Sexting, cyberbullismo e discriminazioni: 6 ragazze su 10 non si sentono sicure online

In occasione della campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi Indifesa per i diritti di bambine e ragazze, Terre des Hommes diffonde i risultati di un'indagine sulle violenze e gli stereotipi di genere tra gli adolescenti italiani

Nonostante sei adolescenti su dieci in Italia ammettano di trascorrere la maggior parte del loro tempo online e sui social network, il mondo virtuale è proprio quello dove le ragazze si sentono meno sicure e maggiormente vulnerabili, più che nei tradizionali luoghi di aggregazione, mentre più di un terzo dice di sentirsi insicure per strada, nelle stazioni o in altri luoghi in cui sono esposte in prima persona

E' quanto rivelano i dati diffusi in anteprima dell’Osservatorio sulla Violenza e gli Stereotipi di Genere di Terre des Hommes realizzato in collaborazione con la Community ScuolaZoo per la Campagna Indifesa.
L’Osservatorio è stato avviato quattro anni fa da Terre des Hommes con ScuolaZoo e ha raccolto nei soli primi due mesi del 2018, le opinioni di oltre 1250 ragazze su argomenti di grandissima attualità come sexting, sicurezza online, bullismo e cyberbullismo, molestie e violenze, discriminazioni e stereotipi di genere.

Sexting, bullismo, molestie e discriminazioni

A risultare allarmante, oltre all’utilizzo massivo dei social network che sembra alimentare un disperato bisogno di visibilità sociale, c’è la tendenza a postare o condividere immagini e contenuti, soprattutto personali e intimi, forse per cercare consensi e apprezzamento. Proprio in questo contesto uno dei dati che colpisce di più riguarda la diffusione del sexting, ovvero la condivisione di foto intime con il proprio partner. 1 ragazza su 5 (il 19%) ammette di averlo praticato, mentre 4 ragazze su 10 dicono di aver visto circolare foto o video intimi o a sfondo sessuale loro o di amici sui social network, online o sui servizi di messaggistica. E alla domanda “Se una ragazza ha fatto un video o una foto hot è una “ragazza facile”: più di un terzo delle intervistate (37,4%) risponde di essere d’accordo. Quando nella domanda viene specificato che l’uso è per la condivisione con il proprio ragazzo, la percentuale di rispondenti che dicono di essere d’accordo scende al 19%.

Una ragazza su tre delle intervistate denuncia di aver subito atti di bullismo sulla propria pelle e quasi 2 su 3 (58,1%) delle ragazze afferma di aver assistito ad atti di bullismo/cyberbullismo. Solo il 6,2% però ammette di averli compiuti su propri coetanei.

I commenti volgari sul proprio corpo e pubblicati online sono fonte di estremo fastidio per 8 ragazze su 10. Ma cosa intendono le ragazze per molestia sessuale? Il 69% delle ragazze non hanno dubbi e per “molestia sessuale” intendono qualsiasi contatto fisico "invadente" e indesiderato; il 66,5% le identifica come qualsiasi comportamento inappropriato a sfondo sessuale. Quasi una ragazza su 2 ritiene che sia un contatto fisico indesiderato in zone intime; per il 40,1% possono essere molestie anche i commenti e le insinuazioni sessiste e/o a sfondo sessuale; mentre il 39,2% ha indicato un comportamento persecutorio (stalking).

La stragande maggioranza delle ragazze intervistate (85,4%) indica le molestie sessuali o la violenza come la forma di discriminazione peggiore che subiscono le donne (ma solo l'8% cita la discriminazione economica). Alla domanda diretta se hanno mai subito molestie o violenze, quasi il 12% delle ragazze ha risposto di sì, mentre la percentuale scende al 4,36% quando si chiede se la violenza sia stata perpetrata dal proprio ragazzo.

Le ragazze tra contraddizioni e stereotipi

Tra un 5% che ritiene il sesso un'imposizione, il 78% che lo considera uno scambio tra persone che si amano e il 20% che lo vece semplicemente come una funzione biologica, in questo scenario di forti contraddizioni, gli stereotipi sono ancora presenti per una quota per nulla marginale delle intervistate. Secondo il 15%, infatti, una ragazza che veste in modo provocante la violenza “se la va a cercare”. Il 17,5% pensa che debba essere l’uomo a dirigere e a mantenere la famiglia e il 23,2% ritiene che il ruolo principale della donna debba essere quello di madre. E, infine, il 20,3% pensa che una mamma lavoratrice non possa dedicarsi ai figli come dovrebbe. Lo scoglio principale risulta essere ancora una volta la cultura, che costringe le donne ad essere spesso “vittime” di loro stesse. A confermare ciò è anche il modo di concepire la coppia che, ancora oggi, viene vista come un mondo a parte. Ben il 30,1% di giovanissime, infatti, ritiene che quello che succede all’interno di una coppia sia un fatto privato e nessuno ha il diritto di intromettersi.In ultima analisi, un dato che colpisce più di tutti, in un mondo dove le connessioni multiple stanno via via sostituendo le relazioni reali, alla domanda “Ti sei mai sentita sola?”, l’85,8% delle adolescenti risponde di sì. Una percentuale analoga, ovvero l’85,3%, che si innalza come per lanciare un grido di aiuto, dichiara che servirebbe uno psicologo nella propria scuola. 

"Più tempo si passa sui social più si ha la sensazione di essere isolati"

“I dati dell’Indagine che abbiamo realizzato con ScuolaZoo lasciano intuire quanto il fenomeno del sexting sia più diffuso di quanto si possa immaginare. Ci troviamo sempre più spesso di fronte ad esempi e modelli che spingono le ragazze giovanissime ad atteggiamenti disinvolti, spesso sottostimando gli effetti reali delle condotte online. – dichiara Paolo Ferrara, Responsabile Comunicazione e Raccolta Fondi Terre des Hommes Italia. – Da questa indagine emerge con chiarezza il bisogno delle nuove generazioni di sentirsi sempre connessi. Ma sapere tutto di tutti, vedere e commentare le azioni altrui praticamente in tempo reale non aiuta a sentirsi meno soli, anzi. Il paradosso sta proprio nel fatto che più tempo si passa sui social network e più aumenta la sensazione di essere isolati dagli altri, vulnerabili ed esposti a pericoli che il più delle volte sfuggono dal loro controllo. E’ necessario contrastare non solo la violenza e le discriminazioni di genere con tutti i mezzi che abbiamo a disposizione, ma anche questa tendenza di fondo a cercare nei social e nei device una risposta alla propria solitudine, con il rischio di generare nuova ansia e un ulteriore senso di isolamento. Ognuno di noi può contribuire con un piccolo gesto, come ad esempio inviando già da ora un sms al 45549 a sostegno della Campagna “Indifesa” per la protezione delle bambine e delle ragazze nel mondo”.

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La campagna Indifesa di Terre des Hommes per l'8 marzo

Terre des Hommes, con la Campagna Indifesa si impegna a tutelare milioni di baby spose, baby mamme, ragazze violate e vittime di tratta, mettendo fine a violenze e maltrattamenti, per garantire un futuro migliore a loro e a tutta l’Umanità. In particolare la raccolta fondi di questa edizione servirà a sostenere interventi di prevenzione delle violenza e degli stereotipi di genere nelle Scuole superiori italiane, a contrastare il fenomeno della schiavitù domestica delle bambine e delle ragazze in Perù e a combattere le Mutilazioni Genitali Femminili in Mauritania. Fino all’8 marzo 2018 si può sostenere la Campagna con un sms o chiamata al numero solidale 45549. Il valore della donazione sarà di 2 euro per ciascun SMS inviato da cellulari Wind Tre, TIM, Vodafone, PosteMobile, Coop Voce e Tiscali. Sarà di 5 euro per le chiamate da rete fissa PosteMobile, TWT e Convergenze e di 5 e 10 euro da rete fissa TIM, Wind Tre, Fastweb, Vodafone e Tiscali.
 

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