Molestie, parla Miriam Leone: “Dobbiamo rompere le scatole. No vuol dire no”

L’ex Miss Italia oggi attrice di successo si è raccontata al settimanale ‘Grazia’ in un’intervista che ha affrontato anche il tema delle molestie

Miriam Leone

Era il 2008 quando i telespettatori di Miss Italia conoscevano la sua ‘reginetta’ di bellezza, una catanese 23enne con i capelli rossi e gli occhi verdi che si affacciava al mondo della spettacolo con un fascino che lasciava trapelare carattere e personalità.

Da allora sono passati dieci anni e Miriam Leone è diventata un’attrice di fiction e di cinema che adesso i suoi fan ritroveranno in un nuovo film, ‘Il testimone invisibile’, in cui recita insieme a Riccardo Scamarcio e Fabrizio Bentivoglio, nelle sale dal 13 dicembre.

A lei il settimanale Grazia ha dedicato un servizio che ha ripercorso questo decennio di successi, con uno sguardo alla sua infanzia trascorsa sognando di diventare attrice e uno al tema delle molestie, rispetto al quale Miriam ha le idee ben chiare.

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Miriam Leone: “La mia vita è cambiata in un modo che fatico ancora a decifrare”

“Avevo 23 anni e non ero una bambina, anzi posso dire che ero la zia delle altre ragazze, e la mia vita è cambiata in un modo che fatico ancora a decifrare”, ha confidato Miriam Leone ripensando alla decisione di partecipare al concorso di Miss Italia: “Sono andata pensando: io lo so dentro di me che cosa voglio fare, e questa può essere una carta da giocare per emanciparmi e per andare via da questa realtà in cui stavo seduta davanti al mare a guardare l’orizzonte e aspettavo che succedesse qualcosa. Studiavo Lettere all’università, ma non sapevo che cosa avrei fatto della mia vita, ero senza futuro".

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Miriam Leone sul tema delle molestie: “Dobbiamo rompere le scatole”

Sul caso Harvey Weinstein, il produttore accusato di molestie, e sullo scossone dato al mondo del cinema dalle tante vicende che hanno coinvolto anche l’Italia, Miriam Leone, in qualità di donna e di attrice, ha osservato: "Io lavoro benissimo con gli uomini, amo lo scambio, anche la battuta greve mi fa ridere, la prendo con ironia. La grevità della battuta che mi viene fatta appartiene a chi la fa, proprio non mi tocca. E sono la prima che spesso fa una battuta con una parolaccia, ma se c’è qualcuno che ha dei problemi, che non ha imparato a vivere e a relazionarsi, non ho intenzione di fargli da assistente sociale”.

“L’importante è che ci sia la consapevolezza che non si può usurpare il diritto della donna a dirti di no”, ha proseguito, sottolineando di aver aderito a ‘Dissenso Comune’, manifesto firmato da 124 attrici e donne impegnate nel mondo dello spettacolo, e #nonènormalechesianormale, campagna di sensibilizzazione sulle molestie.  “Ho apprezzato e aderito a Dissenso Comune e #nonènormalechesianormale. Dobbiamo rompere le scatole, sensibilizzare, fino ad apparire noiose, bisogna comunicare questo messaggio semplice: no vuol dire no".

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