'Asilo nido' e 'maternità', i bonus erogati a sostegno della famiglia

L'ente previdenziale ha diffuso le modalità da seguire per richiedere il bonus di 800 euro previsto per le mamme a partire dal 2017, misura che fa il paio con il decreto che regola il buono nidi da mille euro: un aiuto concreto pensato per le famiglie, ma anche per le imprese

800 euro per la nascita o l'adozione di un minore a decorrere dal 1 gennaio del 2017: il cosiddetto bonus 'Mamma Domani' è diventato operativo, e con lui la speranza che possa essere solo il primo di una serie di passi avanti a sostegno delle mogli e dei mariti, dei genitori e dei figli di domani.

Il premio, riconosciuto a tutte le donne incinte o in possesso di determinati requisiti (vedi elenco e modalità di richiesta), è erogato dall'Inps e fa il paio con il decreto della presidenza del Consiglio dei ministri che regola il 'buono nidi' da mille euro l’anno, utile per l'iscrizione a strutture sia pubbliche che private e per avere forme di supporto presso la propria abitazione. 

"Si tratta di misure stabili che dovranno rimanere a regime" è il commento del ministro della Famiglia Enrico Costa ripreso dal blog del Corriere '27esima ora' alle misure così disposte: "Assieme al voucher baby sitter costituiscono un pacchetto importante a sostegno di natalità e famiglia". 

Un aiuto concreto, insomma, pensato per le famiglie, ma anche per le imprese che - sottolinea il ministro - pure avranno vantaggi, perché più i dipendenti conciliano i tempi del lavoro con quelli della famiglia, più aumenta la produttività.

In effetti, in Italia, il binomio lavoro-famiglia è sempre stato tanto semplice da concepire quale tassello indefettibile di una società moderna, tanto ostico da pensare nella fattibilità di un'organizzazione che rendesse l'uno supporto dell'altra e viceversa. 

I genitori lavoratori sono sempre stati quelli che hanno pagato il prezzo più alto per conciliare il proprio ruolo nella famiglia come nel lavoro, e l'amara circostanza che ormai un solo stipendio non basti per un intero nucleo familiare ha quantuplicato le difficoltà.

Il rapporto dal titolo 'Famiglia, lavoro, gender gap: come le madri-lavoratrici conciliano i tempi' messo in atto nel 2016 dall'Osservatorio Statistico dei Consulenti del Lavoro lo ha spiegato bene: in presenza di salari bassi, soprattutto per le madri, è quasi più conveniente non lavorare, con la conseguenza che diventa prioritario ridurre il costo dei servizi di cura per l'infanzia attraverso agevolazioni fiscali e soprattutto misure di welfare aziendale che prevedano la partecipazione ai costi da parte delle imprese.

Si pensi che nel momento in cui è stata eseguita l'indagine - 5 luglio 2016 - , lo 0,1% dei lavoratori dipendenti italiani (21 mila unità) ha ricevuto il rimborso per le spese sostenute per i servizi rivolti all'infanzia (asili nido, scuole materne e centri estivi), con minime differenze di genere, mentre lo Stato non è stato in grado di fornire al cittadino un sistema completo di welfare che coprisse ogni esigenza determinata dal progressivo invecchiamento della popolazione e dalla maggiore partecipazione delle donne al mercato del lavoro, a causa dei sempre più stringenti vincoli di spesa. 

Per questo le ultime misure sui bonus 'mamma' e 'asilo nido' sembrano finalmente guardare davvero alla concretezza di un futuro che non potrà in nessun modo pensarsi migliore senza il supporto delle istituzioni. 
 

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