Muore mentre consegna le pizze: Alberto e i rider finiti nel dimenticatoio

Un fattorino 19enne ha perso la vita mentre stava consegnando delle pizze e il sindacato Usb si è scagliato contro il silenzio del governo: “Uno sfruttamento dei giovani inaccettabile”

Il luogo dell'incidente in cui ha perso la vita il 19enne Alberto Piscopo

Diciannove anni e una vita come quella dei suoi coetanei: la mattina all’Istituto Alberghiero Perotti di Bari, la sera al lavoro per consegnare le pizze e mettere da parte qualche soldo. La vita di un giovane rider, Alberto Piscopo Pollini, spezzata sabato 1 dicembre intorno alle 22.30, quando un'auto guidata da un altro giovane lo ha travolto mentre viaggiava sul suo scooter, con cui si stava recando da un cliente per consegnare la sua cena. Un lavoro, quello dei rider, finito spesso sulle prime pagine dei giornali per le situazioni contrattuali 'particolari' o quantomeno ambigue. Un tema che ha suscitato clamore negli scorsi mesi, quando il vicepremier Di Maio era sceso in campo in prima persona, prima di tornare in un cassetto buio del dimenticatoio. Almeno fino a sabato, quando la morte di Alberto ha fatto ripensare alla situazione lavorativa che sono costretti ad accettare migliaia di giovani italiani, migliaia di rider che sono ancora in attesa di una forma contrattuale che introduca nuove regole e tutele

In questa situazione di limbo arriva la denuncia del sindacato di base Usb, che fa leva proprio sulla tragedia avvenuta questo fine settimana a Bari, criticando in una nota ufficiale il silenzio delle istituzioni: “Lo sfruttamento che decine di migliaia di giovani vivono quotidianamente è inaccettabile. Qualche segnale di attenzione era arrivato, da parte del governo, ma tutto è caduto nel dimenticatoio prima ancora di affrontare la questione. E' ora di stroncare lo sfruttamento di questi lavoratori”.

Gig economy, quanto guadagnano i rider in media al mese

La sigla sindacale ha invocato l'intervento di organismi di controllo: “L'Ispettorato Nazionale del Lavoro intervenga con determinazione e gli Enti Locali non diano autorizzazioni ad attività commerciali che non rispettano i contratti di lavoro perché si metta fine alle nuove forme di schiavitù e precariato - conclude la nota allargando la denuncia a tutti i precari, non solo riders - "impiegati nella grande distribuzione, nella logistica, nei call center, con paghe risibili, ritmi stressanti, sfruttamento continuo. Alle soglie della schiavitù”.

L'ultimo saluto ad Alberto

Nel pomeriggio di oggi, lunedì 3 dicembre, sono stati celebrati nella chiesa di San Francesco d’Assisi, al quartiere Japigia, i funerali di Alberto Piscopo Pollini. Intanto, il giovane che si trovava a bordo dell'auto che ha travolto e ucciso il 19enne è indagato per omicidio stradale. La prematura scomparsa di Alberto ha gettato nello sconforto un'intera comunità, come è possibile capire dai tanti messaggi che amici, parenti e conoscenti stanno lasciando sulla sua bacheca Facebook.

Sbanda e finisce contro un palo: ragazzo di 30 anni muore mentre consegna le pizze

Ricordi e messaggi di cordoglio, alcuni dei quali sono stati riportati da BariToday: “Sii sempre sorridente come quando entravi a scuola la mattina. Riposa in pace amico mio”, “Leggere questa notizia mi ha devastato, vanno via sempre persone che non meritano. Ciao amico mio”, “Sei stato come un fratello per me, una guida, perché mi chiedo io, non è giusto”. Tra i post più commoventi, quello di un suo caro amico: “Siamo cresciuti insieme... una volta sola eravamo finiti in un film sul maxischermo di un cinema.... e ricordo ancora quando quella scena la stavamo girando... quante risate insieme, ci guardavamo e ridevamo... i nostri ricordi per sempre dentro di me”.

I precedenti

Una domanda a questo punto sorge spontanea: serve che un giovane perda la vita per tornare a parlare di lavoro precario e di rider? L'impressione è che, come spesso accade anche per altre tematiche, l'argomento torni in mente soltanto quando avviene una tragedia. Così come era successo nei mesi scorsi per altri due giovani fattorini, vittime di incidenti mentre svolgevano il loro mestiere. Il primo è stato il  29enne Maurizio Cammillini, schiantatosi a Pisa per consegnare due panini e un fritto: lui era in prova e stava correndo per evitare di consegnare il pasto in ritardo e dover pagare la sanzione di 3 euro. Poi era stata la volta di Francesco Iennaco, un ragazzo di 28 anni, che ha perso una gamba a Milano dopo essere finito sotto un tram. Sabato scorso è stata la volta di Alberto, sperando che non servano ulteriori vite per risolvere, una volta per tutte, questa situazione. 

Attendere un istante: stiamo caricando i commenti degli utenti...

Commenti (8)

  • Un governo di buffoni come tutti gli altri! Povero ragazzo...rip

  • Sono delle mxxxxde sia i sindacati che chi ha permesso grazie alle loro leggi tutto questo!! mi vergogno di essere Italiano!! quando ero giovane era già duro trovare un lavoro vero ne ho cambiati una ventina per averne uno serio e fisso , li vedo questi poveri ragazzi disperati sulle strade sotto la pioggia al freddo, al caldo ,sfrecciare tutta velocità per 30 centesimi in più per ogni pizza consegnata, ma come si può parlare di un futuro per i nostri giovani e di un'Italia migliore quando invece di risolvere i problemi alla radice non fanno altro che tamponare come sempre hanno fatto con delle leggi caxxxxte che non risolvono mai nulla! per questo siamo ormai alle asse in tutti i sensi!!

  • Ah...perché si lavora e si muoee solo al sud?!?!?!?!

  • Bhe! Ora ci pensa di maio a regolarizzare i rider, sperando che prima regolarizzi i lavoratori di suo padre

    • Che stupidità !

  • No, non è giusto aspettare che un giovane perda la vita per parlarne. Ma l'ingiustizia non è tanto questa, quanto l'esistenza stessa della categoria. Una forma di precariato che si pensava scomparsa da un secolo, e che globalizzazione, liberismo, progressiva riduzione di ogni attività produttiva e l'adattamento a tutto ciò da parte dei governi degli ultimi due decenni hanno fatto ritornare di attualità. C'è da chiedersi: serve che un giovane perda la vita per renderci conto di cosa tentino di vivere, ormai, i nostri giovani?

    • Non sai quanti poveri Cristi di padri di famiglia crepano sul lavoro al Sud e non se ne interessa nessuno. Manco ne danno notizia. Dispiace per un ragazzo di 19 anni, ma quello è uno dei rischi.

    • Quel tipo di lavoro esiste da sempre negli stati uniti e in altre nazioni del nord europa. Gli studenti ci si pagano il periodo degli studi. Diciamo invece che lo stile di guida dei rider, ma direi dei giovani in generale, disprezza le regole della strada (semafori, stop, precedenze, sensi unici, cellulare alla guida...), con conseguenze sempre più drammatiche.

Notizie di oggi

  • Economia

    Imu e Tasi, che botta per le imprese: oggi avere un capannone è "un incubo"

  • Economia

    "Non ci sarà nessun aumento dell'Iva": la promessa più difficile di Salvini

  • Economia

    Cina-Italia, firmati gli accordi e Di Maio esulta: "Obiettivo raggiunto"

  • Cronaca

    Con un trapianto salva la vita alla sorellina: "Un gesto d'amore che le terrà legate per sempre"

I più letti della settimana

  • Isola dei Famosi 2019: cast, concorrenti, puntate e tutte le anticipazioni

  • Il duro messaggio di Alessandro Casillo: "Cara Maria, ecco perché ho lasciato Amici"

  • Estrazioni Lotto, SuperEnalotto e 10eLotto: i numeri vincenti di oggi sabato 16 marzo 2019

  • Carlo Conti confessa: "Ho ripreso al volo mia moglie Francesca"

  • Elezioni europee 2019, la guida al voto: tutto quello che c'è da sapere

  • Belen rompe il silenzio: "E' stato Stefano a tornare: aveva sbagliato. Non sono riuscita a costruire un'altra famiglia"

Torna su
Today è in caricamento