Un assegno per aiutare le famiglie, Di Maio cala il bonus elettorale

Un miliardo di euro, il tesoretto non usato per il reddito di cittadinanza, potrebbe finire in un fondo del Ministero dello sviluppo e destinato alle famiglie. Un'intrusione di campo che alla Lega -titolare del dicastero per le famiglie- non è piaciuta

In Consiglio dei ministri lunedì prossimo, salvo cambi di programma, dovrebbero approdare sia il decreto Di Maio sulle famiglie, finalizzato a incentivare la natività, sia il cosiddetto decreto sicurezza bis annunciato da Matteo Salvini. Su quest'ultimo provvedimento, viene spiegato da fonti di governo, si terranno una serie di tavoli tecnici per risolvere alcune criticità emerse.

Se sul decreto sicurezza si è già detto tanto, la novità riguarda il decreto licenziato dal ministero dello sviluppo economico volto a istituire un assegno per le famiglie recuperando le risorse avanzate innanzitutto dal reddito di cittadinanza. Le cifre del tesoretto che trapelano dal ministero sono dell'ordine del miliardo di euro.

Il cosidetto decreto famiglia messo a punto dal vicepremier Luigi Di Maio prevede un assegno unico alle famiglie per incentivare la natività tramite l'istituzione di un fondo ad hoc istituito al Ministero dello Sviluppo Economico. L'accelerazione dopo l'accordo con Forum Famiglie incontrato ieri dal vicepremier. ''Un grande passo avanti per aiutare milioni di famiglie. Siamo molto soddisfatti'', dicono dal M5S.

''Il Fondo di cui al comma 1 è volto ad introdurre un assegno per le famiglie con figli nei limiti delle risorse disponibili" si legge nel testo visionato all'Adnkronos e in queste ore all'attenzione del pre consiglio dei ministri.

"Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sono definiti la platea dei beneficiari e i criteri di utilizzo delle risorse del Fondo. All'erogazione dell'assegno provvede l'Inps nei limiti delle risorse finanziarie, umane e strumentali già previste a legislazione vigente''.

Ricordiamo che solo pochi giorni fa il ministro della Famiglia, il leghista Lorenzo Fontana, aveva presentato due emendamenti al decreto crescita per l'ampliamento del cosiddetto Bonus bebè e detrazioni fiscali per l'acquisto di pannolini e latte in polvere.

Come spiega Avvenire al tavolo con le famiglie Lorenzo Fontana non era stato invitato. E l’esponente della Lega presente, Tiramani, è stato gelido: "Non ho nulla da dire. Vi auguro 'buon lavoro'". Segno che il Carroccio non accetta che Di Maio s’intesti le misure in solitaria.

Ma il leader M5s tira dritto e prova il blitz. E ha chiesto a Castelli e ai tecnici d’area di Tesoro e Mise di recepire "nel giro di un paio di giorni" le proposte che arriveranno dalle associazioni. Non resta che attendere le interlocuzioni del consiglio dei ministri.

Ad ogni modo difficilmente la misura partorita dal Governo potrà essere dello stesso impatto richiesto dal forum delle famiglie, ovvero un aiuto universale slegato dal reddito da 150 euro al mese per ogni figlio.

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