Francesca Barra: "Un figlio perso è un lutto sottovalutato. Lo abbiamo visto mentre aveva il singhiozzo”

La giornalista ha ripercorso i momenti drammatici vissuti dopo la perdita del figlio che aspettava dal marito Claudio Santamaria

Francesca Barra e Claudio Santamaria (Instagram)

“Una pancia vuota non è solo una pancia vuota. Ma è la tua pancia senza di lui”, ha scritto Francesca Barra qualche giorno con un post social che ha spezzato il silenzio sulla perdita del figlio che aspettava dal marito Claudio Santamaria. Adesso di quel dolore privatissimo, di quello che lei definisce “un lutto sottovalutato”, la giornalista ha parlato in un’intervista al Corriere della Sera che ha raccolto i dettagli di momenti drammatici, vissuti in solitudine, come in coppia e in famiglia .

Avevamo cercato quel figlio dal primo momento. Avevo fatto tantissime punture di ormoni, ero anche finita in ospedale più di una volta”, ha esordito Barra: “Ricordo che quando finalmente il test di gravidanza era risultato positivo avevo fatto una corsa in cucina da Claudio per gridarglielo, è ancora lì dietro, accanto alle sue foto. Durante un controllo, avevo portato Emma e Greta per conoscere il sesso del fratellino o della sorellina. Ma il ginecologo le ha fatte uscire, c’erano dei problemi… Ho pensato: io lo voglio lo stesso questo figlio. Ma non avevo il coraggio di dirlo a Claudio, mi sembrava una forzatura. E invece lui mi ha guardato e ha detto: ‘Io comunque lo voglio lo stesso’”, ha raccontato.

“Ho pianto per tre giorni”

Francesca Barra e Claudio Santamaria hanno fatto di tutto per tentare di portare avanti la gravidanza, ma invano: “Ricordo il giorno che sono dovuta andare in clinica. Non volevo scendere dal taxi… Quando sono tornata a casa, la sera, ho cercato di essere normale, per i bambini, e mi sono messa a cucinare. Mia madre era salita in fretta e furia dalla Basilicata, diceva: ‘Ma vai a stenderti e a riposare’. Il giorno dopo il padre dei miei figli è venuto a prenderli e Claudio mi ha portata sul lago, dove ho pianto per tre giorni”.

“Per la prima volta mi sono sentita vulnerabile. Ero stata troppo sicura di me, non avevo mai messo in conto nessun pericolo. Mi sentivo baciata da Dio, invincibile. E invece…”, ha aggiunto ancora Francesca: “Ho capito che siamo in tante ad aver provato questo dolore e a esserci sentite sole. Molti pensano che tu non stia vivendo un vero lutto, perché il bambino non è mai nato. Ma come? Io e Claudio lo abbiamo visto mentre aveva il singhiozzo, gli abbiamo sentito battere il cuore, abbiamo guardato le sue mani e le sue braccia muoversi… È un lutto sottovalutato, come se esistesse un metro del dolore e quello per un figlio mai nato non misurasse abbastanza”.

Raccontare della perdita di un fratellino o di una sorellina ai figli Emma, Renato e Greta non è stato semplice: “Ai bambini abbiamo spiegato che era diventato una stella per proteggerli ogni giorno. Ed è inutile quando ti dicono che hai altri figli, come se potessero sostituirsi l’uno con l’altro: se perdi un dito lo perdi e basta, anche se ti restano le altre dita”.

Nonostante il dolore indimenticabile, Francesca Barra e Claudio Santamaria non perdono la speranza di diventare ancora genitori del loro primo figlio insieme: “Anche se ci fosse solo una possibilità su un milione, noi non perdiamo la speranza. Adesso mi affido solo alla volontà di Dio”.

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