Il ‘caso’ Toto Cutugno: la sua foto ossessiva è oggetto di studio

Ricercatori italiani alla Cornell University americana hanno voluto indagare sulle cause del successo della pagina Facebook ‘La stessa foto di Toto Cutugno ogni giorno’, ipotizzando un sistema di “craccaggio” del codice del social media più famoso e diffuso al mondo

Otto ricercatori italiani dell'università americana Cornell University hanno reso ‘un caso’ una celebre foto di Toto Cutugno che, benché un po’ datata ed evidentemente sgranata, da un po’ di tempo a questa parte è oggetto di una quotidiana, quasi rituale, pubblicazione su Facebook nella pagina - non a caso - battezzata ‘La stessa foto di Toto Cutugno ogni giorno’. 

Tra le conclusioni cui giunge la ricerca dal titolo “Everyday the same picture: Popularity and Content Diversity” (“Ogni giorno la stessa foto: popolarità e diversità di contenuti”) è che, indirettamente, Toto Cutugno potrebbe aver “sconfitto” Mark Zuckeberg, diventando protagonista di un’operazione di “craccaggio” del codice del social media più famoso e diffuso al mondo. 

Creata nell’agosto dello scorso anno da un autore che ha mantenuto sino a oggi la promessa, implicita nel titolo, di riproporre ogni giorno una foto dell’ormai 71enne cantante italiano, la pagina nel primo mese, grazie a un meccanismo di autopromozione e passaparola, ha ottenuto oltre 20.000 like e oggi, ne conta quasi 45.000, con un incremento giornaliero costante e decine di commenti a ogni post che hanno addirittura creato l’hashtag #totoforpresident in occasione delle elezioni del Presidente della Repubblica.

Tra gaussiane, analisi di inferenze e comparazioni con pagine altrettanto “originali”, gli otto ricercatori hanno cercato di spiegare, dal punto di vista informatico, la probabile logica che sta dietro i 45.000 like, ponendo al centro della loro analisi le differenti interazioni degli utenti Facebook con pagine con contenuti omogenei e con pagine con contenuti variati.

Benché ci siano altre pagine simili a questa che ripete le fattezze del Toto nazionale, pare che nessun’altra abbia avuto lo stesso suo successo, dettaglio che ha spinto i ricercatori italiani ad approfondire la questione, arrivando a ipotizzare che qualcuno abbia trovato il modo per catturare likers corrompendo il codice di Facebook.

A voler limitarsi ad una lettura più superficiale, tuttavia, si può ipotizzare che la pagina, più che un caso di studio legato all’utilizzo e alla gestione dei social, sia il divertissement di un anonimo creatore – “una persona non comune con un po’ di Toto Cutugno inside", come lui stesso si era definito in un’intervista a meltybuzz.it – che ha sfruttato i meccanismi classici delle comunità online e una dilagante ironia. 

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Commenti (1)

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    Il non Fesso

    Che Minc..hiata

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