Alitalia, stretta sulle offerte: Fs e Easyjet ci sono, Lufthansa forse

I commissari straordinari della compagnia stanno vagliando le offerte ricevute: la compagnia tedesca sembra fuori dai giochi, ma potrebbero esserci colpi di scena

Foto di repertorio

Tempi stretti per l'esame delle offerte per l'acquisto di Alitalia. Dal 31 ottobre scorso, giorno in cui sono arrivate, i commissari straordinari della compagnia, Luigi Gubitosi, Stefano Paleari ed Enrico Lagni stanno vagliando le proposte dei potenziali acquirenti. E il lavoro della terna commissariale si avvicina velocemente alle battute finali visto dovrebbe concludersi, secondo quanto indicano fonti vicine al dossier, entro la fine della prossima settimana con l'invio della relazione al comitato di sorveglianza del Mise. Il quale, sulla base di questa relazione, esprimerà il proprio parere, propedeutico alla decisione del dicastero sul soggetto con cui avviare la trattativa in esclusiva.

Sul tavolo dei commissari ci sono le offerte vincolanti presentate da Fs spa ed Easyjet e quella non vincolante di Delta Airlines. Fuori dalla procedura è rimasta Lufthansa, che, dopo essersi fatta avanti ad aprile, non ha presentato l'offerta definitiva entro la scadenza di fine ottobre. Secondo notizie di stampa, il colosso tedesco non riterrebbe del tutto chiusa questa partita e, dopo un incontro tra il suo management e il sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti Armando Siri, potrebbe tornare a valutare un suo ritorno in pista.

Ma, interpellata dall'Adnkronos su questo nuovo eventuale scenario, Lufthansa si limita a un laconico 'no comment'. Fonti della compagnia ricordano, oggi, che la linea di Lufthansa è quella indicata dal ceo Carsten Spohr, il 30 ottobre scorso, presentando i risultati del terzo trimestre: "Non siamo intenzionati a considerare un investimento con lo Stato italiano", aveva detto. "Possiamo immaginare una partnership di natura commerciale", aveva quindi spiegato il ceo. In questi mesi, Lufthansa ha più volte ribadito di essere interessa a "un'Alitalia ristrutturata".

Mentre i commissari di Alitalia si accingono a completare il loro esame, non meno serrato è il lavoro delle Fs su questo dossier. L'offerta presentata dal gruppo di Villa Patrizi prevede che debba essere elaborato un piano industriale durante una confirmatory due diligence, che è una condizione essenziale per l'operazione per individuare soggetti privati e istituzionali. Le Fs si riservano di costituire una newco con la partecipazione di un primario vettore aereo, condizione, questa, fondamentale per andare avanti nell'operazione.

Il ruolo delle Ferrovie, che continuano a ribadire che la loro 'mission' prioritaria è il rilancio del trasporti regionale e il consolidamento del business dell'alta velocità, sarebbe quello di polo aggregatore, con una partecipazione di minoranza nell'assetto di governance definitivo, per sviluppare tutte le sinergie intermodali aereo-treno, eliminando le attuali sovrapposizioni. Uno dei tasselli industriali fondamentali di questa operazione sarà quello di portare l'alta velocità in quelle che sono le principali porte d'accesso al Paese, e cioè gli hub intercontinentali di Roma Fiumicino e Milano Malpensa.

Anche EasyJet, poi, ha fissato i suoi 'paletti' ribadendo il proprio interesse per "per una Alitalia ristrutturata". Delta, invece, ha fatto sapere di voler continuare ad "esplorare strade per lavorare con Alitalia e mantenere la nostra partnership nel futuro".

Ma c'è anche un'altra deadline che si avvicina: tra poco più di un mese, il 15 dicembre prossimo, scade il termine per il rimborso del prestito ponte da 900 milioni di euro. Non è esclusa la possibilità di un'ulteriore proroga, come giorni fa ha prospettato il sottosegretario allo Sviluppo economico, Dario Galli. La compagnia conta, comunque, come hanno spiegato i commissari, di rimborsare il prestito con i soldi in cassa e con la vendita degli asset.

Per i conti della compagnia, ottobre ha portato un'altra boccata d'ossigeno, con un'ulteriore crescita dei ricavi da traffico passeggeri. Rispetto a ottobre 2017, l'incremento è stato del 6,7%, trainato sia dai collegamenti internazionali che da quelli intercontinentali. In crescita anche i ricavi legati al settore cargo, aumentati a ottobre del 14% rispetto allo stesso mese del 2017.

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