Assegno (fino a 240 euro) per i figli e dote per le famiglie: "Legge in Aula ad Ottobre"

Un sussidio che durerà "per tutto il periodo in cui i figli sono a carico delle famiglie". Fa discutere la proposta di legge sull'assegno unico e la dote per i figli. Il Pd accelera e porta il testo di legge alla Camera già ad ottobre

Il Pd accelera e calendarizza in aula a ottobre alla Camera la sua proposta di legge sull'assegno unico e la dote unica per i figli. "Con l'assegno unico, avremo una misura semplice, equa, continuativa e con una ben maggiore dotazione" sottolinea il deputato dem Stefano Lepri, primo firmatario della proposta di legge di una misura che - nelle intenzioni dei proponenti - non si limita ai primi anni di vita, ma dura per tutto il periodo in cui i figli sono a carico.

Attualmente l’assegno al nucleo familiare è riservato ai dipendenti, ai pensionati e a poche altre categorie di lavoratori atipici. Esso si conserva durante il trattamento di disoccupazione ma si perde alla sua scadenza. Per le famiglie povere è previsto un sussidio specifico, ma solo a partire dal terzo figlio. Chi fa la dichiarazione dei redditi può beneficiare delle detrazioni per familiari a carico purché abbia un reddito superiore alla soglia di incapienza; pertanto chi non la supera non ha alcun vantaggio fiscale. Paradossalmente, i nuclei familiari più poveri e fragili sono anche quelli meno aiutati nella copertura dei costi per il mantenimento dei figli.

Assegno figli, che cosa prevede la proposta

Nel dettaglio la proposta del Pd prevede di destinare un assegno unico:

  • fino a 240 euro al mese per ogni figlio a carico dal settimo mese di gravidanza fino ai 18 anni;
  • fino a 80 euro al mese dai 18 ai 26 anni.

Inoltre la proposta di legge propone di finanziare una "dote unica per l'acquisto dei servizi:

  • fino a 400 euro al mese per ogni figlio a carico da zero a 3 anni per spese di asilo nido, babysitter e altri servizi per l'infanzia;
  • l'importo verrebbe poi ridotto dai 3 a 14 anni e maggiorato per ogni figlio con disabilità

Come spiega il capogruppo del Pd alla Camera, Graziano Delrio la proposta di legge delega il governo a riorganizzare e dare un pilastro di sostegno alle famiglie.

Assegno figli, la proposta vale 9 miliardi

Come si legge nel testo della pdl la proposta è tutt'altro che indolore per le casse dello Stato. Si stimano infatti - maggiori spese per 3,2 miliardi nel primo anno, che salgono a "6,4 miliardi di euro nel biennio successivo a quello di entrata in vigore della legge e a 9,6 miliardi di euro a decorrere dal terzo anno".

Spetterebbe all’ufficiale di stato civile - al momento della registrazione della nascita - informare le famiglie sui benefìci previsti dalla legge per i figli a carico e sulla fruizione di servizi a sostegno della genitorialità.

Al contempo - in un'ottica di razionalizzazione delle risorse - verrebbero eliminate le detrazioni fiscali per minori a carico, l’assegno per il nucleo familiare previsto dall’articolo 2 del decreto-legge 13 marzo 1988, l’assegno ai nuclei familiari con almeno tre figli minori, il Fondo di sostegno alla natalità e il premio alla nascita (articolo 1, comma 353, della legge 11 dicembre 2016, n. 232). Non solo verrebbero eliminate le detrazioni fiscali per la frequenza alle scuole dell’infanzia, i voucher per l’acquisto di servizi di baby-sitting, i l buono per il pagamento di rette degli asili nido.

Forum famiglie: "Aspettative costantemente deluse"

Il presidente nazionale del Forum delle associazioni familiari Gigi De Palo alza però un interrogativo al governo: "In questa fase del Paese non si può pensare di tagliare il cuneo fiscale alle imprese e investire nell'assegno unico" è il ragionamento che guarda ai paletti della prossima manovra di bilancio. 

Intanto il ministero dell'economia sta mettendo a punto la Nota di aggiornamento al Def, definendo i dettagli sulle proiezioni di crescita e sullo stato dei conti pubblici che faranno da cornice alla prossima manovra.

L'impegno -gravoso- del governo è quello di reperire risorse in un contesto di crescita economica che per il 2020 è inferiore allo 0,5%, in ribasso rispetto alle attese.

Il governo punta ad ottenere flessibilità dalla nuova commissione europea per poter sterilizzare le clausole Iva e ridurre il cuneo fiscale, come da programma di governo. Resta l'incognita del debito pubblico, rivisto al rialzo al 134,8% del Pil, in direzione opposta e contraria alle stime indicate dal precedente governo che aveva impostato la manovra 2019 sulle basi di previsioni di un calo dal 132,6% del 2019 al 131,3 nel 2020. Una stima ambiziosa come quella di ricavare 18 miliardi di euro da un piano di privatizzazioni mai realizzato.

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