stati slip imbottiti, kit anticalvizie e una scatola di Viagra? Come l'avrebbero presa loro, i campioni maschi?

La foto dei 'trofei' pubblicata su Instagram da 'Ganamos con ellas'

La vittoria di quattro giocatrici in un torneo di squash è stata l’occasione che ha confermato la pochezza di cultura, la penuria di sensibilità e la grettezza di vedute in cui macera ancora oggi, nell’anno del Signore 2019, una parte di mondo.

L’evento che ha permesso la penosa, ennesima dimostrazione di come le donne siano incasellate nelle rigide linee di stereotipi vecchi come le menti di certi soggettoni è stato il Campionato di squash del Principato delle Asturie, alla fine del quale le ragazze sono state premiate a Las Vegas con due kit per la depilazione, un esfoliante elettrico e un vibratore. I colleghi uomini hanno ricevuto normali trofei, loro questa serie di accessori davanti alla quale chiunque avrebbe sgranato gli occhi, allargato le narici ed emesso un’esclamazione del tipo: “Ma davvero state messi così male?”.

Vibratori e kit di depilazione in premio alle campionesse di squash: “Sono rimaste ammutolite”

Nello specifico, la vincitrice del campionato, Elisabet Sadó, ha ricevuto un trofeo e un vibratore per il suo primo posto nella competizione; le altre, in seconda, terza e quarta posizione, hanno vinto il kit di depilazione o una limetta elettrica. Maribel Toyos, membro del consiglio di amministrazione della federazione asturiana di squash, ha raccontato al quotidiano El Comercio che le quattro giocatrici sono rimaste "ammutolite e subito dopo hanno deciso di denunciare i fatti con una lettera ufficiale".

"Ho 37 anni e gareggio da quando ne ho 8: non avevo mai ricevuto un regalo tanto sessista. Quando ci hanno dato i 'premi' siamo rimaste in stato di shock, colpite e indignate. Ho cercato di nasconderli dietro al trofeo, poi una volta finita la cerimonia li abbiamo restituiti" – ha raccontato Sadó al quotidiano Marca – "C'è molta discriminazione contro le donne nello sport. Le cose devono cambiare". La denuncia arriva anche da un post su Instagram del canale 'Ganamos con ellas', che ha pubblicato la foto dei 'trofei' insieme a una lunga didascalia: "È vessatorio, pericoloso e inconcepibile, ma tristemente vero, dove volevano arrivare gli organizzatori di questo torneo con questi premi? È #iltopdelmachismo, hanno superato ogni limite".

“Non c'era l'intenzione di offendere nessuno”

Superato lo shock iniziale, le quattro giocatrici hanno scritto una lettera per spiegare la situazione e denunciare una chiara mancanza di rispetto alla Federazione che subito ha organizzato una riunione straordinaria. Sette membri della direzione e tre membri del consiglio federale si sono dimessi, due di loro perché erano di Oviedo Squash, club organizzatore del campionato e responsabile della scelta dei premi, che, dal canto suo, pur scusandosi, ha sottolineato di non considerare l'omaggio alle ragazze "né sessista né discriminatorio".

“Non c'era l'intenzione di offendere nessuno”, hanno avvisato i gli organizzatori: “Riconosciamo che sono premi inappropriati, fuori contesto e che mai si sarebbero dovuti consegnare: è stato un errore di supervisione e non ci resta altro da fare che assumercene la responsabilità. Ma quei premi, per il club, non sono da ritenersi né sessisti né discriminatori”. “Non ha senso scusarsi, se si continua a ribadire che i trofei in questione non sono sessisti", la giusta controreplica di Toyos.

L'Istituto asturiano della Donna: “Danneggia la dignità delle donne”

E mentre sui social i premi hanno provocato le reazioni degli utenti che li hanno definiti "rozzi" e "volgari", l’episodio ha scatenato l'indignazione dell'Istituto asturiano della Donna, con la direttrice Almudena Cuetoche ha già annunciato una relazione sull'incidente preparata dal team legale. “Sarà incorporato nel nostro Osservatorio sull'uguaglianza e inviato sia alla Direzione Generale dello Sport che alla Federazione del Principato di Squash. E’ stata danneggia la dignità delle donne. Lo sport è uno strumento che deve lavorare per l'uguaglianza", ha aggiunto ancora per poi rammaricarsi della circostanza che le attuali leggi non consentono di applicare alcun tipo di sanzione.

Sanzione simbolica che potrebbe anche arrivare adesso, magari cambiando i trofei dei signori uomini con slip imbottiti, kit anticalvizie e una scatola di Viagra. Senza offesa, eh, per carità.

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