Cristina Parodi ‘stilista’: “E’ la realizzazione di un sogno, ma non abbandono il mio mestiere”

Insieme a un’amica la conduttrice ha dato vita a un brand di moda con una prima capsule primavera-estate disponibile online e ora anche nei negozi

Cristina Parodi

Cristina Parodi lascia il giornalismo per diventare una stilista? Niente affatto: "Non ho abbandonato il mio mestiere e non faccio la stilista, io sono imprenditrice con la mia socia, Daniela, di un brand di moda che per noi rappresenta la realizzazione di un sogno", ha raccontato la conduttrice tv ad Adnkronos per descrivere il nuovo progetto che la vede protagonista.

Cristina Parodi e Daniela Palazzi, grande appassionata di arte e interior design vivono a Bergamo, si conoscono da vent'anni e amano gli abiti. Da qui la decisione di dare vita al brand Crida, con una prima capsule primavera-estate di dieci abiti e due capi spalla pratici e moderni disponibili online e ora anche nei negozi. "Ci pensavamo da tanto tempo, io da sempre sono appassionata di moda e me ne sono occupata anche da giornalista”, ha spiegato: “Daniela è brava a cercare tessuti e fare accostamenti di colore. Siamo amiche da molto tempo e ci facciamo da sole i vestiti. Quest'anno il progetto ha trovato uno sviluppo, facendoci sentire libere di cambiare vita a 50 anni".

"Da sole, come due formichine, abbiamo detto 'proponiamolo anche agli altri'. L'idea è di offrire alle donne la possibilità di avere vestiti comodi da indossare durante il giorno”, ha aggiunto Parodi: “Le donne di oggi fanno mille cose e con questi abiti una donna si trova a proprio agio. Non sono mai strizzati e sexy ma femminili e fluidi, confortevoli e molto eleganti. E' una scommessa che abbiamo fatto con noi stesse e che ora cerchiamo di mandare avanti nonostante la difficoltà di questo periodo che ci ha bloccato le vendite e ci costrette a ricominciare daccapo".

La moda secondo Cristina Parodi

Tutt’altro che scoraggiate dalla complicata situazione attuale segnata dall’emergenza coronavirus, Cristina Parodi ha descritto come lei e la sua socia siano accumunate da una grande grinta: "Siamo due bergamasche, ci rimbocchiamo le maniche e andiamo avanti. Devo dire che la cosa che mi conforta e ci ha fatto piacere scoprire in questo momento in cui tutto è cambiato, che la direzione che secondo noi dovrà prendere la moda è quella di andare a cercare valori e contenuti che sono alla base del nostro progetto”.

“Quando Armani ha esordito dicendo che la moda deve fermarsi ed essere più umana, con ritmi lenti, ho pensato che erano le parole che io e Daniela ci eravamo dette creando questi vestiti”, ha aggiunto ancora: “La moda deve offrire qualità contenuti ed emozioni, non è più usa e getta. Puntiamo sulla qualità. I nostri sono tutti tessuti italiani, naturali e sostenibili al 100 per cento. Dietro c'è una manifattura artigianale, quasi sartoriale, e anche il prezzo è adeguato”. La collezione porta i nomi delle città italiane che ne hanno ispirato forme e colori: l'abito Firenze, il bestseller, perfetto da indossare sul Lungarno, il modello Taormina a pois ideale per una vacanza in Sicilia. E ancora, l'abito Roma, lungo fino ai piedi e rosso come i tramonti del Gianicolo, lo scamiciato a righe Positano e la giacca Milano, che ricorda la metropoli della moda e del lavoro. "Dare agli abiti il nome delle città italiane è una cosa decisa in tempi non sospetti – ha confidato Parodi – E' un messaggio d'amore al nostro Paese".

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La collaborazione con Cesvi di Bergamo

Tutta la collezione è in vendita online e sta arrivando nei negozi in questi giorni: "Abbiamo iniziato a presentare la collezione a gennaio, ma poi si è bloccato tutto, ci sono state disdette. Essendo matricole abbiamo sofferto molto di questo ma gli abiti stanno arrivando nei negozi e ci auguriamo che le clienti vadano a conoscerli”, ha spiegato Parodi. Il progetto ha anche un fine lodevole, perché il 10% delle vendite online sarà devoluto a Cesvi, ong di Bergamo, per sostenere il progetto di assistenza domiciliare agli anziani della città e della provincia, i più colpiti dal coronavirus. "Per noi bergamaschi è importante dare un segnale di solidarietà - sottolinea Parodi -. In questi due mesi di blocco totale ho lavorato con Cesvi perché sono loro ambasciatrice da oltre 20 anni e per la prima volta abbiamo lavorato non solo sull'Italia ma su Bergamo raccogliendo 5 milioni di euro. E' stato un lavoro, nella drammaticità di quel momento, molto positivo. A me ha aiutato molto concentrarmi su questo per far qualcosa di utile per la città".

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