Nozze d'Oriente a Roma, gli italo-giapponesi Kunihiro e Yuri si sposano tra sushi e Tornatore | FOTO

La Lanterna di Fuksas per Kunihiro Giuliano Este, il re del sushi nella Capitale. La sua festa di matrimonio porta a nozze oriente ed occidente, in un suggestivo crocevia di culture, dal cibo agli abiti all'intrattenimento

Kunihiro Giuliano Este e Yuri Kawamura

Alzando gli occhi dal tavolo, il soffitto vitreo della Lanterna di Fuskas lascia intravedere il cielo stellato di marzo, omaggio di un capolavoro dell'architettura contemporanea costruito in pieno centro, a Roma. Affacciandosi dal balcone, invece, c'è la cupola della chiesa dei Santi Ambrogio e Carlo al Corso, con i suoi spicchi bombati e l'elegante lanterna in cima, figlia prestigiosa del Barocco. Ma il bello arriva quando, guardandosi al fianco, spuntano alberi di ciliegio scroscianti fiori rosa e due innamorati in kimono, Kunihiro Giuliano Este e Yuri Kawamura, cittadini italiani di origine giapponese, che hanno voluto festeggiare il loro matrimonio in un suggestivo crocevia di culture, quella italiana e, appunto, quella nipponica. A partire dalla location, per finire con gli abiti, i piatti e l'intrattenimento stesso.

Sembra il set di un film orientale allestito in pieno centro, ma è una festa di nozze. Con le stelle che stanno a guardare. E' un mix di tradizioni il "sì" della coppia, celebrato proprio nel periodo di ricorrenza dell'Hanami (usanza giapponese di godere della bellezza della fioritura primaverile degli alberi), e proprio in quella città che ha visto crescere lo sposo, la Capitale, dove si è imposto come "re del sushi" con una prestigiosa catena di ristoranti. Ed oltre alle promesse di matrimonio, portano a nozze anche oriente ed occidente.

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"Kampai" è il brindisi che dà inizio al party. E guai ad aggrottare la fronte nel ritrovarsi il calice posizionato al centro del piatto: è la tradizione che lo vuole, e tutti gli invitati, italiani e non, la accolgono con entusiasmo e curiosità. Centoventi gli ospiti, tra parenti arrivati direttamente dal Giappone ed amici, colleghi ed imprenditori romani. L'appuntamento è alle 19, ma si andrà avanti fino alle due del mattino, dopo che la cerimonia è avvenuta in pieno pomeriggio (perché anche dall'altra parte del mondo il tempo si dilata quando c'è da festeggiare, mica solo nei "grossi grassi" matrimoni napoletani!)

L'incontro tra culture è ovunque. Dal menù agli abiti all'intrattenimento. Si comincia con l'aperitivo. E, a dire la verità, si è cominciato già nel pomeriggio, quando un'enorme gru ha trasportato un forno a legna all'ultimo piano di questo palazzo di via del Corso, affinché gli ospiti potessero godere di una delle migliori pizze napoletane. A fare da contraltare a tanta italianità, ovviamente, c'è anche il sushi in versione finger food. È solo l'inizio di un menù "bipartisan" (e stellato) che è un viaggio nei sapori, nei luoghi e nei tempi. C'è la rivisitazione della carbonara ma ci sono anche tre declinazioni di Nigiri, e poi le tartare di salmone e lo spaghetto con le alici. Ad animare la serata Carlo Belmondo, cantante romano, con il nuovo singolo 'Non illudermi', e Gosko Funi, lirica giapponese: il suo repertorio incanta con la Traviata e la colonna sonora di 'Nuovo Cinema Paradiso' di Giuseppe Tornatore, tra l'emozione dei presenti. E poi giochi di magia e balli tradizionali, tamburi e passi di danza a piedi scalzi. Candele soffuse in ogni angolo, che fanno tanto magia, fiaba.

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Ed anche la proposta di nozze è arrivata in un'atmosfera da favola. "Ad Eurodisney, a Parigi - rivela a Today la wedding planner - Lo sposo ha chiesto di chiudere il parco e di averlo in esclusiva per chiedere la mano alla compagna. Sono una coppia avvezza ai festeggiamenti: hanno già celebrato una cerimonia alle Maldive, dove sono stati in viaggio di nozze, ma hanno voluto festeggiare anche insieme agli amici romani". I due avevano le idee molto chiare: "La festa ricorda un giardino giapponese affacciato sul cuore di Roma - prosegue - Un mix suggestivo, arricchito da una pioggia di fiori: rose, ciliegi, fiori di pesco, peonie per richiamare il contesto florelare giapponese".

"Abbiamo voluto ricreare un piccolo Giappone nel cuore della città - racconta Kunihiro - Nel nostro paese la fioritura del ciliegio è simbolo di una nuova stagione e di una nuova vita che comincia, come la nostra. A questo si aggiunge la meraviglia di Roma, una delle città d'arte più belle del mondo. Qui sono cresciuto e ho conosciuto tantissime persone, amici e colleghi. Ho aperto il ristorante 15 anni fa e ancora oggi faccio la spola tra l'Italia e il Giappone per condividere con gli italiani quei gusti lontani e nascosti che in Italia non si trovano. Ogni spezia ha il suo significato. La cucina unisce le persone: non è semplicemente mangiare, ma è vivere insieme".

Al termine della serata, Yuri omaggia ancora una volta a tradizione giapponese portando un mazzo di fiori alla mamma. Che è sempre la mamma, anche dall'altro lato del mondo.

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