Alitalia, newco guidata da Tesoro e Fs: una nazionalizzazione (non troppo) mascherata

Il ministero dello sviluppo economico ha confermato per lunedì 15 luglio la scadenza delle offerte vincolanti per Alitalia: contatti in corso per completare la cordata di cui farà parte anche la statunitense Delta. Di Maio: "Lotito? Presenti garanzie finanziarie"

Il ministro dello sviluppo economico Luigi Di Maio

Una nuova compagnia aerea guidata da Ferrovie dello Stato e partecipata dal ministero dell'economia. Questo l'orientamento del ministero dello sviluppo economico che ha confermato per lunedì 15 luglio la scadenza delle offerte vincolanti per Alitalia

La compagnia di bandiera dovrebbe quindi rinascere con una sorta di nazionalizzazione (non troppo) mascherata: la nuova Alitalia avrà infatti una maggioranza assoluta pubblica in cabina di comando.

Una conferma di quanto trapelato nell'ultimo incontro con i sindacati, incontro durante il quale il Mise aveva fatto sapere che il consorzio dal quale è attesa l'offerta vincolante per acquistare gli asset di Alitalia sarebbe stato composto "per il 35% circa da Ferrovie dello Stato, per una quota tra il 10 e il 15% dall`americana Delta e per una quota approssimativamente intorno al 15% dal Mef".

A conti fatti manca tuttavia una quarta gamba della cordata che dovrà rilevare la compagnia commissariata dal maggio 2017

Quale sarà quindi l'ultimo, o gli ultimi, partner della cordata? Le ultime quotazioni vedono sempre più lontano Claudio Lotito: "Lotito presenti garanzie di solidità finanziaria" avrebbe detto il vicepremier Luigi Di Maio secondo quanto riferito dai sindacati, facendo intendere come il patron della Lazio - ad oggi - fuori dalla partita.

Intanto è arrivato a Roma Geman Efromovich: l'imprenditore boliviano, azionista della compagnia sudamericana Avianca, ha in agenda incontri con gli advisor di Fs e i rappresentanti della compagnia statunitense Delta, giunti anch'essi a Roma per la maratona negoziale.

Nel caso di Efromovich, Delta avrebbe espresso la propria contrarietà dal momento che la compagnia colombiana Avianca, di cui Efromovich è azionista, fare parte dell'alleanza globale Star Alliance, concorrente di Sky Team in cui opera Delta. Oltre a questo ci sarebbero i dubbi sulla sostenibilità finanziaria dell'investimento in Alitalia per l'imprenditore boliviano. Stesse perplessità che Delta avrebbe manifestato anche per Toto, che, però, disporrebbe delle risorse, circa 200 milioni, rivenienti dalla vendita di campi eolici negli Usa.

Non è un mistero che la preferenza di Delta, così come delle Ferrovie, sarebbe per Atlantia, ritenuto il partner migliore in considerazione anche della presenza forte nel settore aeroportuale con la controllata Adr che gestisce il più grande hub del Paese, l'aeroporto di Fiumicino. Ma questa è una partita complicata che si interseca con quella di Aspi, dove si registra il muro contro muro tra l'anima 'gialla' del Governo, con il vicepremier Luigi Di Maio e il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Danilo Toninelli, che sostengono la linea dura della revoca della concessione autostradale.

Alitalia, l'altolà della Corte dei Conti a Fs

Sull'operazione Alitalia tuttavia pesa la raccomandazione della Corte dei Conti che ha attivato una valutazione di sostenibilità dell'operazione di ingresso di Fs nel capitale di Alitalia. Nella nota la magistratura contabile fa riferimento al procedimento comunitario riguardante due prestiti per complessivi 900 milioni di euro concessi dallo Stato italiano ad Alitalia e non ancora rimborsati.

"Si evidenzia - sottolinea la Corte dei Conti - che la definizione di tale caso è di cruciale importanza per il Gruppo Fs, per evitare il rischio, in caso di acquisto dei complessi aziendali di Alitalia, di subentrare nell'obbligo di restituzione".

Alitalia, il nuovo piano industriale

Con il toto-quote ancora in corso, la newco - ad oggi - può contare su investimenti per 1 miliardo. E i sindacati tornano a lanciare l'allarme occupazione per le maestranze di Alitalia, auspicando un concreto piano industriale con nuove rotte e investimenti.

"Niente esuberi nè tagli ai salari" ammonisce il leader Cgil Maurizio Landini: "I lavoratori hanno già pagato abbastanza, i sacrifici li hanno già fatti e non sono più disponibili a farne altri".

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