Sussidio europeo anti-disoccupazione: perché sarebbe una piccola grande svolta

Gentiloni: "Una delle missioni principali che la presidente von der Leyen mi ha affidato è di guidare il lavoro per definire un'assicurazione europea contro la disoccupazione". Perché sarebbe importante, tanto a livello pratico quanto (se non soprattutto) simbolico

Sussidio europeo anti-disoccupazione, assicurazione europea contro la disoccupazione. Tanti nomi diversi per lo stesso progetto. Forse è la volta buona. Battere le diseguaglianze, promuovere il "Green Deal", realizzare la Web tax e una riforma di Dublino sui migranti: è il programma europeo per cui si impegna a lavorare Paolo Gentiloni, designato commissario europeo dal nuovo governo Conte, prescelto per l' Economia dalla presidente Ursula von der Leyen ed ora in attesa delle audizioni e del voto di conferma da parte del Parlamento di Strasburgo. In una lunga intervista concessa alla Stampa, Gentiloni spiega che "il messaggio fondamentale della nuova Commissione presieduta da Ursula von der Leyen è riprendere la via della crescita rendendola più sostenibile sul piano sociale ed ambientale". Ma c'è anche un altro tema importante: quello di un sussidio europeo contro la disoccupazione. 

"C' è l'idea, storicamente comprensibile - sottolinea Gentiloni -, che le politiche sociali siano appannaggio dei singoli Paesi. Un'idea sostenuta spesso anche da Paesi molto avanzati. La Commissione Juncker ha avviato un buon lavoro. Non si può infatti sfuggire al dato che l' Unione Europea, con un mercato unico ed una moneta comune, non può non avere anche strumenti di politiche sociali e fiscali comuni. Una delle missioni principali che la presidente von der Leyen mi ha affidato è di guidare il lavoro per definire un'assicurazione europea contro la disoccupazione con l'obiettivo di proteggere i cittadini europei dai rischi che corrono sui posti di lavoro a causa di situazioni di crisi, degli choc dall'esterno. Mettere in piedi questa assicurazione Ue contro la disoccupazione sarà una partita di enorme valore concreto e simbolico".

Un sussidio condiviso, secondo gli esperti, potrebbe consolidare sia la crescita nel medio termine sia mitigare le necessità di aggiustamento nel caso soprattutto di un'Unione monetaria dove, a causa dell'assenza di un tasso di cambio, i costi di aggiustamento sono particolarmente pesanti sul mercato del lavoro.

Assicurazione europea contro la disoccupazione: che cos'è

Che cosa si può intendere con "assicurazione europea contro la disoccupazione" (o sussidio di disoccupazione europeo)? In pratica sarebbe uno strumento migliore per frenare la caduta della domanda aggregata quando la disoccupazione cresce. I sussidi di disoccupazione sono anticiclici: agiscono rapidamente e hanno moltiplicatori elevati nelle fasi di recessione. Secondo alcune simulazioni condotte in passato in uno studio del Ceps di Bruxelles con un sistema europeo di assicurazione contro la disoccupazione pienamente funzionante, il Pil spagnolo del 2012 avrebbe potuto essere dell'1,6% più alto di quanto non sia poi stato. Infatti proprio questo sistema avrebbe assorbito circa il 40% della caduta di Pil registrata nel biennio

Il problema vero oggi come oggi è che i sussidi di disoccupazione nazionali non solo non permettono una condivisione dei rischi tra cittadini di diversi Paesi ma possono trovarsi a corto di fondi dove la crisi è più grave, per esigenze di conti pubblici.

Ci sono sostanzialmente sempre state due ipotesi sul tavolo quando si è affrontato il tema dell'assicurazione europea contro la disoccupazione. Prima ipotesi, un meccanismo diretto, secondo il quale un fondo europeo alimentato da contributi nazionali paga direttamente i benefici previsti ai disoccupati dei diversi paesi. Seconda (e più fattibile ) ipotesi: un meccanismo "equivalente" secondo cui il fondo europeo paga ai fondi nazionali, che a loro volta erogano i sussidi a chi ne ha diritto. In tal modo verrebbero superate alcune difficoltà di ordine politico, tecnico e giuridico, perché un meccanismo diretto di erogazione dei sussidi andrebbe nella direzione di un bilancio comune dell'Eurozona, eventualità sulla quale non c'è identità di vedute tra i Paesi membri.

Perché l'assicurazione Ue contro la disoccupazione sarebbe importante

Nell'ottica di evitare comportamenti "opportunistici" da parte di qualche governo, l’ipotetico sussidio avrebbe durata contenuta, escludendo quindi la cosiddetta disoccupazione di lunga durata, e potrebbe essere attivato solo in caso di shock macroeconomici negativi di entità elevata.

Sono ipotesi concrete, non fantapolitica: secondo alcune stime basterebbe che ogni paese pagasse ogni anno lo 0,1% del suo Pil a un fondo europeo per la disoccupazione. Prima di poter metter in piedi un qualsiasi schema di sicurezza contro la disoccupazione, l’Europa deve fare in fretta e sviluppare una vera e proprio "capacità fiscale", un’evoluzione del processo di integrazione che tocca la sovranità nazionale in materia.

Ma il valore simbolico sarebbe di portata eccezionale: rafforzare la solidarietà tra i cittadini dell'Unione europea in maniera tangibile, pratica, immediatamente comprensibile, in una fase storica di dubbi e interrogativi sul futuro del processo di integrazione europea. Proprio la mancanza di solidarietà è percepita come una delle ragioni dell’attuale movimento "populista antieuropeo" che ha preso piede in vari Paesi, senza però sfondare alle ultime europee.

Europa, perché Gentiloni all'Economia è una buona notizia per tutti gli italiani

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