Coronavirus, da Yamamay a Decathlon tutti i brand che hanno chiuso i loro negozi

La decisione in questi giorni di emergenza sanitaria per contenere l’epidemia di Covid19. Tra i marchi anche Kiko, Zuiki, Alcott e Calzedonia

(foto archivio)

Dopo le più recenti restrizioni introdotte a livello nazionale dal Governo per contenere l’epidemia di Covid19, diversi sono i brand che hanno deciso di sospendere l’attività dei loro punti vendita sparsi in tutta Italia.

Ai comunicati di Kiko e Alcott, leader nei settori di cosmesi e abbigliamento, si aggiungono in queste ore anche quelli di Decathlon, Coin, Zuiki, Yamamay, Calzedonia, ognuno dei quali annuncia alla clientela il periodo in cui è fissata la chiusura dei negozi.

Coronavirus, Decathlon chiude i negozi fino al 15 marzo

Da oggi, mercoledì 11, e fino a venerdì 13 marzo compreso, tutti i negozi Decathlon sul territorio nazionale resteranno chiusi al pubblico per decisione aziendale. Questa misura si aggiunge a quanto definito dal DPCM che prevede la chiusura nelle giornate di sabato 14 e domenica 15 marzo. Lo comunica l'azienda aggiungendo che "resteranno attive tutte le attività che ci permetteranno di portare lo sport a casa, con decathlon.it".

Coronavirus, Coin chiude i negozi fino al 22 marzo

Coin, la più grande catena italiana di department store, chiude  tutti i negozi a partire da domani, 12 marzo e fino al 22 marzo: "In questo momento, responsabilità per Coin significa garantire a 3.000 collaboratori e a tutti i propri clienti i massimi standard di sicurezza e salubrità nel corso di una delle crisi sanitarie più difficili che il nostro Paese abbia mai dovuto affrontare. L'esigenza di dare continuità alla gestione dell'attività produttiva per evitare ricadute economiche negative passa inevitabilmente in secondo piano", sottolinea in una nota l'azienda che precisa come si tratti di una misura precauzionale presa con la consapevolezza che in questo modo sarà possibile tutelare la salute e la sicurezza dei propri collaboratori e clienti, nella convinzione che in questo modo si contribuirà ad abbreviare i tempi di soluzione del problema. 

Coronavirus: chiudono i negozi di Zuiki, Yamamay, Rinascente e Calzedonia 

Anche ZUIKI, il brand di moda di proprietà della Ennepi S.p.A., ha chiuso da oggi tutti i suoi punti vendita direzionali presenti sul territorio nazionale, in seguito alle ultime indicazioni del Governo per il contenimento e la diffusione del Covid-19. “Un atto di responsabilità, il primo in Italia di questa portata, con il quale l’azienda intende salvaguardare la salute dei clienti, di tutti i dipendenti e del Paese”, fa sapere l’azienda.  Resta attivo il canale online, con il lancio dell’iniziativa benefica “La moda in prima linea”, campagna di crowdfunding a sostegno dell’I.R.C.C.S. Ospedale San Raffaele di Milano e dell’Azienda Ospedaliera dei Colli - Ospedale Cotugno di Napoli.

Stessa comunicazione da parte di Rinascente: "A partire da oggi e fino a venerdì 3 aprile i nove store dislocati su tutto il territorio nazionale resteranno quindi chiusi. "E' una decisione di responsabilità - fa sapere l'azienda - che vuole essere innanzitutto un messaggio forte di vicinanza alle persone, soprattutto a chi combatte in prima linea l'emergenza sanitaria. Se le condizioni sanitarie e le disposizioni normative lo consentiranno, saremo felici di poter anticipare la riapertura". Rinascente ricorda inoltre di essersi "adoperata sin dall'insorgenza dell'emergenza per far fronte alla situazione sanitaria esistente mettendo in atto tutte le indicazioni comportamentali dettate dal governo, dal ministero della Sanità e dalle autorità locali. Rinascente ha sempre seguito scrupolosamente le disposizioni ministeriali e regionali emesse ed ha attivato in tutte le sue sedi, ulteriori misure di prevenzione e di sanificazione per il rafforzamento della protezione sia della clientela che del personale".

Serrande abbassate fino al 3 aprille per Calzedonia e anche per Yamamay (che non ha precisato la data di riapertura).

Coronavirus, tutte le restrizioni per i negozi

Ricordiamo che il decreto firmato dal premier Giuseppe Conte stabilisce che in Italia i negozi sono aperti tutti i giorni ma, nei centri commerciali e nei mercati, devono essere chiusi il sabato e la domenica. Le attività commerciali dovranno rispettare la distanza di un metro per i clienti altrimenti scatterà la sanzione: se non riescono per motivi strutturali dovranno chiudere. La raccomandazione è di contingentare gli accessi a negozi, mercati, fiere per evitare "assembramenti di persone". 

Intanto a Milano diversi negozi hanno deciso di abbassare le saracinesche. Si tratta, oltre che di Alcott e Gutteridge, anche di Calzedonia e dell'intero outlet Scalo Milano di Locate Triulzi , la cui direzione rende nota la decisione di chiudere immediatamente, fino a domenica 15 marzo 2020, «per volontà della proprietà e del management». D'altra parte, Regione Lombardia ha già chiesto al Governo la chiusura totale dei negozi, delle attività produttive e dei trasporti (fatti salvi farmacie e negozi di alimentari) per 15 giorni. 

#iorestoacasa

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