Alitalia-Fs, un matrimonio che spaventa: “Rischio paralisi dei trasporti”

La denuncia di Federcontribuenti sul nuovo piano industriale che dovrebbe salvare la compagnia aerea: “L'idea del governo di incorporare la società Alitalia dentro le Ferrovie di Stato, rischia di paralizzare tutto il sistema trasporti a livello nazionale”

Foto di repertorio

Il destino di Alitalia è ancora tutto da scoprire, ma la strada più 'battuta' dal Governo per salvare la compagnia aerea porta ad un nuovo piano industriale che prevede il coinvolgimento di Ferrovie dello Stato, oltre ad altri partner internazionali e allo stesso ministero dell'Economia e delle Finanze che dovrebbe prendere una quota intorno al 14%. Un piano che sarà oggetto della trattativa con l'Unione europea, ma che potrebbe nascondere degli aspetti negativi da non sottovalutare, con effetti sull'intero sistema dei trasporti italiano. A lanciare l'allarme è Federcontribuenti, che pone l'accento sul 'viziaccio' di nazionalizzare i debiti: “Quest'anno Alitalia accumulato 450 milioni di euro di debiti, mentre le Fs hanno un utile fermo a 420 milioni di euro; questi numeri ci dicono che incorporare Alitalia nelle Fs porterà quest'ultima in debito e pensare di sprecare denaro pubblico per salvare una compagnia di bandiera incapace di competere con i competitor low cost, mentre le nostre ferrovie versano, in troppi tratti, in condizioni vergognose, è da folli”.

La paura palesata dall'associazione dei contribuenti è che la condizione in cui versa Alitalia possa andare a pesare su tutto il sistema, con il rischio di una paralisi: “Alitalia versa in una situazione drammatica, non solo per i debiti ma anche per l'incapacità di immaginare un futuro competitivo in tema di trasporti pubblici. Manca un piano olistico di rilancio e di sviluppo capace di competere con i partner stranieri e l'idea del governo di incorporare la società Alitalia dentro le Ferrovie di Stato, al 100% della Nazione, rischia di paralizzare tutto il sistema trasporti a livello nazionale”.

Alitalia, c'è l'ok all'offerta di Ferrovie dello Stato

Nessun vero imprenditore, rileva l'associazione dei consumatori e dei contribuenti italiani “azzarderebbe un simile acquisto. Il governo, dopo aver bocciato tutte le proposte estere, per rilevare Alitalia, attraverso i Commissari, ha accettato l'offerta presentata da Ferrovie dello Stato Italiane. Ricordiamo che si parla di investire denaro pubblico e ricordiamo che, Fs riceve contributi per la gestione della rete, per alcuni servizi a lunga percorrenza e per quelli regionali. Creare un unico gruppo con Alitalia farebbe confluire le perdite di Alitalia dentro il gruppo FS, che è sussidiato dallo Stato, senza alcun beneficio per i consumatori”.

Alitalia come tutto il sistema Paese non è stata capace di leggere il futuro, finendo in guai grossi. Dal 1 aprile del 1997 il mercato aereo europeo è stato completamente liberalizzato e se nel 1997 volavano in Italia 53 milioni di passeggeri nel 2017 sono saliti a 144 milioni, ma l'85% di questi 144 milioni ha volato con la formula low cost.

“Facciamo una esempio - illustra il presidente di Federcontribuenti Marco Paccagnella - se da Venezia devo andare a Napoli con una compagnia low cost spendo andata e ritorno meno di 100 euro, se volessi usare i nostri treni dovrei spendere il doppio. Ecco cosa ci rende fragili nel mondo, non sappiamo cavalcare le onde che altri ci sbattono contro. Le nostre Ferrovie dello Stato dovrebbero occuparsi di rendere le nostre linee ferroviarie sicure e con treni all'avanguardia. Ricordiamo anche che l'Italia è l'unica in Europa ad avere ben 8 linee da incubo: 3 al nord e 5 al sud. Che da Napoli in giù abbiamo un treno ogni ora e quelli regionali - conclude Paccagnella - sono i peggio in assoluto”.

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